INSIEME PER LA PACE. Il 6 settembre 2026 – 29° Incontro – Amar Rihan profugo di Jabalia (Gaza) torna in piazza e racconta la vita a Gaza, una città rasa al suolo dove la vita non è vita.

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Gli scenari di guerra sempre più tragici e
il genocidio a Gaza
hanno spinto numerose realtà, cittadine e cittadini a partecipare agli incontri
Insieme per la pace
che si svolgono ogni prima domenica del mese
in piazza dell’Isolotto dalle 9:30 alle 10:30
.
La piazza diventa uno spazio aperto di condivisione, denuncia e speranza: un luogo affacciato sul mondo, aperto a chiunque senta il desiderio, il bisogno,
di dare voce al proprio desiderio e impegno per la pace.

Ognuno può portare e condividere un pensiero,
una notizia, una riflessione, una preghiera,
una testimonianza, un appello, una proposta,
una poesia, una canzone.
Dal 5 maggio 2024, per ogni incontro è stato realizzato un fascicolo che raccoglie gli interventi e le testimonianze proposte in piazza.
I fascicoli sono qui sotto disponibili.

Domenica 6 settembre 2026 in tanti portano letture, articoli, riflessioni ma è la testimonianza di Amar Rihan profugo palestinese di Jabalia che più colpisce; è tornato insieme ai figli più piccoli per la quarta volta in questo cerchio di Insieme per la pace
perché qui la sua sofferenza trova uno spazio, un tempo, di ascolto partecipe.
Ecco le sue parole.

Gaza …una vita che non assomiglia alla vita

Questa non è una fotografia di un secolo fa, né una scena tratta da un libro sull’antica miseria.
Questa è Gaza oggi… nel XXI secolo, sotto gli occhi di un mondo che parla molto di diritti umani, ma che sembra diventare straordinariamente bravo a guardare la tragedia in silenzio.
Qui vivono esseri umani sulla terra, dentro tende vecchie, logore e strappate, dopo che le loro case e i loro quartieri sono stati distrutti durante la guerra israeliana a Gaza.
Tende che non riescono a proteggere una famiglia, né a preservarne la dignità, né a difenderla dal caldo dell’estate o dal freddo dell’inverno.
L’aria è pesante di polvere e fumo, la terra brucia sotto i piedi, l’acqua è contaminata e la notte è immersa nell’oscurità.
Qui un bambino dorme per terra e si sveglia senza medicine. Un malato cerca invano una cura. Un padre cerca una goccia d’acqua pulita, mentre quel fragile pezzo di stoffa sopra le loro teste non può proteggerli da un proiettile o da una scheggia.
E quale terribile paradosso…
Il mondo ha raggiunto l’intelligenza artificiale, ha conquistato lo spazio, ha costruito città intelligenti, eppure è ancora incapace di offrire a un bambino di Gaza un tetto sicuro, acqua pulita e una notte senza paura.
Che razza di civiltà è questa, che misura il proprio progresso in base a quanto è arrivata lontano la tecnologia, ma non misura quanto della propria umanità è ancora rimasto?
Gaza non chiede lusso.
Chiede la definizione più semplice della vita:
una casa invece di una tenda,
acqua pulita invece dell’acqua contaminata,
sicurezza invece dei bombardamenti,
dignità, quella che spetta a ogni essere umano.
E queste tende rimarranno come testimonianza: non della povertà della gente di Gaza, ma della povertà del mondo in termini di giustizia, compassione e coscienza

“Insieme per la pace” è un’iniziativa promossa e animata dalla Comunità dell’Isolotto e dalla Parrocchia dell’Isolotto insieme ad altre realtà di base del quartiere e della città: Donne Insieme per la Pace, il Circolo 25 Aprile, il gruppo La Comune, la Sezione Anpi Sergio Rusich, la Piccola scuola di Pace e molti cittadini e cittadine senza particolari appartenenze.

Al termine di questo momento la Comunità dell’Isolotto prosegue la riflessione sul tema della pace
presso le ex Baracche verdi in Via degli Aceri 1.