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La storia è quella del dopoguerra. La guerra
aveva definitivamente messo a nudo la miseria di tutte le
aggregazioni istituzionali e la loro incapacità di rispondere
ai bisogni fondamentali della persona: felicità, benessere,
solidarietà, pace. La ricostruzione esistenziale e morale
doveva ripartire dalla radice: dalle relazioni umane e dalla
forza dell'amore.
Il clima di quel tempo è efficacemente descritto nella pubblicazione
della Comunità dell'Isolotto Oltre i confini (LEF,
Firenze, 1995):
Avvenimenti fondanti quali il disgelo internazionale, il
Concilio Vaticano II, il mitico '68-'69, vengono non di rado
considerati come realtà storiche staccate le une dalle altre
e frutto dell'iniziativa dall'alto o ispirate da grandi leaders.
Noi, invece, li abbiamo vissuti e conosciuti come segni di
un processo di trasformazione dal basso della società. E più
precisamente come momenti di un grande sforzo, di un immenso
tentativo di unificazione del mondo nel segno della speranza.
La guerra aveva dato al mondo la coscienza della propria unità,
ma lo aveva fatto nel segno tragico della distruzione. In
particolare, la bomba atomica rendeva tutti solidali sotto
la sua macabra cupola di fuoco, di morte, di terrore. Tale
coscienza di unità non poteva restare prigioniera della paura.
L'uomo ha bisogno di creatività e di speranza come il corpo
necessita dell'aria.
Ed ecco nei decenni successivi alimentarsi progressivamente
in tutto il mondo un crogiolo di esperienze positive e creative,
diverse fra loro, tutte orientate però all'unità planetaria
sulla base di alcuni valori:
- la crescita delle coscienze e della loro autonomia
rispetto a qualsiasi potere;
- l'antiautoritarismo e la desacralizzazione di istituzioni,
ruoli, ideologie, religioni;
- l'universalismo planetario basato sull'accoglienza
reciproca in quanto persone anzi in quanto viventi, prima
e oltre le identità di sangue, di etnia, di cultura, religione,
chiesa;
- il rinnovamento non come progetto che cala dall'alto,
ma come frutto della presa di coscienza e dell'autodeterminazione
delle masse popolari;
- la ricerca di un futuro migliore attraverso un'alternativa
al modello di sviluppo tecnologico-consumistico, alternativa
basata sull'uso di tutte le risorse materiali, tecnologiche
e morali per il riscatto e la liberazione delle persone
e dei popoli.
I percorsi concreti erano:
- partecipazione-decentramento-democratizzazione;
- comunità-comunione-condivisione-collaborazione;
- non violenza-non competizione-egualitarismo.
In quel processo tante parrocchie in Italia
e nel mondo tendono a organizzarsi come comunità, in senso
reale e non solo nominale. Anche la parrocchia dell'Isolotto
diviene un processo di formazione comunitaria. Nasce la Comunità
dell'Isolotto, nascono a livello mondiale le comunità di base.
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