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INVENTARIO Y   '08 Notiziario       Veglie
  W  14 (31/03-04/04)
   

 

Comunità dell'Isolotto
Incontro eucaristico 4 aprile 2008
"Società sobria equa solidale - culture e pratiche dal basso"
 


La Sapienza creatrice

(dal libro dei Proverbi cap. 8)

Il Signore mi ha creato all'inizio della sua attività,
prima di ogni sua opera, fin d'allora.
Dall'eternità sono stata costituita,
fin dal principio, dagli inizi della terra.
Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua;
prima che fossero fissate le basi dei monti,
prima delle colline, io sono stata generata.
Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi,
né le prime zolle del mondo;
quando egli fissava i cieli, io ero là;
quando tracciava un cerchio sull'abisso;
quando condensava le nubi in alto,
quando fissava le sorgenti dell'abisso;
quando stabiliva al mare i suoi limiti,
sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia;
quando disponeva le fondamenta della terra,
allora io ero con lui come architetto
ed ero la sua delizia ogni giorno,
dilettandomi davanti a lui in ogni istante;
dilettandomi sul globo terrestre,
ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo.
Ora, figli, ascoltatemi:
beati quelli che seguono le mie vie!
Ascoltate l'esortazione e siate saggi,
non trascuratela!
Beato l'uomo che mi ascolta,
vegliando ogni giorno alle mie porte,
per custodire attentamente la soglia.
Infatti, chi trova me trova la vita,
e ottiene favore dal Signore;
ma chi pecca contro di me, danneggia se stesso;
quanti mi odiano amano la morte".




Inno alla Materia

(da La potenza spirituale della Materia di Pierre Teilhard de Chardin, 1919)

… Benedetta sii tu, potente Materia,
Evoluzione irresistibile, Realtà sempre nascente, tu che, spezzando ad ogni momento i nostri schemi, ci costringi ad inseguire, sempre più oltre, la Verità. …
Benedetta sii tu, mortale Materia, tu che, dissociandoti un giorno in noi, c'introdurrai necessariamente nel cuore stesso di ciò che è.
Senza di te, o Materia, senza i tuoi attacchi, senza i tuoi strazi, noi vivremo inerti, stagnanti, puerili, ignoranti di noi stessi e di Dio.
Tu che ferisci e medichi tu che resisti e pieghi tu che sconvolgi e costruisci tu che incateni e liberi.
Linfa delle nostre anime, Mano di Dio, Carne del Cristo, o Materia, io ti benedico.
Ti benedico, o Materia, e ti saluto, non già quale ti descrivono, ridotta o sfigurata, i pontefici della Scienza ed i predicatori della Virtù, un'accozzaglia, dicono, di forze brutali e di bassi appetiti, ma quale tu mi appari oggi, nella tua totalità e nella tua verità.
Ti saluto, universale potenza di ravvicinamento e d'unione, che lega tra di loro le innumerevoli particelle ed in cui esse convergono tutte sulla strada dello Spirito.
Ti saluto, sorgente armoniosa delle anime, cristallo limpido dal quale è tratta la Gerusalemme nuova.
Ti saluto, Ambiente divino, carico di potenza Creatrice, Oceano mosso dallo Spirito, argilla impastata ed animata dal Verbo incarnato. …
Credendo di rispondere al tuo irresistibile appello, gli uomini, spesso, si precipitano per amor tuo nell'abisso esterno dei piaceri egoistici. Un riflesso li inganna o una eco. …
Per raggiungerti, o Materia, bisogna che, partiti da un contatto universale con tutto ciò che, quaggiù, si muove, sentiamo via via svanire nelle nostre mani le forme particolari di tutto ciò che stringiamo, sino a rimanere alle prese con la sola essenza di tutte le consistenze e di tutte le unioni.
Se vogliamo possederti, bisogna che ti sublimiamo nel dolore dopo averti voluttuosamente stretta tra le nostre braccia. …
Portami su, o Materia, attraverso lo sforzo, la separazione e la morte, portami dove sarà finalmente possibile abbracciare castamente 1'Universo.