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INVENTARIO Y   '08 Notiziario       Veglie
  W  05 (28/01-03/02)
   

 

Domenica mattina 3 febbraio alle ore 10,30

alle baracche, via degli Aceri 1 Firenze,

 

 ripercorriamo l'esperienza comunitaria di educazione religiosa, laica e non convenzionale, a quarant'anni dalla pubblicazione del libro della Comunità Isolotto "Incontro a Gesù" (LEF 1968). Il libro costituì una novità a livello mondiale, tanto che fu tradotto in diverse lingue. Carlo Falconi vi dedicò un intero numero dell'Espresso n. 48, 1 dic. 1968.

Francesco Vinanti racconterà la memoria tramandata da alcuni stretti familiari: molti non ci sono più, altri sono ancora in vita. Si tratta di un gruppo di cernitori di spazzatura, vecchi abitanti dell'Isolotto già da prima che nascesse il quartiere Ina-casa. Essi videro nel modello di chiesa che si era affermato nell'Isolotto nascente un riconoscimento profetico delle loro condizioni di ultimi, di chi da generazioni aveva vissuto nella miseria estrema, tenuti da tutti, in precedenza, a debita distanza come sottoprodotti del genere umano. Il nuovo quartiere offriva inedite opportunità di riscatto e la nuova chiesa la premessa di un profondo rinnovamento. Il libretto del catechismo "Incontro a Gesù" veniva letto, da qualcuno studiato, infine conservato, unitamente ai vecchi attrezzi per l'attività di cernita, come un simbolo con profondi significati legati alla loro vita, alla loro storia e alla loro identità. I fatti che seguirono furono vissuti come un trauma, come un offesa. Il loro dissenso è stato forte, aspecifico e, apparentemente, silenzioso; la loro spiritualità trasversale ma, per quanto ho potuto avvertire, straordinariamente convergente, nei contenuti essenziali, anche con i percorsi successivi all'esperienza della parrocchia.
Nell'incontro verranno proiettate le belle foto di Incontro a Gesù con cui si apre ognuna delle schede di lavoro, mentre i bambini, che lo vorranno, potranno leggere brani del libro stesso.
Incontro a Gesù edito nel '68 è certamente datato. Molti contenuti del libro risentono del clima di quel tempo ancora intriso di sacralità, di mitizzazione della figura di Gesù, di esaltazione della Chiesa. Tuttavia con tre mosse strategiche il "catechisno dell'Isolotto" ribaltò il sistema catechetico: dalla centralità del dogma alla centralità del Vangelo, dalla trasmissione della verità con domande e risposte preconfezionate alla condivisione partecipata della ricerca, dall'autosufficienza educativa ecclesiastica all'apertura verso i movimenti di rifoma pedagogica e verso la pluralità delle culture compresa quella operaia fino allora demonizzata.
A quarant'anni dalla sua pubblicazione riteniamo opportuno riproporlo anche in vista di una eventuale futura pubblicazione di materiali che ripercorrono l'esperienza comunitaria di una educazione religiosa, laica e non convenzionale, condotta ininterrottamente fino ad oggi. Sono materiali che possono interessare genitori ed educatori che aspirano a una educazione di sintesi fra la tradizione e l'innovazione, fra il mondo simbolico religioso e la simbologia laica, fra la dimensione scientifica del sapere e il meglio dell'esperienza religiosa dell'umanità e in particolare del Vangelo, fra la dimensione spirituale e quella intellettuale-fantastica-materiale.


La Comunità dell'Isolotto

 

 

Comunità dell'Isolotto - Firenze

Incontro comunitario domenica 3 febbraio 2008
a quarant'anni dalla pubblicazione del libro "Incontro a Gesù"
ripercorriamo l'esperienza comunitaria di educazione religiosa,
laica e non convenzionale.
 


Oggi viene presentata la memoria tramandata a Francesco da alcuni stretti familiari: molti non ci sono più, altri sono ancora in vita. Si tratta di un gruppo di cernitori di spazzatura, vecchi abitanti dell'Isolotto già da prima che nascesse il quartiere Ina-casa. Essi videro nel modello di chiesa che si era affermato nell'Isolotto nascente un riconoscimento profetico delle loro condizioni di ultimi, di chi da generazioni aveva vissuto nella miseria estrema, tenuti da tutti, in precedenza, a debita distanza come sottoprodotti del genere umano. Il nuovo quartiere offriva inedite opportunità di riscatto e la nuova chiesa la premessa di un profondo rinnovamento.

 

 Il libretto del catechismo "Incontro a Gesù" veniva letto, da qualcuno studiato, infine conservato, unitamente ai vecchi attrezzi per l'attività di cernita, come un simbolo con profondi significati legati alla loro vita, alla loro storia e alla loro identità. I fatti che seguirono furono vissuti come un trauma, come un'offesa. Il loro dissenso è stato forte, aspecifico e, apparentemente, silenzioso; la loro spiritualità trasversale ma straordinariamente convergente, nei contenuti essenziali, anche con i percorsi successivi all'esperienza della parrocchia.


Verranno proiettate le belle foto di Incontro a Gesù con cui si apre ognuna delle schede di lavoro, mentre i bambini, che lo vorranno, potranno leggere brani del libro stesso.
Incontro a Gesù edito nel '68 è certamente datato. Molti contenuti del libro risentono del clima di quel tempo ancora intriso di sacralità, di mitizzazione della figura di Gesù, di esaltazione della Chiesa. Tuttavia fu una novità a livello mondiale, tanto che fu tradotto in diverse lingue. Carlo Falconi vi dedicò un intero numero dell'Espresso n. 48, 1 dic. 1968.


Con tre mosse strategiche il "catechismo dell'Isolotto" ribaltò il sistema catechetico: dalla centralità del dogma alla centralità del Vangelo, dalla trasmissione della verità con domande e risposte preconfezionate alla condivisione partecipata della ricerca, dall'autosufficienza educativa ecclesiastica all'apertura verso i movimenti di riforma pedagogica e verso la pluralità delle culture compresa quella operaia fino allora demonizzata.
A quarant'anni dalla sua pubblicazione riteniamo opportuno riproporlo anche in vista di una eventuale futura pubblicazione di materiali che ripercorrono l'esperienza comunitaria di una educazione religiosa, laica e non convenzionale, condotta ininterrottamente fino ad oggi. Un elenco e una analisi di tali materiali è allegata al fascicolo.

Francesco, Elisabetta, Martina e Elena, Adriana, Enzo, Fiorella


TESTIMONIANZA

Nel colorito ricordo, tutto primitivo e fanciullesco del Viale dei Bambini, suggestione e nostalgia si amalgamano e fanno da padroni.
Le scale dell'abitazione della nonna erano una meta rassicurante che anticipava il vero punto di approdo: la finestra che si apriva sul viale-giardino, uno stradone lastricato ai bordi, e al centro addobbato da un vivace boschetto.


In piedi, sopra la sedia, affacciato da quella balaustra, potevo impossessarmi segretamente di immagini che ora, nella memoria, nel percorso a ritroso verso le origini, si condensano di un velato splendore e di una dolce magia. Lo stretto legame tra i vegetali e la storia dell'ambiente che li ospita era intriso di sostanza spirituale alla quale mi sentivo saldamente legato. Da quella finestra le parole erano respirate come l'aria per poi essere custodite in segreto, quasi con gelosia.


Sentivo un senso di quiete anche quando i ricordi della nonna si bagnavano di lacrime, anche quando le parole le procuravano il riemergere di una sofferenza profonda che il volto non riusciva a nascondere. Quel mondo popolato di emozioni, ricordi, tristezze, non di rado punzecchiato dalla mia sfacciata curiosità, era lucido e dominato da una costante presenza critica e liberatrice della ragione.
La nonna si chiamava Almafida. L'essenza suggestiva del nome, nella sua composizione e complessità, era in qualche modo speculare all'unicità dell'immagine che mi voleva trasmettere: un'unica immagine ma costituita da tre oggetti, tre oggetti misteriosi, gelosamente riposti nel sotto-scala, adibito a rifugio e a custodia di quel passato gravato dalla dolcissima ansia di essere trasmesso.


L'origine della storia era irradiato da quelle figure che apparentemente, nella loro staticità, sembravano segnarne la conclusione.
Non era facile spiegare ad un bambino il significato e il legame dei tre oggetti ma la voglia di farlo certo non mancava. Forse, soddisfare quella curiosità era l'occasione da tanto cercata, il momento per dare una storia a una famiglia di 'senza storia', un volto a dei 'senza volto'. Era lo straordinario e appassionato inizio delle vivide e interminabili narrazioni che gravitavano su quell'immagine seminata dai ricordi e levigata dai sogni.
<<Io quelle robe lì ce l'ho dentro l'anima. Quei due attrezzi - soggiunse la nonna puntando il dito - sono un forcone e un marraffio e servivano al tuo babbo, ai tuoi zii e ai tuoi nonni per scegliere la spazzatura. In questo incarto>>- proseguì sollevando un sottile pacchetto legato con spago da cucina <<tuo zio Walter ha voluto conservare un libro>>.
Con le mani tremanti ma decise prese a spacchettare. La carta e lo spago furono posati con cura su uno sgabello di legno, quasi ad assicurarsi un intimo ed esclusivo contatto con il libro.


Nella sincerità di una lunghissima pausa di silenzio pregustai la drammaticità e la passione di quanto da lì in poi sarebbe stato detto.
La nonna mi fece notare che il libro era intitolato "Incontro a Gesù" e aggiunse: <<Gesù era amico di noi poveri e nessuno ce lo aveva mai detto! S'era schiavi dell'ignoranza e della miseria, si mangiava pane e moccio… quando si era fortunati ad avere il pane! Abbiamo vissuto l'inferno, l'inferno quello vero non quello inventato… Com'era lontano Dio! Come si tenevano a debita distanza coloro che nel tempio predicavano in suo nome…poi - spiegò la nonna singhiozzando - arrivò un soffio di vento e un brivido di speranza, sembrava che dall'inferno si potesse uscire, qualcuno si era messo a cercare Dio proprio tra la gente come noi ma… - soggiunse la nonna soffocando il singhiozzo - qualcosa si ruppe e noi non avevamo ancora imparato a reagire…>>.


Cominciai allora ad incalzare con le domande. Volevo dei chiarimenti. Qualcuno in famiglia mi aveva già parlato di certi fatti…; sentivo vorticare nella testa memorie non mie ma che in qualche modo mi appartenevano.
La nonna, allora, fiera del suo ricordare mi disse: "lascia che ti spieghi…".
………
Francesco Vinanti