13.02.2022 – I rom e l’Isolotto. Incontro con Nicolò Budini Gattai

Nel corso della Assemblea riflettiamo sul rapporto che si è sviluppato negli anni tra il quartiere e la Comunità Rom presente all’Isolotto. Ripercorramo la storia dell’esperienza del Laboratorio Kimeta attraverso la voce delle donne della comunità che sono state coinvolte. E approfondiamo l’aspetto del passaggio dei Rom dal Campo del Poderaccio alla casa nei condomini del quartiere insieme a Nicolò Budini Gattai – insegnante di italiano al Centro Giufà e autore del libro “Tra il villaggio e il condominio” (ed Porto Seguro, 2022).

Tra il villaggio e il condominio di Nicolò Budini Gattai – Presentazione
Nel primo capitolo, dopo una breve presentazione dei gruppi rom presenti in Europa, abbiamo analizzato le azioni messe in atto dall’EU per la loro inclusione, per eliminare ogni tipo di discriminazione nei loro confronti e promuoverne l’accesso ai diritti fondamentali: l’alloggio, il lavoro, la salute e l’istruzione. Nel secondo capitolo abbiamo restrinto il campo sull’Italia per comprendere la posizione dei rom, dei sinti e dei caminanti all’interno della società maggioritaria con la quale hanno interagito a volte in maniera pacifica ma più spesso in maniera conflittuale con espulsioni, tentativi di rieducazione forzata fino allo sterminio (il Porajmos). Abbiamo illustrato come lo stereotipo del nomade abbia pervaso ossessivamente la mentalità dei non rom, i quali hanno individuato nella rieducazione la strada per sdraricare il loro stile di vita. Così è stato anche nell’Italia repubblicana, dove il nomade è considerato una persona dalla cultura meno evoluta, da aiutare per creare un buon cittadino, capace di assimilare i valori della cultura dominante. Nel terzo capitolo i ragazzi e le ragazze rom raccontano l’abitare nel villaggio rom di via del Poderaccio a Firenze dal loro punto di vista. Il villaggio del Poderaccio è stato definitivamente chiuso nell’estate del 2020, ma già da anni numerose famiglie avevano lasciato il villaggio per entrare in alloggi popolari. Tutti hanno espresso una certa soddisfazione ad aver ottenuto una casa, ognuno ha mantenuto però molti ricordi positivi del «campo»: la compagnia degli amici e dei parenti, i rapporti di vicinato, la generosità delle persone, la vita e i giochi all’aperto, la musica e i momenti di festa. Tra le cose negative invece la spazzatura, le cattive condizioni delle case, i topi e i disagi provocati dai malfunzionamenti dello smaltimento delle acque piovane. Nel capitolo conclusivo abbiamo affrontato il tema dell’abitare nella periferia, in particolare in quella dell’Isolotto nuovo a Firenze in cui molte famiglie rom hanno ricevuto l’alloggio popolare. L’indagine è partita da una serie di interviste aperte o semistrutturate e materiale raccolto attraverso conversazioni informali con i ragazzi e le ragazze rom che hanno abitato al villaggio del Poderaccio, appunti raccolti nel ‘taccuino’ nel corso degli anni in cui ho lavorato con loro come facilitatore linguistico del Centro Giufà, uno dei centri di alfabetizzazione di italiano L2 del Comune di Firenze che opera nelle scuole primarie e secondarie di primo grado della città.

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