Archivi: Timeline Express Announcements

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La Comunità dell’Isolotto oggi

Si può definire in poche parole? E’ difficile ma ci proviamo. Siamo un gruppo di persone che vivono insieme l’avventura umana come cammino di liberazione continua e graduale, mai da considerare compiuta, che rifugge da ogni forma di irregimentazione e chiusura. “Oltre i confini” è un po’ il nostro emblema. Non solo oltre i confini esterni, chiusure di razza, nazione, religione, partito, ecc., ma anche oltre quelli interni alle nostre persone, chiusure mentali, psicologiche, affettive, culturali, ecc. Non abbiamo programmi né obbiettivi né conquiste. E’ lo stesso camminare insieme il nostro programma. Comunità è una parola che può essere intesa in molti significati. Anche la comunità può essere chiusura e prigione. Noi la usiamo per esprimere il nostro tentativo di mettere al primo posto nella organizzazione sociale le relazioni personali. Riteniamo importante la identità individuale di ognuno e di ognuna ma consideriamo distruttivo l’individualismo che porta alla competizione di tutti/e contro tutti/e. Al tempo stesso consideriamo importante l’essere insieme, cioè la comunità, ma vediamo bene il pericolo di un comunitarismo che schiaccia l’individuo, lo rende un essere sottomesso, privo di autonomia e crea pulizie etniche, nazionalismi, colonialismi, pensiero unico, dominio globale del…

La Comunità di base dell’Isolotto dal 1969

Il 29 dicembre 1968, durante la messa delle 11 celebrata da don Ernesto Alba, inviato della curia, la presenza di un gruppo di fascisti alla funzione religiosa provocò l’uscita dei fedeli isolottiani dalla chiesa e la continuazione dell’assemblea di preghiera all’esterno dell’edificio. La stessa mattina, per la celebrazione della messa delle 12, la comunità rientrò in chiesa per continuare la sua assemblea di preghiera voltando le spalle all’altare dove, nel frattempo, era iniziata una nuova celebrazione eucaristica alla presenza dei medesimi fascisti e di don Alba. Il 31 dicembre si procedé alla…

L’origine dell’Isolotto

I fiorentini chiamarono “Isolotto” quella striscia di terra che l’Arno – frequenti le inondazioni sino alla costruzione dell’Argin Grosso –, circoscriveva a sud ovest della città, frontalmente al parco delle Cascine. Per lungo tempo desolata area rurale, l’attuale assetto dell’Isolotto prese forma nei piani urbanistici dell’Amministrazione Comunale del secondo dopoguerra[1] – sino al 1951 con la Giunta di Mario Fabiani, poi di La Pira, che si avvalsero dei finanziamenti della legge n. 43 del 28 febbraio 1949, cosiddetta “legge Fanfani”, legge proposta dal ministro del lavoro e previdenza sociale come «Piano di incremento di occupazione operaia» in opposizione al…

La Comunità parrocchiale dell’Isolotto 1955-1968

In conseguenza del decreto Arcivescovile dell’8 marzo 1955, Vescovo il Cardinale Elia Dalla Costa, nasce la Beata Maria Vergine Madre delle Grazie, circoscrizione parrocchiale del Villaggio dell’Isolotto inizialmente presso l’Oratorio della Madonna della Querce – edificio quattrocentesco di via Palazzo dei Diavoli –,  poi nella nuova chiesa Santa Maria Madre delle Grazie in piazza dell’Isolotto– edificio in costruzione dal 1952  e consacrato nel dicembre 1957  –, il giovane sacerdote Don Enzo Mazzi, nominatone parroco, celebrerà il suo ministero. Alle soglie del Concilio Vaticano II – iniziato solamente nel 1962 –, in quella che fu la Firenze degli anni cinquanta, luogo in cui prenderanno vita i movimenti rinnovatori della Chiesa ed in cui si annovereranno le esperienze di Padre Balducci – prima con il gruppo del Cenacolo e dal 1958 con la rivista «Testimonianze» –, di Don Milani – nella scuola per operai e contadini a S. Donato a Calenzano prima dell’esilio a Barbiana del 1954 e dell’esperienza di Lettera a una Professoressa–, di Don Bruno Borghi – tra i primi nell’Italia della Scomunica ai Comunisti di Pio XII ad apprendere l’esempio dei preti operai francesi, e divenire operaio alla…

Comunità Isolotto