Nel giorno che la tradizione cristiana chiama Sabato santo ci riconosciamo nelle parole di Tomaso Montanari che riproniamo qui integralmente (https://www.instagram.com/tomaso.montanari/p/DWs114ECEsm/):

Oggi, Sabato santo, il Signore della vita è prigioniero della morte.
Oggi non si dicono messe, fino al tramonto.
È l’ora delle tenebre, senza speranza. L’ora delle lacrime, senza consolazione.
Maria piange il corpo massacrato del suo unico figlio. Quel corpo che aveva portato in grembo, quel bambino che aveva coperto di baci.
«Lascia a noi piangere un po’ più forte |
chi non ritornerà più dalla morte»,
dicono (nella Buona novella di Fabrizio De Andrè) a Maria le madri dei ladroni crocifissi con lui, uccisi esattamente nello stesso modo.
La stessa cosa dicono a noi le madri di Gaza, in questo Sabato santo.
Una Gaza chiusa nel suo sepolcro, una Gaza le cui porte serrate nessun Cristo abbatte per liberare quei poveri cristi.
I cristi di Gaza sono morti come il Cristo. Come lui, massacrati dal potere: dalla sua violenza, dalla sua ipocrisia. Da una legge che chiama giustizia la vendetta. Massacrati dall’uso politico della religione. Torturati da una potenza occupante, traditi dai collaborazionisti, abbandonati dall’opinione pubblica che lo aveva esaltato fino a poco prima. Lasciati soli anche dai loro amici. Tutto come avvenne a Lui.
Se non scardiniamo le porte del genocidio e della guerra nessuna resurrezione è possibile. Se non scardiniamo le porte di Gaza nessuna Pasqua è credibile.
Dio non ascolta le preghiere di chi fa la guerra, di chi ha le mani sporche di sangue. Ma non esaudisce nemmeno le preghiere di chi la pace la invoca senza costruirla. Di chi la giustizia la chiede, ma non la pratica.
E questi siamo noi, cristiani senza fede. Per noi risuonano le parole del Cristo: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro: “Sràdicati e trapiàntati nel mare”, e vi ubbidirebbe». In quella stessa pagina del Vangelo c’è la risposta: «Chi cercherà di salvare la sua vita la perderà, ma chi la perderà la preserverà».
La resurrezione squarcia il buio e il pianto della nostra vita solo se la nostra vita è messa in gioco fino in fondo per la pace e per la giustizia.
Per «rovesciare i potenti dai troni», per «innalzare gli umili».
Per «rimandare i ricchi a mani vuoti», «colmare di beni gli affamati».
Che così sia. Amen.
