| |
|
Comunità dell'Isolotto
15 novembre 2007
Sintesi dei contributi emersi nella discussione
delle domeniche 28 ottobre-11novembre
sul tema proposto dal gruppo Tina - Carmen -
Luciana - Francesca .- Marco:
il significato - i contenuti -le caratteristiche - la conduzione - la
prassi del nostro incontro settimanale della domenica.
Il desiderio di approfondimento nasceva da alcune problematiche emerse in
precedenti occasioni, come:
- il bisogno di rinnovare ed attualizzare i linguaggi, a partire dal
padrenostro;
- il disagio di relegare il momento della condivisione del pane alla fine
della discussione,
in uno spazio di tempo frettoloso e deconcentrato;
- l'insufficienza del tempo per l' approfondimento delle riflessioni,
sempre molto
interessanti, del gruppo che introduce
- la ripetitività della scansione nel modo di condurre l'incontro che non
si è arricchita di
elementi nuovi, creativi, coinvolgenti anche sul piano della corporeità;
- la mancanza di tempo da dedicare alla comunicazione spontanea
interpersonale …
Lo scopo di tali riflessioni era soprattutto di approfondire il
significato di questo nostro stare insieme a partire dal percorso che
abbiamo fatto in questi quaranta anni e dalla specificità di gesti -
parole - riti e messaggi con cui abbiamo fatto memoria dell'esperienza
cristiana.
La socializzazione di questi ed altri argomenti toccati (ritualità -
eucarestia - condivisione - ministeri - servizio - assunzione di
responsabilità - preghiere - padre nostro)
si è snodata su tre linee:
perché continuare a trovarsi
come continuare
quando.
Dalla testimonianza personale dei presenti che hanno parlato sono emersi i
seguenti contributi.
(La discussione non é stata registrata per cui la presente sintesi è
ricostruita sulla base di ciò che sono riuscita a ricordare. Mi scuso se
qualche intervento mi è sfuggito e se la mia sintesi non corrisponde in
pieno a quanto è stato detto - Luciana).
- E' una esperienza a cui siamo approdati dopo aver rinunciato alla
ritualità tradizionale, avendo ritenuto di poterne fare a meno in
assoluto, invece poi abbiamo sentito il bisogno di elaborare la nostra
spiritualità e ci siamo inseriti in questo incontro domenicale. Oggi per
noi è importante esserci, così come viene condotto, non lo cambieremmo, se
è possibile cerchiamo tempi più larghi per viverlo (Maria e Gianpaolo)
- Io vengo costantemente, per me è importante, sento che anche il mio
piccolo contributo ha un valore: partecipare ai gruppi, riflettere
insieme, relazionare ci aiuta a ridimensionare la nostra personalità
perché il confronto ci fa crescere. Come il colibrì porto la mia piccola
goccia (Danilo)
- Non so se mi interessa ancora il rito in sé, l'eucarestia come
rappresentazione del divino od altro…….Non è facile capire e superare
tante cose. Quello che so è che qui trovo una realtà, una dimensione, un
modo di intendere la vita ed i rapporti umani, un atteggiamento di
ricerca, una voglia di impegno che va oltre i problemi del quotidiano e mi
arricchisce e mi permette di guardare con più serenità ed ottimismo agli
avvenimenti. Non potrei rinunciare a tutto ciò né farne a meno (Claudia)
- Anche io faccio altre attività, stabilisco relazioni ,ho la famiglia,
frequento luoghi ed incontro realtà, ma il modo in cui ci troviamo qui è
diverso, è un'altra cosa, non lo trovo da un'altra parte, perciò è
importante che questo incontro ci sia e che continui ad esserci
(Paola G.)
- Va bene esserci e continuare, ma queste relazioni frettolose, basate sul
dirsi delle cose magari importanti ma senza poterle approfondire con una
discussione serena, senza valorizzare l'incontro in modo più conviviale,
aspettando con ansia che si concluda perché si deve scappare a casa……è un
modo positivo di fare condivisione…di spartire il pane? Va tutto bene
così? Nella nostra esperienza quarantennale abbiamo sempre guardato al
cambiamento come un modo di rendere vivi e fecondi i contenuti della
parola, della liturgia (l'altare rigirato - i laici che parlano in chiesa
- la piazza - l'abbandono degli abiti liturgici - la condivisione
presieduta da tutta la comunità…)della relazione comunitaria. In questi
ultimi anni per noi sono cambiate tante cose, non siamo più in piazza ma
dentro un ambiente chiuso, le nostre energie e capacità di impegno sono
cambiate, la veglia di Natale in piazza non si fa più….dunque anche il
nostro modo di stare insieme può essere rivisto se si ritiene opportuno.
(Luciana)
- Se il problema è trovare un modo o un tempo diverso per stare insieme
possiamo farlo, ma noi - io e Claudia ne abbiamo parlato - non sapremmo
indicare quale e quando. Vorremmo esserci sempre, ma a volte non possiamo
per impegni e difficoltà pratiche, altre volte perché facciamo scelte
differenti, come capita nell'economia di un gruppo che esprime esigenze
differenziate…perciò un cambio di giorno o di orario non garantirebbe la
nostra presenza costante in assoluto. Ma esserci, continuare ad esserci è
una ricchezza a cui non vorremmo rinunciare, per molti motivi, sia perché
il mondo cattolico e delle parrocchie offre una desolazione sempre più
grande…sia perché comunque intorno non troviamo nulla di stimolante e
gratificante…ci sembra che qui insieme possiamo ancora scambiarci tanta
profondità e ricchezza e la nostra testimonianza può anche essere utile ad
altri (Maurizio)
- Noi( io e Enzo) sia quando si era in chiesa che quando siamo andati
fuori abbiamo sempre considerato la liturgia come un fatto unitario anche
se specificato in tre momenti :- liturgia penitenziale - liturgia della
parola - memoria della cena - invocazione dello Spirito….. dunque è
l'insieme dei tre momenti che si definisce eucaristia e non solo lo
spezzare del pane….perciò secondo me è sbagliato separare i tre
momenti…sono un tutt'uno. La socializzazione dei temi, la discussione, fa
parte dell'eucarestia. Dunque se uno va via prima dello spezzare il pane
ha partecipato ugualmente alla eucarestia…(Sergio)
- Non comprendo bene quello che vuoi dire, sul fatto che tutto è
eucaristia siamo d'accordo, ma qui il problema è come trovare i modi per
dare spazio sufficiente a relazioni serene e positive (Paola G.)
- A me sembra che poche persone vadano via prima dello spezzare il pane,
solo Danilo ,Paola e Franca e pochi altri; molte rimangono fino in fondo,
io rimango sempre, poi
appena terminato vado via in fretta, ma non prima (Elena)
- Io credo che noi, come tutti gli uomini, abbiamo bisogno di riferimenti
e di riti. La ritualità fa parte di molti aspetti della nostra giornata…il
pranzo, il lavarsi i denti, la cena, la doccia….; compiere un insieme di
gesti simbolici in modo rituale non è un fatto negativo;
naturalmente devono essere gesti significanti una concreta esperienza di
vita.
Riguardo a questo incontro domenicale io credo che si debba possibilmente
dilatarlo un po' nei tempi e soprattutto strutturarlo in modo che ci sia
un sufficiente spazio per tutti gli aspetti presi in considerazione e che
ci siano dei limiti più precisi entro cui contenerli.
Più puntualità nell'iniziare, più contenute le relazioni, tempi certi da
dedicare al momento dello spezzare il pane, tempi certi entro cui
l'incontro termina…..( Giuseppe)
- Io e Giulia veniamo dall'esperienza della Badia fiesolana. Di questa
esperienza dobbiamo prendere in considerazione due momenti: quello prima
della morte di Balducci e quello successivo. Nel periodo precedente, la
liturgia domenicale delle undici a cui tutti noi partecipavamo era quella
di padre Balducci, il centro della liturgia era la parola ricca dei suoi
approfondimenti e stimolante per tutti noi, il resto della liturgia era da
lui stesso tenuto in secondo piano, le possibilità di intrecciare
riflessioni di altri erano praticamente inesistenti…diceva tutto lui.
Nel periodo successivo alla sua morte la liturgia domenicale alla Badia
celebrata dai monaci ha ripreso lo stile tradizionale e così è ora.
C'era poi e c'è ancora un momento di incontro della comunità durante la
settimana:
lì lo spazio per discutere ed intervenire era maggiore ma tutto sommato
anche quell'incontro ruotava intorno a padre Balducci e pochi altri e
attualmente si sta esaurendo. Io con il mio gruppo facevamo un
approfondimento su temi economici ed abbiamo tentato di animare gli
incontri settimanali ma non siamo riusciti molto (Roberto)
- Io devo dire che le parole ed il messaggio di padre Balducci mi hanno
dato molto, mi hanno aperto gli occhi, sono state stimolanti e illuminanti
circa gli interrogativi che emergevano dentro di me, ma il nostro
atteggiamento era solo di ascolto, non avrei mai osato prendere la parola,
fare delle osservazioni, partecipare in modo attivo portando miei
contributi, solo da quando frequentiamo voi ho capito che le riflessioni
di tutti sono ricche ed importanti. Io sono ancora silenziosa ma penso che
se avessi cominciato prima potevo essere più libera e capace di prendere
la parola. Trovo che questo modo di incontrarsi e fare liturgia è ricco ed
interessante e non vorrei cambiarlo, credo che sia possibile dilatarne il
tempo magari cominciando prima la mattina e poi potremmo trovarci una
volta ogni tanto, magari una domenica al mese, nel pomeriggio per avere
più tempo per discutere e stare insieme (Giulia)
- Io ho frequentato la chiesa a Lastra a Signa dove abito, partecipavo,
andavo anche a fare le pulizie della chiesa con altre donne, ma l'ambiente
non mi piaceva, c'era chiacchiericcio e pettegolezzo, sono venuta via.
Quando Gioietta ci portò una domenica a partecipare alla messa in piazza
rimasi frastornata, meravigliata, non mi rendevo conto di dove eravamo
capitate……però abbiamo continuato a venire e piano piano ci siamo inserite
perché abbiamo capito che qui era diverso, che le cose che venivano dette
corrispondevano a quello che ci interessava. Ora per me essere qui è
importante, mi accorgo di essere cambiata, di avere più sicurezza e
fiducia , di riuscire a prendere la parola per dire quello che
penso……(Paola M.)
Alla conclusione dell'incontro di domenica 11 tutti i presenti convenivano
sulla opportunità di spostare l'ora di inizio della domenica alle ore
10,30; che dovevamo orientarci a definire la conduzione delle varie parti
dell'assemblea secondo i suggerimenti di Giuseppe, che potevamo decidere
se e quando volevamo trovarci nel pomeriggio con maggiore larghezza di
tempo e magari mangiare qualche volta insieme…tutte cose che potranno
essere riprese la prossima domenica in modo da cominciare con le
variazioni che apporteremo a partire magari dalla prima domenica di
dicembre.
|
|
|