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Comunità dell’Isolotto

Centro Educativo Popolare

via degli Aceri n.1

50142 -Firenze

Tel. O55768511  e-mail: comis@videosoft.it

 

La “Comunità dell’Isolotto” e l’associazione onlus “Centro Educativo Popolare”,  eredi dei beni morali,spirituali e materiali di Mazzi Enzo, come risulta dal testamento olografo pubblicato in  data 18 novembre 2011 presso il notaio dott. Tommaso Tavassi e registrato il 1 dicembre 2011,

 

comunicano che Enzo, nel suo testamento, ha dato disposizione che sia fatta conoscere, a chi possiede sue  lettere personali di qualsiasi tipo, la sua volontà che tali lettere, nessuna esclusa, vengano distrutte e che dopo la sua morte non sia fatta pubblicazione alcuna di sue lettere né come lettera singola né come epistolario.

 

Mazzi Adriana, Gomiti Sergio e Angeloni Luciana quali esecutori testamentari da lui nominati, saranno i garanti che queste sue volontà e disposizioni vengano rispettate , secondo le norme previste dalla costituzione e dalle  leggi sull’editoria e sulla privacy.

 

p. la comunità dell’Isolotto

Sergio Gomiti, Adriana Mazzi, Luciana Angeloni

 

Firenze 22 gennaio 2012

 

       Articolo su Micromega dicembre 2011 di Valerio Gigante
   

Comunità dell'Isolotto

Natale 2011

Veglia

 

  Natività nel segno del nuovo che nasce.

Testimonianze, progetti, speranze delle giovani generazioni

 che occupano le piazze del mondo

         

Firenze, 24 dicembre 2011

 
     
   

Comunità dell’Isolotto - Veglia di Natale 2011

 

"Natività nel segno del nuovo che nasce

Testimonianze, progetti, speranze delle giovani generazioni

che occupano le piazze del mondo"

 

La veglia si svolgerà in piazza dell’Isolotto –Firenze

con inizio alle ore 22 del 24 dicembre

A due mesi dalla scomparsa di Enzo, la comunità dell’Isolotto ha scelto di ritornare in piazza per la veglia di Natale in solidarietà con "il nuovo che nasce" nelle piazze del mondo.

La piazza: tornare a rioccupare la piazza in questa notte di Natale, quella piazza che ci ha visti protagonisti e testimoni per oltre quaranta anni,in questo momento storico in cui generazioni diverse si intrecciano nelle piazze del mondo, ha per noi il significato di riconferma del messaggio che Enzo e la comunità hanno per tanti anni continuato a testimoniare: la resistenza, le energie positive dei giovani, le lotte che verranno,l’amicizia, l’affettività, il tenersi per mano, per molti la fede, la spiritualità, i gesti della memoria, il dolore, l'accompagnarci nella vita e nella morte.

La Veglia: parole condivise. parole non calate da un pulpito, da una cattedra, da un qualsiasi piedistallo. Parole frutto di prassi di ricerca comunitaria, tessute di tante relazioni aperte. Parole che tentano di essere coerenti e di non svolazzare sopra la vita ma che partono dalla vita e alla vita ritornano. Parole, che si nutrono della memoria storica di tutti i popoli, delle parole tramandate, delle pagine dei libri sacri, della fatica di ogni ricerca, della vitalità di ogni cellula del grande organismo umano.

Non solo parole.

Testimonianze : saranno con noi operatori di strada , rappresentanti della comunità senegalese , movimento " se non ora quando" , associazione libere tutte, gruppo azione non violenta, operatori impegnati nelle istituzioni.

Simboli: la tenda, Il pane e vino, la luce di tante fiammelle, il fuoco, la bandiera della pace come tovaglia, i frutti della natura. 

Socialità: canti, condivisione eucaristica, convivialità.

Firenze, Natale 2011

                                     La Comunità dell’Isolotto

 

    Fascicolo della Veglia

 

 
     
   

Biografia e Storia

Solidarietà

Annunci di stampa ed in rete

 

 

Articoli di Enzo su giornali e riviste

Pubblicazioni e Bibliografia

Link telematici

 

 
   

 

Sabato 22 ottobre 2011

 

Questa notte Enzo ci ha lasciato.

Per sua esplicita volontà e di Luciana il funerale sarà in forma privatissima.

Domani mattina , 23 ottobre, durante l'assemblea alle ore 10,30 , ci troviamo per socializzare la sua assenza e la sua presenza in mezzo a noi.

 

 

 

   
   

 

Domenica 23 ottobre 2011 

 

Assemblea della Comunità dell’Isolotto– Firenze

 

 

La  comunità riunita in assemblea  come ogni domenica socializza i propri sentimenti, si interroga, riflette  sull’ assenza di Enzo e la continuità della sua presenza  in mezzo a noi

 

La riflessione biblica preparata dal gruppo che aveva l’impegno della conduzione dell’assemblea eucaristica ha  scelto e commentato  la lettura del brano biblico della Sapienza 6,22 - 7,30, un testo del II sec. a.C. scritto in ambiente ellenistico (Alessandria d'Egitto) e attribuito fittizziamente a Salomone, quale grande saggio dell'antichità. Lo si è letto come messaggio che Enzo stesso ci lascia come insegnamento di saggezza(6,22-25). In effetti il testo sapienziale identifica al meglio il contributo che Enzo ha dato a noi e alla società del nostro tempo: la ricerca della saggezza, come valore supremo e universale(7,7-10), valido per ogni uomo.

         La Sapienza infatti non è legata ad un credo religioso, tanto meno ad un culto particolare, ma appartiene ad una ricerca laica sul senso della vita e sulla Verità da raggiungere. Inoltre essa non discrimina gli individui in base a religione, cultura o tradizioni, ma si apre all'apporto di tutti in egual misura, perché ogni individuo ha in sé un frammento di Sapienza e di Verità da offrire agli altri, un frammento della realtà divina. In terzo luogo la ricerca della Sapienza è una ricerca comunitaria, perché è il risultato di un confronto tra posizioni diverse per arrivare ad una soluzione condivisa. La personalizzazione della ricerca è in contrasto con i caratteri della sapienza: non c'è un genio, superiore ad altri(7,1-6), che detti legge nel perseguimento della Verità, nemmeno nella persona di Gesù ("non chiamatemi maestro..."). Soltanto la comunità è depositaria del metodo per raggiungere la Sapienza.

         Più l'individuo si identifica nella Sapienza e più diventa immortale, perché essa è parte della realtà di Dio e in essa l'uomo trova il proprio appagamento e la realizzazione della propria personalità(7,11-12); in altre parole l'individuo diventa patrimonio dell'umanità, un ulteriore gradino, importante, necessario, nella costruzione della scala che porta l'umanità più vicina alla visione di Dio (7,25s).

Nell'azione di Enzo noi riconosciamo questi elementi importanti della ricerca della Verità e lo consideriamo come un "uomo amato da Dio"(7,28), che ci può guidare con la sua presenza/assenza nel nostro cammino verso obiettivi di solidarietà e fratellanza.
Erano con noi tanti amici,  rappresentanti di varie Comunità di base italiane, compagni di percorsi e scelte di vita, gente del quartiere, venuti a portare la loro testimonianza di affetto.

Non addio ma ciao Enzo, nostro fratello, nostro amico, energia creativa e solidale a disposizione di tutti. Questo il filo conduttore delle tante parole che domenica mattina si sono intrecciate in comunità .Persone vive, nomi, volti, caratteri, sentimenti, che si accompagnano nella ricerca di  valori, speranze, coerenze, impegno solidale :questa è l’identità della comunità come l’abbiamo vissuta noi e come è emerso dalle tante testimonianze di coloro che hanno incrociato nei vari e diversi percorsi della propria vita  i  loro passi con quelli di Enzo e della comunità.

Abbiamo scoperto insieme come e quanto il dono del dare e del ricevere abbia arricchito e sostenuto il cammino delle nostre vite personali e comunitarie ed abbia riempito di significato ogni scelta. E’ un cammino ricco di gioia, di emozioni positive, di amicizie personali, di affetti profondi quello che abbiamo percorso insieme in questi anni, ma anche di difficoltà, ostacoli ed a volte incomprensioni : Enzo è stato anche segno di contraddizione in mezzo a noi ma soprattutto è stato e rimane  uno di noi che ha sostenuto questa esperienza mettendo in gioco la sua vita e donando con generosità le sue risorse di amore e di fede.

“Enzo rimane vivo in mezzo a noi” ma la sua memoria non è proprietà esclusiva  di  nessuno. Egli ha costituito spinta vitale per tutta la comunità perché si è rifiutato di chiudersi - chiuderci in un recinto e ci ha continuamente spinto, sbalzato nella dimensione cosmica della ricerca di “ tutti gli uomini di buona volontà”.

La comunità dell’Isolotto non si chiuderà attorno alla  memoria di Enzo, vogliamo impegnarci a rendere vivo e presente il suo messaggio continuando a percorrere le strade del mondo.

Le riflessioni si sono concluse intrecciando le nostre mani in ascolto della lettura del seguente testo tratto dal suo e nostro bel  libro “cristianesimo ribelle”

 

Le orme lasciate dall’essere umano allo stato generativo

Prima che venisse plasmato dalla civiltà,

fessure dalle quali s’ intravede il profondo,

la vita inconscia,

testimoniano non solo l’angoscia

derivante dalla consapevolezza della morte

e gli esiti distruttivi di tale angoscia,

ma anche i tentativi affannosi e creativi

per dare un senso positivo alla finitezza.

E’ da lì che parte l’evoluzione culturale dell’umanità,

un cammino di consapevolezza che non si è mai interrotto.

E’ il nostro cammino di oggi

Verso una esistenza personale e sociale

Profondamente pacificate.

 

Il padre nostro, le parole dell’eucarestia e la condivisione del pane, come ogni domenica  hanno concluso in un intreccio simbolico memoria e presente e il nostro cammino personale e comunitario continua.

 

 

   
   

 

Domenica 30 ottobre

Nel segno della condivisione con Enzo  di fiducia e speranza la comunità accoglie e festeggia un nuovo nato

   
   

 

COMUNITA’ DELL’ISOLOTTO

FESTA PER L’ACCOGLIENZA

DI FLAVIO

   
   

 

VOGLIAMO CELEBRARE LA VITA CHE NASCE

 

 

Vogliamo celebrare la vita che nasce:

la gemma, il fiore,

il nido che si popola di gracili esistenze,

la speranza che non muore,

cieli nuovi e terra nuova a chiunque è negato

il cielo e la terra,

questo fuoco che sgorga

dal profondo di ogni persona,

fiamma che emana dalla memoria storica

di tutti i popoli,

calore, luce, forza che viene

dalle parole tramandate,

dalle pagine dei libri sacri,

da ogni cellula del grande organismo

della storia umana.

Vogliamo celebrare la vita che nasce:

il popolo che camminava al buio

ha visto una gran luce,

perché un bambino ci è nato,

ci è stato dato un figlio.

 

 

La Comunità dell’Isolotto

 

 

 
   
   

 

 

Le attività recenti della comunità sono documentate nel Blog

http://www.baraccheverdi.splinder.com

 

in corso di trasferimento su

http://baracchesempreverdi.blogspot.com

 

 

Firenze, via degli Aceri n 1

 

 

Destinazione del 5 per mille