La Comunità dell’Isolotto oggi

Si può definire in poche parole? E’ difficile ma ci proviamo. Siamo un gruppo di persone che vivono insieme l’avventura umana come cammino di liberazione continua e graduale, mai da considerare compiuta, che rifugge da ogni forma di irregimentazione e chiusura. “Oltre i confini” è un po’ il nostro emblema. Non solo oltre i confini esterni, chiusure di razza, nazione, religione, partito, ecc., ma anche oltre quelli interni alle nostre persone, chiusure mentali, psicologiche, affettive, culturali, ecc. Non abbiamo programmi né obbiettivi né conquiste. E’ lo stesso camminare insieme il nostro programma.

Comunità è una parola che può essere intesa in molti significati. Anche la comunità può essere chiusura e prigione. Noi la usiamo per esprimere il nostro tentativo di mettere al primo posto nella organizzazione sociale le relazioni personali. Riteniamo importante la identità individuale di ognuno e di ognuna ma consideriamo distruttivo l’individualismo che porta alla competizione di tutti/e contro tutti/e. Al tempo stesso consideriamo importante l’essere insieme, cioè la comunità, ma vediamo bene il pericolo di un comunitarismo che schiaccia l’individuo, lo rende un essere sottomesso, privo di autonomia e crea pulizie etniche, nazionalismi, colonialismi, pensiero unico, dominio globale del danaro.

Più e prima che una precisa aggregazione o associazione, siamo un orientamento verso un modo di essere. Meglio ancora, si potrebbe dire che siamo un’area di consenso e di partecipazione verso un modo di essere nella vita sociale e personale.

Di particolare rilievo è l’incontro comunitario che si tiene ogni domenica mattina alle 10,30, gestito a turno da una decina di piccoli gruppi. E’ sempre un momento di religiosità e spiritualità non rigidamente confessionale e di approfondimento aperto su temi sociali ed esistenziali arricchiti dalla riflessione di tutti i partecipanti e dal confronto con istituzioni, esperti, esperienze di base.