Domenica 18 maggio la comunità ha condiviso con il regista Marco Daffra le emozioni da lui vissute nel febbraio di quest’anno, a due anni dalla strage di Cutro, durante un tour che partito dalla Campania ha toccato varie città della Calabria per chiedere verità e giustizia per Cutro e per le altre stragi dei migranti che hanno trovato la morte in mare. L’iniziativa è stata promossa da Carovane Migranti-Carovana Abriendo Fronteras, la rete internazionale di oltre 400 associazioni che cerca di richiamare gli stati alle loro responsabilità: nella notte del 26 febbraio sulla spiaggia di Cutro sono state ricordate le persone decedute, alla presenza dei loro amici e parenti; negli incontri che si sono svolti nelle altre città è stata richiamata l’attenzione sulle rivendicazioni degli attivisti e dei familiari dei naufraghi, finalizzate al riconoscimento dei corpi e alla loro restituzione.

Marco Daffra ha partecipato di persona facendosi “migrante” della Carovana con la proiezione del suo docufilm Un mare di porti lontani, che denuncia la condotta dell’attuale governo che impone alle navi umanitarie di trasportare i migranti non al porto sicuro più vicino, ma spesso in porti molto lontani dal luogo del soccorso. Il documentario, che la comunità dell’Isolotto ha avuto modo di conoscere e di discutere con il regista fin dalla sua progettazione, presenta importanti testimonianze di quanti si occupano del soccorso in mare, ne documenta l’attività e l’impegno, spesso ostacolato dalle istituzioni. Marco Daffra di ritorno da Cutro ha prolungato il suo viaggio di migrante per la verità, proiettando il suo documentario in 30 diverse località. L’accoglienza ricevuta dal film fa ben sperare e ci avvicina ad un’Italia più solidale e umana.
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