25.01.26 – In cammino alla ricerca di una spiritualità che dia significato della Vita, in dialogo con Izzedin Elzir, imam di Firenze

Nel corso della Assemblea del 25 gennaio 2025 abbiamo proseguito il percorso comunitario sul tema della spiritualità.
L’incontro è iniziato con un testo del poeta e mistico Jalāl al-Dīn Rūmī (1207-1273), una delle figure spirituali più amate, sia in Oriente che in Occidente.

L’amore è sconsiderato
L’amore è sconsiderato, non così la ragione.
La ragione cerca il proprio vantaggio.
L’amore è impetuoso, brucia se stesso, indomito.
Pure in mezzo al dolore, l’amore avanza come una macina; dura la sua superficie, procede diritto.
Morto all’egoismo, rischia tutto senza chiedere niente.
Può giocarsi e perdere ogni dono elargito da Dio.
Senza motivo, Dio ci diede l’essere, senza motivo rendiglielo.
Mettere in gioco se stessi e perdersi è al di là di qualunque religione.
La religione cerca grazie e favori, ma coloro che li rischiano e li perdono sono i favoriti di Dio:
non mettono Dio alla prova né bussano alla porta di guadagno e perdita.

Jalal al-Din Rumi (1207-1273) https://sufi.it/sufismo-posts/poesia-sufi/mevlana-jalaluddin-rumi/

La riflessione è proseguita ponendo l’attenzione sulla spiritualità che emerge dal brano del Vangelo di Giovanni sulla adultera (Chi è senza peccato scagli la prima pietra) (Gv 8, 1-12). Nel commento al brano di Giovanni Giuseppe Bettenzoli osserva che:
1) la spiritualità non coincide con le leggi religiose poiché queste spesso non tengono conto delle persone. Prima di giudicare è importate fermarsi, capire, immedesimarsi nelle situazioni delle persone (il gesto di Gesù di scrivere per terra rimanda proprio al prendere tempo per capire le situazione). Da questa immedesimazione possono nascere risposte originali e spiazzanti “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
2) la spiritualità non è un isolamento meditativo ma è impegno a capire la realtà storica per agire con senso di giustizia e solidarietà. La riflessione personale non è fine a se stessa, ma è orientata al superamento delle criticità.
3) la spiritualità si basa sulla coscienza individuale e sul discernimento personale, e non su obblighi religiosi, ed è quindi fondamentalmente laica. Del resto lo stesso Gesù era un laico e usava il proprio discernimento per avvicinarsi a Dio.
4) la spiritualità e la mistica sono anche strade per raggiungere la consapevolezza di far parte di un unico organismo, la “vita cosmica”.

Proseguendo abbiamo dialogato con Izzedin Elzir, palestinese, guida spirituale della Comunità islamica di Firenze.
E’ stata una occasione molto significativa per conoscere e riflettere sulla spiritualità e sulla fede dell’Islam e per condividere l’impegno per la pace e la costruzione di un mondo più giusto e solidale a cui le nostre fedi ci chiamano.