| |
|
RELAZIONE
Il Perù: attualità sociopolitica, teologia della
liberazione, storia e attualità delle comunità cristiane di base
Comunità dell'Isolotto - 7.06.2009 -
Riflessioni di Chaby, Giuliano, Carmen, Luciana, Tina, Marco, Francesca
INTRODUZIONE: LA TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE
La temperie ideologica e i processi e movimenti sociali e politici di
liberazione, che contraddistinsero le lotte di autodeterminazione ed
autoaffermazione del mondo latinoamericano durante gli anni ´60, con la
presa di coscienza e consapevolezza civile che crearono, posero le
premesse per il formarsi di un pensiero che, secondo le istanze emerse con
Papa Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II, mirasse a costruire una
Chiesa militante e al servizio della trasformazione della società,
attraverso l'attività pastorale e un impegno concreto nella realtà, che
andasse oltre la mera riflessione intellettuale. Una teologia attenta ai
segni dei tempi, cioè ad ascoltare e interpretare le voci, le speranze e
le ansie delle persone della nostra epoca [G. Gutierrez, "Teología de la
liberación", ediz. inglese "A Theology of Liberation", NY Library of
Congress, 1988, p. 7].
E'interessante peraltro il dato cronologico, considerando che il fondatore
di questa corrente di pensiero, Gustavo Gutierrez, ne ha posto le
principali basi ideologiche nel luglio 1968, durante il secondo incontro
di sacerdoti che si svolse a Chimbote in Perù, un mese dopo la Conferenza
generale dei vescovi latino americani a Medellin.
La pubblicazione, nel 1969, dell'intervento Verso una Teologia della
Liberazione, e nel 1971 del famoso libro Teologia della Liberazione, hanno
sancito ulteriormente la nascita di questo movimento, molto importante sia
per il pensiero ecclesiastico e religioso (si pensi agli echi dei suoi
concetti nelle stesse encicliche e documenti di Papa Giovanni Paolo II),
sia per le novità che ha segnato nella società civile.
E appunto, l'insorgere della Teologia della Liberazione in Latino America
avviene contemporaneamente alla prima manifestazione della Comunità
dell'Isolotto, entrambe filiazione di tendenze alla contestazione dello
status quo.
In tale contesto, la classica virtù teologale della carità è un fondamento
della prassi e dell'impegno cristiano nel mondo, e non in senso passivo,
per cui la comunità cristiana professa una fede che si esprime attraverso
la pratica della carità.
Si interpreta con un concetto nuovo la medesima spiritualità come qualcosa
che sia in grado di superare e modificare la tradizionale ortodossia della
Chiesa ufficiale, espressa da una professione di fede verso una tradizione
obsoleta di verità precostituite e fissate una volta per tutte. La
sottolineatura che si fa è piuttosto a favore di un'ortoprassi per un
comportamento e un'agire concreto, l'azione e appunto la prassi nella vita
cristiana, e in tutto ciò il pensiero e la riflessione intellettuale
devono essere uno strumento di guida e indirizzo dell'azione.
La dimensione della spiritualità è intesa così come fede positiva in un
Dio di progresso, anch'esso parte attiva di tale processo di liberazione e
della lotta per la giustizia sociale, e non inteso nella dimensione di un
ritiro passivo o di rifugio nella meditazione astratta. Importante, in
tutto ciò, la saldatura che si instaura con il pensiero marxista, quale
filosofia della prassi mirante alla trasformazione del mondo e dello
status quo oltre che fondamentale quadro di riferimento per il pensiero
contemporaneo, in grado di dare un apporto all´idea di una teologia
contemporanea come strumento di trasformazione delle cose [Gutierrez,
op.cit., p. 8: Molti sono d´accordo con Sartre che il marxismo, come
quadro formale per tutto il pensiero filosofico contemporaneo, non può
essere dimenticato].
Si propone quindi una riflessione critica sulla prassi cristiana alla luce
della parola divina, ove la fede sia inseparabile da una prassi di
solidarietà nell'interesse della liberazione, per l'affermazione della
giustizia sociale e della pace: temi questi molto attuali da sempre, e
ancor di più se si considerano le aberranti ingiustizie sociali e
politiche del mondo latinoamericano, nel quale molte delle strutture
sociali ed economiche riflettono un predominio delle oligarchie.
Molto interessante, al riguardo, la definizione di inumana ed
antievangelica della povertà del continente latinoamericano nei documenti
ufficiali che generarono il pensiero che alimentò la Teologia della
Liberazione.
In questo contesto, il concetto di liberazione è molto ampio ed integrale,
e non esclude nessun aspetto della vita, comprendendo perciò anche la
sfera dei rapporti personali e delle differenze sessuali, la lotta contro
razzismo e maschilismo, anch'essi molto radicati nella cultura e nella
società latinoamericana.
In quest'idea di una teologia come riflessione critica sulla società e sui
temi economici e sociali, e quindi come guida di un'azione pastorale
concreta, fondamentale è il contatto diretto con i problemi del mondo e
della storia.
[Gutierrez, op.cit., p. 9 e 10: Invece di usare solo la rivelazione e la
tradizione come punto di partenza, come ha in genere fatto la teologia
tradizionale, si deve cominciare con fatti e interrogativi che derivano
dal mondo e dalla storia]
La teologia viene ad avere dunque una funzione di liberazione degli uomini
da ogni forma di oppressione, con una forte componente progressista nello
stesso rapporto con la fede, a cominciare da un'attenzione peculiare alla
dimensione della povertà, intesa in una prospettiva di condivisione come
condizione necessaria per la riuscita di questo processo di liberazione.
Si ha una prepotente irruzione del problema della povertà nell'orizzonte
ideale della teologia della liberazione, che mostra una speciale
considerazione del ruolo privilegiato degli ultimi, di coloro che non
hanno voce, collocazione e visibilità per la Chiesa ufficiale: e Gutierrez
e la sua scuola di pensiero sottolineano la necessità che costoro siano
arbitri ed artefici diretti del loro destino.
E' il concetto importante espresso da ciò che Gutierrez ha definito
opzione preferenziale verso gli ultimi, quali protagonisti di questa
prospettiva di liberazione dalla loro condizione e da ciò che li
schiavizza ed opprime sul piano socio-economico, oltre che da ogni tipo di
servitù in senso come detto molto più generale: una prospettiva che solo
in quanto tale può essere dunque davvero evangelica ed integrale.
Perciò si dice che la teologia della liberazione ha rappresentato lo stato
adulto della vita pubblica e della società latinoamericana
[Gutierrez, op.cit., p.XXVI e, citando Papa Giovanni XXIII (prolusione
dell'11 settembre 1962): "Di fronte ai paesi in via di sviluppo, la Chiesa
è, e vuole essere, la Chiesa di tutti e soprattutto dei poveri"; ibidem,
p. XXVII, citazione da Bartolomeo de Las Casas sul fatto che l´immagine di
Dio si riflette negli ultimi. Echi di questo pensiero nell´esortazione
apostolica Evangelii Nuntiandi di Paolo VI, ibidem, p. XL: "La liberazione
che l'evangelizzazione proclama (...) non può limitarsi (...) alla sfera
economica, sociale e culturale, ma deve concernere l'interezza della
persona in ogni dimensione (...)"].
La più autentica espressione di questo pensiero è rappresentata dal lavoro
svolto dalle Comunità di base locali, emerse come un fenomeno assai
interessante e vitale all´interno della Chiesa latinoamericana, che hanno
dato un importante contributo nell'elaborazione ed applicazione pratica di
questo pensiero, essendo state già definite da Papa Paolo VI come una
reale speranza per la Chiesa; nello specifico, i vescovi che produssero i
documenti fondanti della nuova teologia, le descrissero come un importante
evento ecclesiale che ha caratteristiche peculiari e specifiche, dando
voce alla manifestazione di una Chiesa dei poveri in Latino America [Gutierrez,
op. cit., XLI].
IL PERU´
Brevi notizie geografiche
La popolazione del Perù consta di 28 milioni di abitanti (di cui 4,5
milioni di bambini con età inferiore agli 11 anni) e di 24 dipartimenti
territoriali, ai quali si aggiunge la provincia costituzionale del Callao.
Le principali attività economiche sono l'agricoltura, la pesca, l'attività
mineraria e quella manifatturiera (produzione tessile).
L'area del paese copre un'estensione di 1.285.220 km².
Quasi il 60% della superficie è rappresentato dalla selva, la vetta
montuosa più alta del paese è Huascaran (6768 m.). Il clima non è
uniformemente tropicale, in quanto esistono forti differenze climatiche
fra le varie zone a seguito dell'influenza delle Ande e della corrente di
Humboldt (l'altra importante, che produce piogge stagionali nella costa,
di solito arida, è la corrente del Niño).
Situazione sociale, economica e politica
Il Perù vive una situazione di stretta dipendenza dagli investimenti delle
multinazionali straniere, che in alleanza con il governo praticano un
selvaggio sfruttamento delle risorse.
Sendero Luminoso
Per molti anni, si è diffuso in tutto il Perù il fenomeno di Sendero
Luminoso in modo assai sanguinoso. Il Governo di Fujimori, appoggiato dal
corrottissimo capo dei servizi segreti Vladimiro Montesinos (attualmente
entrambi sotto processo), promulgò leggi molto severe per eliminare sia
Sendero che qualsiasi movimento sindacale, popolare e politico di opinione
schierato con gli interessi della popolazione e degli strati più poveri:
gli esponenti ed attivisti furono quindi incarcerati con l'accusa di
sovversione e favoreggiamento del terrorismo. Sendero fu costretto a
ripiegare in silenzio solo nelle zone della selva, mentre in precedenza
era stato attivo e forte anche nella costa e nella Sierra. Attualmente,
Sendero ha realizzato nuove azioni dimostrative, e di recente, una volta
di più, 14 persone hanno perso la vita nelle valli dei fiumi Apurimac ed
Ene, una zona "cocalera" (legata cioè al narcotraffico) ubicata nella
regione a nord di Ayacucho, ai bordi della selva. Le vittime erano soldati
dell'esercito peruviano che sono stati attirati in un'imboscata. Gli
aggressori erano membri del gruppo narcoterrorista che si è distaccato da
Sendero Luminoso, guidato dal comandante "José", braccio politico del
cosiddetto Comité Regional Principal di Sendero Luminoso nelle valli dei
fiumi Apurimac ed Ene e noto in quanto esecutore, nel 1983, di uno dei
massacri più crudeli attuati da Sendero, cioè quello di Lucanamarca, con
processi sommari delle autorità e dei notabili e condanne a morte attuate
sulla pubblica piazza.
L'obiettivo delle vittime dell'imboscata era quello di trovare un commando
di Sendero, però alle quattro del pomeriggio il plotone è stato sorpreso
mentre passava per il pendio di un cerro (monte). Senza avere la
possibilità di reagire, molti soldati del contingente militare sono stati
uccisi dalle esplosioni ed altri sono stati eliminati con armi da fuoco di
ampia gittata. Il capo del Comando Congiunto delle Forze Armate, Gen. EP
Francisco Contreras, assicurò che era stato commesso un grave errore nel
fatto di avere svolto di giorno l'azione di pattuglia. Un alto ufficiale
del Comando Congiunto spiegò che i soldati furono costretti a condurre
l'azione in pieno giorno per la scarsità di attrezzature infrarosse
notturne; allo stesso modo, molti altri ufficiali, rimasti anonimi, hanno
denunciato l'assenza di risorse adeguate.
D'altra parte, si è appreso che l'età dei soldati era di 18-20 anni, e
addirittura era presente un caporale di 17 anni, anch'egli rimasto
vittima.
Sua madre ha rivelato che era stato illegalmente portato via dai militari
a svolgere il servizio di leva all'età di 16 anni, mentre si trovava nella
piazza di Pucallpa.
Questo fatto non è isolato, dal momento che la Defensora del Pueblo,
Beatriz Merino, ha rivelato che dall'anno scorso ha ricevuto 120
rimostranze e denunce su arruolamenti condotti in modo arbitrario e anche
tra minorenni. Tali arruolamenti si attuano fuori dai cinema, nei luoghi
pubblici e durante i giorni di festa.
Storia di Ira Rennert
Imprenditore nordamericano di 75 anni, da 12 anni è attivo con le sue
imprese a La Oroya Junin, essendo proprietario del centro metallurgico Doe
Run Perù, che comprò per 120 mil. dollari.
La sua vicenda è una vergogna nazionale, visto che le sue fonderie
arrovesciano addosso all'ecosistema 1000 tonnellate giornaliere di zolfo
che produce sangue nei polmoni e contiene elementi quali:
" Cadmio (dannoso per l'osteoporosi)
" Piombo (che crea danni cerebrali)
" Arsenico (che crea fori intestinali)
Le sue industrie eliminano giornalmente, rispetto a quanto permesso dagli
standard internazionali, una percentuale 85 volte maggiore di arsenico, 67
volte di zolfo, 41 volte di cadmio, 13 volte di piombo. Risultano
avvelenate così 33.000 persone a La Oroya, fra cui 18.000 bambini (vista
la popolazione demograficamente giovane del Perù), con ripercussioni
drammatiche sull'acqua, l'aria, il cibo e su tutto ciò che si tocca.
Tutta la popolazione è così contaminata, con una concentrazione media per
persona di 70 microgrammi di piombo (per dl. di sangue) secondo gli studi,
mentre la percentuale normale è di 10 microgrammi secondo l'Organizzazione
Mondiale della Sanità.
I bambini sono allora soprannominati "i grigi", a causa della quantità di
piombo che hanno nel sangue e che si ripercuote sul colore della loro
pelle.
Molti bambini sputano sangue, vomitano bile e nascono con danni cerebrali,
dal momento che già nel ventre materno sono contaminati dal piombo.
Tra la popolazione ci sono 2000 casi accertati di cancro.
La contaminazione è tale che lo Stato ha ritenuto opportuno proteggere la
popolazione escogitando un esodo di massa a 6 km. dalla zona del disastro,
e investendo nell'operazione 130 mil. dollari.
Tutto ciò accade a sole 5 ore di autobus da Lima, La Oroya è il secondo
luogo al mondo per catastrofi ecologiche, superato soltanto
dall'esplosione radioattiva di Chernobyl in Ucraina (1986). Cioè, se non
ci fosse stato Chernobyl, il Perù avrebbe avuto il primo posto nella
graduatoria delle catastrofi ecologiche.
Ira Rennert occupa la 132esima posizione nella graduatoria degli uomini
più ricchi del mondo. Queste sono le sue ricchezze:
" 6 Mil. dollari di conto in banca
" Possesso di una proprietà immobiliare che è la più grande degli Stati
Uniti, ubicata in una zona esclusiva di New York, dal valore di 120 mil.
dollari, composta di 29 dormitori, 39 bagni, campi da tennis, un'ampia e
molto pulita laguna artificiale ("sembra il palazzo di Versailles", ha
dichiarato una volta in modo ostentato ed arrogante alla stampa)
Nel frattempo, a La Oroya è sorto un buco molto profondo e largo, ove le
forti esplosioni hanno frantumato le umili abitazioni della popolazione.
E'tanto grande l'avidità di questo imprenditore genocida che egli si è
avvalso del pretesto della crisi internazionale per dichiarare la sua
insolvenza con Doe Run Perù.
Vuole licenziare così più di 2000 lavoratori con il pretesto di mandarli
in vacanza pagata per un mese, ma solo con il 20% dei suoi fondi.
Il debito di Doe Run Perù è di 185 mil. dollari, e se non viene saldato
l´impresa non può continuare a funzionare. E'curioso che tuttavia Doe Run
Perù debba tale debito a Renco Inc., cioè al medesimo gruppo
imprenditoriale di Ira Rennert, che nel 2008 produsse l'allucinante cifra
di 960 mil. di dollari di profitto.
Cioè il titolare delle imprese deve soldi a sé stesso!
E intanto, cosa hanno fatto le autorità peruviane? Hanno prestato a Ira
175 mil. dollari grazie all'appoggio degli imprenditori nazionali! Ira
starà dunque morendo dal ridere pensando al livello della classe dirigente
peruviana. Ciò che lo stato dovrebbe mettere in pratica è l'espropriazione
di Doe Run Perù, in quanto è un caso terribile, in modo da allontanarci da
questo pessimo esempio di uomo ed imprenditore una volta per tutte,
restituendo al popolo peruviano una ragione di dignità.
Risorse economiche e disparità sociali
L'economia del Perù presenta un predominio delle esportazioni, specie
delle materie prime, e dell'estrazione delle risorse naturali a vantaggio
dell'economia globale:
" Miniere
" Petrolio
" Legname
" Prodotti agroalimentari
Si registra una grande disparità ed iniquità nella distribuzione della
ricchezza, dal momento che i profitti sono concentrati nelle mani di
un'oligarchia di super ricchi e in quelle del governo centrale, con una
conseguente estensione, sempre più ampia, della povertà diffusa
all'interno della popolazione, che per di più è assai sfruttata, lavorando
con un misero salario e senza coperture assicurative, a vantaggio delle
oligarchie che accumulano ricchezze. Il governo è indifferente di fronte
ai problemi delle classi lavoratrici, ed è alleato invece con gli
interessi delle multinazionali.
Si pensi attualmente alle tribù amazzoniche, che stanno conducendo una
strenua lotta per difendere i propri diritti, ed hanno ottenuto alcuni
risultati che hanno permesso una certa marcia indietro del governo
centrale e che fanno ben sperare nella possibilità di raggiungere buoni
obiettivi.
Oppure, i contadini della Sierra stanno perdendo le terre e vengono
cacciati dai luoghi che un tempo erano i loro, nei quali però si vogliono
far sorgere miniere, come accade a Cajamarca con la miniera di Yanacocha.
Stato di emergenza contro la popolazione indigena amazzonica
Sabato 9 maggio 2009, il Governo del Dr. Alan Garcia Perez ha decretato lo
stato di emergenza in quasi tutto il territorio amazzonico, là dove le
organizzazioni indigene stavano protestando con fermo di attività,
blocchi, mobilitazioni (compreso il blocco di fiumi e strade) contro il
pacchetto legislativo del governo che rappresentava nei fatti una porta
aperta alle multinazionali dell'Amazzonia peruviana.
Era prevedibile perciò la risposta violenta e repressiva del regime di
Alan Garcia di fronte alle legittime rivendicazioni indigene. Per questo
si è costituita una Commissione Pluripartitica incaricata di studiare e
suggerire soluzioni ai problemi della popolazione indigena. Il documento
della Commissione ha riconosciuto che i Decreti Legislativi promulgati dal
Governo erano incostituzionali, che i popoli indigeni avevano il diritto
di esigere che fossero aboliti, non solo perché tali Decreti colpivano
l'ordinamento giuridico ma anche perché, insieme ad altre disposizioni e
misure, costituivano una minaccia contro l'Amazzonia e la vita delle
popolazioni indigene, influendo duramente su una delle zone che ha la
maggiore biodiversità del pianeta.
Gallito Ciego
Ubicato nel distretto di Yonan, provincia di Contumazà, dipartimento di
Cajamarca.
Si trova ad un'altitudine di 350 m. s.l.m., lungo il corso del fiume
Jequetepeque, ha una lunghezza di 12 km. circa e una larghezza di 1-2 km.
circa, è il secondo fiume per capacità idrica nel Perù. E'stato creato
durante il primo Governo di Alan Garcia (1985- '90), quando era deputato
per il distretto La Libertad il militante aprista Alva Castro.
Il problema di questo enorme bacino idrico, che ha beneficiato di spese
milionarie, sta nel fatto che non arreca beneficio a molte terre nelle
quali si coltiva il riso, dato che non sono state fatte opere di
canalizzazione affinché l'acqua giunga a tutti i terreni: quindi è stato
un'enorme spesa ma per ora senza risultati. Il bacino è utilizzato dunque
alla metà della sua capacità e delle sue potenzialità, visto che non si è
prevista una maniera di creare barriere ai detriti che il fiume trasporta
durante il suo corso.
Istruzione, sanità e cultura
E'assente negli indirizzi politici e programmatici del governo una seria
politica dell'istruzione, sanità e cultura della popolazione, soprattutto
quella più povera.
Il Ministro dell'Istruzione Carranca ha dichiarato una volta "Non ci sono
soldi per l´istruzione". Nelle aree di povertà estrema non c'è una rete di
acqua potabile, né impianti fognari e centri sanitari. L'accesso al
servizio sanitario e all'istruzione risente fortemente del criterio di
reddito. L'assicurazione sanitaria integrale è accessibile solo per una
parte della popolazione, esistono perciò fattori obiettivi che
incrementano il peso della povertà urbana. Si usa dire infatti "Se in
campagna manca l'acqua, puoi camminare fino al fiume, mentre in città se
non arriva il camion cisterna resti senz'acqua". A causa delle basse
temperature e per l'influenza stagionale sono morti 119 bambini nel sud
del paese (Puno, Cuzco), le morti sono avvenute per complicazioni
respiratorie in zone in cui le temperature sono scese fino a 10 gradi
sotto zero.
La popolazione più colpita vive in case mal sistemate, senza sistemi di
ventilazione, molti bambini non indossano scarpe ed hanno una denutrizione
cronica.
Debito estero
Il Fondo Monetario Internazionale impone il pagamento del debito estero
che prevede, nel caso peruviano, un interesse del 20% che favorisce
l'insolvenza.
La firma del Trattato del Libero Commercio con gli USA ha esposto il Perù
e la maggioranza della sua popolazione ad una situazione di totale
dipendenza, senza l'esistenza di regole del gioco che possano tutelare.
Eccezioni alla situazione descritta ed obiettivi raggiunti
Lotte contadine
Importante è stata la lotta delle comunità contadine di Cajamarca,
appoggiate da un sacerdote appartenente alla Teologia della Liberazione,
Marco Arana, con l'obiettivo di contrastare l'allontanamento forzato dei
contadini medesimi dalle loro terre, a seguito del fatto che in un altro
cerro (monte) molto grande e circostante sono stati trovati giacimenti di
oro. I contadini di Tambogrande, nella zona di Piura, sono riusciti a
respingere una compagnia canadese, in questo caso sarebbe stata minacciata
di scomparsa ed estinzione la coltura del miglior limone che possiede il
Perù e che è oggetto di esportazione. Già al tempo del Presidente Fujimori
erano stati avviati negoziati, che condussero alla cessione dei terreni
alle compagnie straniere.
Commissione della Verità e della Riconciliazione (CVR)
Il Presidente del Governo di Transizione (Valentin Paniagua) emanò nel
2001 un Decreto per creare questa Commissione, con lo scopo di far luce
sulle violazioni contro i diritti umani commesse da parte dello Stato,
dell'esercito e dei gruppi terroristi (1980-2000). Il documento finale
della CVR ha concluso che ci furono circa 70.000 morti, il 75% dei quali
erano indigeni.
SITUAZIONE DELLA CHIESA
Abbiamo menzionato la nascita e formazione, all'interno della chiesa, del
movimento della Teologia della Liberazione, che si fa promotrice della
fede in un Dio di progresso e appunto di liberazione dall'oppressione: una
corrente di pensiero che fa capo all'elaborazione di teologi come Gustavo
Gutierrez, a partire dal 1968, anche in rapporto con le novità del
Concilio Vaticano II e dei grandi incontri ecclesiali di Medellin e Puebla,
che promossero lo sviluppo di una chiesa schierata dalla parte dei poveri.
I movimenti del FAS (Fé y Acción Solidaria) a livello nazionale si
integrarono con il contributo fornito da preti, suore, laici e movimenti
delle comunità di base, tutti sempre attivamente impegnati nelle
manifestazioni che riunivano le categorie del mondo del lavoro (operai,
insegnanti, lavoratori, esponenti sindacali) per la rivendicazione dei
diritti. Si ha una netta involuzione nella situazione attuale, con il
ritorno della Chiesa su posizioni di ortodossia e di tipo apolitico, che
trascurano volutamente le tematiche sociali legate alla povertà, anche
grazie alla nomina di sacerdoti e vescovi dell´Opus Dei nei territori del
sud del paese, che erano molto progressisti, e nel nord. Sono stati
espulsi quindi sacerdoti, frati e laici progressisti che erano impegnati
socialmente con la popolazione, molti dei quali avevano alle spalle più di
40 anni di servizio nelle comunità povere e contadine: es. della cacciata
di Maryknoll per ordine del vescovo nel sud andino e chiusura dell'IPA (Instituto
de Pastoral Andina) che aveva lavorato per molti anni a Cuzco, a partire
dal 1969.
Attualmente, la Chiesa vuole monopolizzare solo l'attività che ha a che
fare con la sfera sacramentale, delegando ed assegnando alla sfera
politica le restanti attività.
Le compagnie minerarie hanno corrotto i vescovi per farli tacere sulla
situazione reale, rendendoli così complici delle compagnie medesime, a
danno della popolazione povera.
Comunità di base
Esistono ancora comunità di base che continuano a funzionare e che
conservano la propria fede al servizio della popolazione, nonostante gli
attacchi di cui risentono da parte della Chiesa ufficiale:
" JEC (Juventud Estudiantil Católica - Gioventù Cattolica Studentesca),
movimento attivo nelle scuole superiori e secondarie
" UNEC (Unión Nacional de Estudiantes Católicos - Unione Nazionale degli
Studenti Cattolici), movimento universitario
" JOC (Juventud Obrera Católica - Gioventù Operaia Cattolica) che
afferisce al mondo operaio
" MPC (Movimiento de Profesionales Católicos - Movimento dei
Professionisti Cattolici), cioè i professionisti
" MTC (Movimiento de Trabajadores Católicos - Movimento dei Lavoratori
Cattolici), riferito al mondo del lavoro non industriale
" EDOC (Equipo Docentes Católicos - Gruppo dei Docenti Cattolici), gli
insegnanti della scuola
" MANTOC (Movimiento de los Niños Trabajadores Católicos - Movimento
Cattolico dei Bambini Lavoratori)
Tutti questi movimenti portano avanti un metodo di lavoro denominato Ver,
Juzgar y Actuar - "Vedere, Valutare, Agire").
Ver - "Vedere": Osservare i problemi (personali, sociali, politici) che ci
circondano
Juzgar - "Valutare": Analizzare tali problemi e valutarli alla luce della
parola divina
Actuar - "Agire": Dopo l'analisi, è necessario pianificare un'azione
concreta in quanto non ha alcuna utilità limitarsi alla semplice
comprensione ed analisi dei problemi.
L'approfondimento di tale metodo ci può aiutare a prestare attenzione ai
"segni dei tempi" e a sapervi dare risposte tempestive.
L'opzione concreta si rivolge in modo preferenziale ai poveri, intesi come
coloro nei quali si riflette il volto sofferente di Cristo. Tali movimenti
intendono cioè dare voce a tutti coloro che non ce l'hanno e fornire una
testimonianza di vita integrale, all'interno della famiglia, dei
quartieri, nel mondo del lavoro, in quello studentesco, ecc.
Ci sono poi alcune parrocchie, che hanno mantenuto fede nello spirito del
Concilio di Medellin, di Puebla, del Concilio Vaticano II.
Persiste anche una situazione di mantenimento della fede e della prassi di
liberazione all'interno della Chiesa, con sacerdoti, frati e laici uniti
al lavoro popolare, così come si mantiene la corrente di pensiero
nazionale, latinoamericana e internazionale della Chiesa. Vengono svolti
servizi di formazione e informazione al più alto livello formativo della
realtà nazionale e teologica.
Nonostante che l'ampio potere di preti, vescovi ed arcivescovi dell'Opus
Dei sia in crescita, si sta continuando a lavorare, riflettere, e condurre
attività di formazione con l'appoggio di Gustavo Gutiérrez e di altri
teologi.
A Lima sempre si svolgevano, due volte all'anno (estate ed inverno), i
cosiddetti corsi di Teologia della Liberazione, realizzati nel Collegio
Sofiano delle Suore Domenicane del Rosario ed organizzati dall'Istituto
Bartolomeo de Las Casas e dall'Università Cattolica. Oggi non è possibile
realizzare tali corsi nella capitale Lima, dal momento che l'arcivescovo
Cipriani (Opus Dei) lo ha vietato, ma vengono realizzati fuori Lima e per
il momento solo una volta l'anno. Le Comunità di base sono ancor oggi una
realtà molto valida per la continuità di una fede espressa da una visione
positiva della vita e dal credere in un Dio che sta in mezzo a noi e che
ci aiuta nel cammino dell'esistenza.
Mesa de Concertación de Lucha contra la Pobreza (Tavolo di Concertazione
per la Lotta contro la Povertà)
Diretta a livello nazionale con successo per 6 anni da un sacerdote del
Sacro Cuore, a partire da tale esperienza si è scelto di riaffermare con
sempre maggior forza l'opzione a favore dei poveri. L'importanza e
necessità della Mesa de Concertación è espressa infatti dal ruolo
significativo che vi ha la partecipazione dei poveri medesimi, come
mostrato dal bilancio di quest'ultima, dal momento che vi prendono parte
parrocchie, centri sanitari, scuole, municipi, comitati vari (come quelli
del Vaso de Leche), mense (comedores) popolari, ecc. di ogni località.
Nella Mesa lavorano anche, oltre al suddetto sacerdote, molte persone che
sono attive nelle Comunità di base e che esercitano un ruolo direttivo
verso i soggetti presenti a livello locale, facendo sì che, nelle località
singole in cui la Mesa medesima si svolge, ci sia la maggior
partecipazione possibile delle differenti organizzazioni che vi
aderiscono. I membri delle Comunità di base non si limitano peraltro alla
direzione dei lavori, ma partecipano anche attivamente quando la Mesa
viene convocata, all'interno dei rispettivi gruppi di appartenenza
(parrocchie, insegnanti, ecc.). Ed è solo in tal modo che si può garantire
che l'obiettivo su cui nasce l'iniziativa (cioè appunto la lotta alla
povertà) sia effettivamente rispettato, evitando che accada ciò che alcuni
sindaci hanno fatto a livello locale, usando i soldi in bilancio per
tutt'altro anziché rispondere allo scopo che l'iniziativa medesima si
proponeva.
Bibliotecas Rurales
La città di Cajamarca è stata pioniera nell'attività delle Bibliotecas
Rurales, che rappresentano un lavoro molto importante per le comunità
contadine, favorendo in qualche modo una rotazione dei testi e dei libri
all'interno delle varie comunità, grazie ad un meccanismo di
auto-organizzazione, valido specie per tutti coloro che, vivendo molto
lontano dai centri urbani, non hanno facile accesso al patrimonio
librario.
Una bella esperienza di lavoro infantile
Esponenti del mondo dell'insegnamento e della docenza, aderenti a
UNEC-EDOC, e per questo attenti ai "segni dei tempi", sono giunti alla
conclusione che il Perù stava all'ultimo posto nella capacità di
comprensione della lettura da parte dei bambini e quindi, attraverso un
lavoro di riflessione e valutazione e con la ricerca di un metodo
adeguato, si sono messi all'opera nei luoghi più poveri di Piura (nord del
Perù) per risolvere tale stato di cose. Un anno dopo, grande era la
soddisfazione per aver scoperto che i bambini erano riusciti ad esprimere
le loro potenzialità nascoste, ed oggi questi stessi bambini dirigono
programmi infantili alla radio, hanno ruoli di leaders e trasmettono
questa medesima esperienza ad altri bambini peruviani.
Altri segnali di speranza
Di fronte alla durezza e alla drammaticità della situazione politica,
economica e sociale, altri importanti segnali di speranza sono
rappresentati dall'attività del menzionato Marco Arana (candidato alle
prossime elezioni presidenziali) e di Susana Villarán (candidato sindaco
di Lima), che appartengono ai movimenti cattolici e lavorano in varie
Comunità di base: Marco Arana ha creato, già alcuni anni fa, una ONG a
Cajamarca, attiva nella difesa dell'ambiente e delle comunità contadine;
Susana Villarán collabora anche con l'importante rivista IDELE, che
aggiorna sulla situazione politica, economica e sociale del paese.
Se figure e personalità del genere raggiungessero l'obiettivo di essere
elette, potrebbe giungere nel paese un'aria nuova di cambiamento e
speranza.
Riflessioni finali
All'interno dei movimenti laici, la gente si forma e apprende una visione
della vita in una prospettiva di servizio per gli altri, specie verso i
più poveri.
In tal modo, la riflessione che si conduce e le stesse preghiere religiose
hanno un senso, per chiedere al Padre di darci forza affinché il nostro
lavoro sia più efficiente, ringraziandolo per i risultati raggiunti e
chiedendo perdono per ciò che resta incompiuto. Nel contatto con le
persone umili (che siano operai, contadini, ecc.) apprendiamo molte cose,
per es. la condivisione comune di quel poco che c'è a disposizione, in un
contesto fatto di gesti di grande solidarietà.
E'necessario esigere che nel futuro si adottino politiche attive per
promuovere il lavoro e l'impiego, con adeguate fonti di reddito.
Allo stesso modo, è necessario accrescere con urgenza gli investimenti
sociali, specie a favore delle popolazioni emarginate e povere. In quanto
parte della Chiesa, le Comunità di base si sentono in tale contesto
interpellate, nello sforzo di dare il proprio contributo, impegnandosi in
azioni concrete e tangibili di denuncia, mobilitazione, elaborazione di
proposte, e rinnovando la loro azione a favore dei più poveri.
|
|
|