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  I NONNI RACCONTANO

 
 

 

Siamo un gruppo di nonne e nonni, fantasiosi, creativi e molto amanti dei bambini.

 

Ci incontriamo presso il Centro Educativo Popolare del Quartiere 4 di Firenze, all'Isolotto, dove da molti anni facciamo attività interessanti. Abbiamo vissuto in questo quartiere fin dalla sua origine e partecipato all'esperienza della Comunità dell'Isolotto. Abbiamo deciso di regalare ai piccoli del quartiere i giochi, le filastrocche, le fiabe, le storie e i ricordi della nostra infanzia. Carmen, Danilo, Noemi, Sergio, Emma, Nella, Enzo, Piero, Nunzia, Donatello, Elena, Marisa, Angiolino, Orlando....sono alcuni dei nostri nomi. Ognuno di noi ha la sua storia da raccontare...

 

   
 

Significato dell'esperienza
 

 

Quando si è partecipato da protagonisti alla crescita culturale ed umana di un quartiere, sia attraverso l'impegno sociale e politico che attraverso la vita nelle istituzioni e nel tessuto umano del territorio, rimane dentro di noi l'urgenza di continuare ad esprimere e comunicare valori, esperienze e prassi che fanno parte della storia del quartiere e nostra personale.

Camminare insieme, essere solidali, intrecciare i percorsi di differenti generazioni, cercare spazi di libertà, creatività, autodeterminazione: sono alcune delle motivazioni all'origine di una esperienza rivolta ad alunni ed alunne delle scuole materne, elementari e medie del Quartiere 4 di Firenze  

 

   

 

La nostra proposta di incontri fra scuole e gruppi di nonni

Il Centro Educativo CEP e la Biblioteca Comunale BC,  attingendo alla loro esperienza di radicamento nel tessuto vivo del territorio e della città offrono alla scuola un servizio che può contribuire ad allargare l'orizzonte culturale dei curriculi e ad arricchirne i contenuti, senza appesantimenti e intromissioni.

Si tratta sostanzialmente dell'offerta di organizzare incontri con alcuni soggetti portatori di cultura orale e di memoria viva.

Obiettivo della proposta è avvicinare la scuola al territorio e alla città, promuovere l'interazione fra la cultura codificata, in particolare il programma di storia e geografia, e la cultura vissuta, incontrare i soggetti che nel territorio e nella città sono portatori di cultura e di memoria: cioè di esperienze, abilità, conoscenze, sapienza, lotte, insuccessi e vittorie, ansie e utopie, creare percorsi di consapevolezza del valore della cultura orale e della memoria viva nella costruzione di una memoria storica come fonte d'identità sociale, favorire il senso dell'arricchimento reciproco fra le varie culture che danno anima alla città e fra le varie memorie elaborate dalla comunità umana, in modo da creare coscienze consapevoli del pluralismo reale, coscienze critiche, capaci di una convivenza tollerante, senza esclusioni, nell'orizzonte di una nuova cultura della pace.

Gli incontri si svolgeranno fuori della scuola e ciò sia per il valore simbolico che può avere l'elevare a "cattedra" i luoghi di vita e di produzione culturale del territorio, sia per l'arricchimento di conoscenze che viene favorito dal coinvolgimento della personalità complessiva dei ragazzi, e non solo della loro mente, in un orizzonte spaziale dotato di segnali comunicativi propri che colpiscono inevitabilmente l'intreccio corpo-emozioni-mente.

In pratica il luogo si può stabilire di volta in volta, in relazione al tipo di incontro che si vuole fare. I locali del CEP e della BC restano comunque disponibili.

Le persone con cui avviene l'incontro verranno preparate dagli operatori del CEP non solo a rispondere ai quesiti posti dai ragazzi, ma anche a fornire, finché possibile, materiali vari della propria cultura e memoria: racconti, musiche e canzoni, usanze, foto e strumenti di vita di epoche e culture diverse, ecc.

 

 

   
   

Temi degli incontri
 

Scene di vita nel contesto della cultura contadina:
- Il racconto della vita dei nonni quando erano piccoli, con animazioni, documentazioni, testimonianze, canti;
- Fiabe, filastrocche, ninnenanne: i nonni ripropongono le narrazioni magiche della loro infanzia.
- La semina, la vendemmia, la mietitura, la raccolta delle olive…
- Ricorrenze, feste, tradizioni, riti …
- Proverbi - canti - stornelli - modi di dire - motti dialettali - filastrocche…

Storie di vita durante il fascismo, la guerra, la resistenza:
- Incontro con persone che hanno vissuto: la mancanza di libertà, la fame, le bombe, le distruzioni, la paura, il sogno della pace, l'impegno per la liberazione (canti, testimonianze, immagini...).

La nascita e la storia dell'Isolotto nella memoria dei nonni:
- Incontro con persone che hanno vissuto ed elaborato l'esperienza della grande trasformazione sociale del dopoguerra e della nascita del quartiere dell'Isolotto: il boom economico, la trasformazione dell'Italia da paese agricolo a società industriale, la grande migrazione interna delle popolazioni dal Sud al Nord e dai centri alle periferie, la difficile ed esaltante ricerca di identità nuove dei nascenti insediamenti, le lotte per i servizi e per uscire dall'emarginazione...

La storia della Comunità dell'Isolotto:
- Incontro con persone che hanno vissuto e vivono l'esperienza della Comunità dell'Isolotto (sono proiettati documentari e messi a disposizione documenti librari e fotografici).

 

 

   
   

Un bilancio

 

L'esperienza di trasmissione di memoria dai nonni ai giovani dura da quattro anni.

In questo tempo abbiamo incontrato un centinaio di classi di varie scuole e quindi circa duemila ragazzi. Ogni volta le due ore dell'incontro sono volate via. Ogni anno le richieste aumentano.

Questo progetto è la più recente iniziativa della Comunità dell'Isolotto che da molti anni porta avanti una positiva ricerca e prassi di crescita delle coscienze, di liberazione dai condizionamenti degli apparati simbolici e del dominio culturale ed economico, di intreccio di vissuti fra soggetti di età e di culture diverse, di valorizzazione delle soggettività e delle diversità, di ricerca di autonomia personale e sociale dal basso, di costruzione di identità comunitarie oltre i confini, nella pratica di democrazia, pluralismo, laicità e intercultura.

Riteniamo, sempre in base all'esperienza vissuta, che questo modo di impostare i rapporti sociali, pur in mezzo a contraddizioni, sia un orientamento corretto verso un orizzonte di "ben-essere" globale e possa indirizzare percorsi autentici ed efficaci di prevenzione del disagio.

 Molto spesso, purtroppo, l'impegno sia delle istituzioni pubbliche sia del volontariato si ferma al compito, certo indispensabile, di curare il disagio e tentar di recuperare il danno già fatto.

Si tende infatti a limitarsi all'offerta, per altro indispensabile, di servizi, con la convinzione, forse superficiale, che la solitudine subita dagli anziani, la emarginazione, la depressione, così come la droga o la delinquenza o il suicidio dei giovani siano causate soltanto da bisogni materiali insoddisfatti o, nel caso specialmente dei giovani e delle ragazze, da una avidità non appagata.

Non mancano però, nel panorama istituzionale e sociale, realtà che invece impostano percorsi autonomi dai modelli dominanti, percorsi di significato culturale che fanno emergere le risorse dei soggetti a rischio, valorizzano il loro protagonismo e arricchiscono la loro crescita umana. E' in tal senso che La Comunità ha "inventato" questa nuova esperienza.