L’Assemblea comunitaria di domenica 11 gennaio 2026 è stata dedicata ad una riflessione sull’attuale drammatica situazione ecologica del nostro pianeta e sulla urgente necessità di una profonda conversione; non un transizione tecnologica ma un radicale cambiamento di rotta del nostro modo di concepire la vita e l’economia.
Partendo dal Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi, passando per il commento di Marco Benvenuti al recente libro di Stefano Mancuso “Il Cantico della Terra”, arrivando ad una significativa riflessione di Andrès Lasso sulla Laudato sì di papa Francesco, abbiamo sottolineato l’attuale dimensione predatoria dell’uomo sulla natura e la necessità di un modello di fratellanza universale e interconnessione tra tutti gli esseri viventi.
Nel suo libro, Mancuso evidenzia l’importanza del messaggio di Francesco che nel cantico pone l’umanità sullo stesso piano di ogni altra creatura in una “rete di pari”, indicandoci che solo una conversione ecologica fondata sulla fratellanza di tutte le creature e su un rapporto amorevole verso ogni elemento che consente la vita, può dare delle chance di sopravvivenza al nostro pianeta e alla vita che vi abita. Il Cantico di Francesco in questa conversione è una guida preziosa. Abbiamo visto anche alcuni stralci tratti dal video dell’intervento che Mancuso ha tenuto a Firenze, ad ottobre 2025, nel corso dell’incontro su pace e ambiente “Benethica 2025” (https://youtu.be/q-2PYAN2_78?si=zxWHvNgb6pwWe4W2)
La riflessione di Andrès Lasso, che fa puntuali riferimenti all’enciclica di papa Francesco Laudato sì, ribadisce la necessità di ribaltare la logica del profitto, dello spreco, del rifiuto, della crescita, in favore della sobrietà, del riposo, dei giusti ritmi del vivere, dell’accettazione del senso del limite. Una conversione che richiede impegno e responsabilità collettiva e la capacità di vivere lo stupore contemplativo per la natura e la fiducia. Per rendere concreta la nostra conversione abbiamo bisogno di realismo ma anche di andare oltre il senso di impotenza e sgomento che può ci assalire e abbiamo bisogno anche di vivere la gioia di un vivere più sobrio e la meraviglia dei momenti che la natura ancora ci regala.
Le riflessioni e gli interventi sono documentati nel fascicolo sotto scaricabile.
