L’Assemblea della Comunità dell’Isolotto di domenica 22 febbraio 2026, dopo la riflessione sul passo della Genesi
(Gen 4, 1-26) in cui si racconta l’uccisione di Abele per mano del fratello Caino, il dialogo tra Dio e Caino, il segno che Dio pone su Caino perché nessuno eserciti la vendetta (nessuno tocchi Caino!), ha posto l’attenzione sulla situazione tragica della guerra tra Russia e Ucraina, due popoli che per molti aspetti sono vicini (e distanti) come possono essere i fratelli.
A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, il bilancio della guerra è tragico e i negoziati in corso non fanno ancora intravedere una soluzione del conflitto. Secondo stime del Center for strategic and international studies sarebbero:
*) 325.000 i soldati morti per la Russia (su un totale di 1.250.000 tra feriti, dispersi e deceduti), e
*) tra i 90.000 e i 140.000 i soldati morti per l’Ucraina (su un totale di 600.000 feriti, dispersi e deceduti).
Inoltre sarebbero circa 12.000 i civili ucraini deceduti, più del doppio i feriti, milioni gli sfollati, in un paese che ha subito danni enormi alle infrastrutture, con il 10% delle abitazioni civili danneggiate o distrutte.
(Fonte: Pierre Haski, La misura della ferocia nella guerra tra Russia e Ucraina, 29.1.2026 – www.internazionale.it).
In questo scenario abbiamo ascoltato la testimonianza di Michele Piccini che, per la sua conoscenza delle realtà russa e ucraina, ha sviluppato la Carta per il Piano della Memoria Comune (Pace Russia–Ucraina), una proposta per un percorso di pace e memoria comune tra Russia, Ucraina ed Europa, presentata dall’istituenda Fondazione Giorgio Piccini, intitolata ad un artista che concepiva l’arte principalmente come “vettore di solidarietà” e pace.
Una proposta che nasce che nasce dalla società civile che merita di essere conosciuta e valutata con attenzione.
Altre informazioni e il testo della proposta sono presenti nel fascicolo qui sotto scaricabili.
