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INVENTARIO Y   '07 Notiziario       Veglie
  W  46 (12-18/11)
   

 

Comunità dell'Isolotto
15 novembre 2007
 


Sintesi dei contributi emersi nella discussione

delle domeniche 28 ottobre-11novembre
sul tema proposto dal gruppo Tina - Carmen -

Luciana - Francesca .- Marco:
 


il significato - i contenuti -le caratteristiche - la conduzione - la prassi del nostro incontro settimanale della domenica.

Il desiderio di approfondimento nasceva da alcune problematiche emerse in precedenti occasioni, come:
- il bisogno di rinnovare ed attualizzare i linguaggi, a partire dal padrenostro;
- il disagio di relegare il momento della condivisione del pane alla fine della discussione,
in uno spazio di tempo frettoloso e deconcentrato;
- l'insufficienza del tempo per l' approfondimento delle riflessioni, sempre molto
interessanti, del gruppo che introduce
- la ripetitività della scansione nel modo di condurre l'incontro che non si è arricchita di
elementi nuovi, creativi, coinvolgenti anche sul piano della corporeità;
- la mancanza di tempo da dedicare alla comunicazione spontanea interpersonale …
Lo scopo di tali riflessioni era soprattutto di approfondire il significato di questo nostro stare insieme a partire dal percorso che abbiamo fatto in questi quaranta anni e dalla specificità di gesti - parole - riti e messaggi con cui abbiamo fatto memoria dell'esperienza cristiana.
La socializzazione di questi ed altri argomenti toccati (ritualità - eucarestia - condivisione - ministeri - servizio - assunzione di responsabilità - preghiere - padre nostro)
si è snodata su tre linee:
perché continuare a trovarsi
come continuare
quando.

Dalla testimonianza personale dei presenti che hanno parlato sono emersi i seguenti contributi.
(La discussione non é stata registrata per cui la presente sintesi è ricostruita sulla base di ciò che sono riuscita a ricordare. Mi scuso se qualche intervento mi è sfuggito e se la mia sintesi non corrisponde in pieno a quanto è stato detto - Luciana).

- E' una esperienza a cui siamo approdati dopo aver rinunciato alla ritualità tradizionale, avendo ritenuto di poterne fare a meno in assoluto, invece poi abbiamo sentito il bisogno di elaborare la nostra spiritualità e ci siamo inseriti in questo incontro domenicale. Oggi per noi è importante esserci, così come viene condotto, non lo cambieremmo, se è possibile cerchiamo tempi più larghi per viverlo (Maria e Gianpaolo)

- Io vengo costantemente, per me è importante, sento che anche il mio piccolo contributo ha un valore: partecipare ai gruppi, riflettere insieme, relazionare ci aiuta a ridimensionare la nostra personalità perché il confronto ci fa crescere. Come il colibrì porto la mia piccola goccia (Danilo)

- Non so se mi interessa ancora il rito in sé, l'eucarestia come rappresentazione del divino od altro…….Non è facile capire e superare tante cose. Quello che so è che qui trovo una realtà, una dimensione, un modo di intendere la vita ed i rapporti umani, un atteggiamento di ricerca, una voglia di impegno che va oltre i problemi del quotidiano e mi arricchisce e mi permette di guardare con più serenità ed ottimismo agli avvenimenti. Non potrei rinunciare a tutto ciò né farne a meno (Claudia)

- Anche io faccio altre attività, stabilisco relazioni ,ho la famiglia, frequento luoghi ed incontro realtà, ma il modo in cui ci troviamo qui è diverso, è un'altra cosa, non lo trovo da un'altra parte, perciò è importante che questo incontro ci sia e che continui ad esserci
(Paola G.)

- Va bene esserci e continuare, ma queste relazioni frettolose, basate sul dirsi delle cose magari importanti ma senza poterle approfondire con una discussione serena, senza valorizzare l'incontro in modo più conviviale, aspettando con ansia che si concluda perché si deve scappare a casa……è un modo positivo di fare condivisione…di spartire il pane? Va tutto bene così? Nella nostra esperienza quarantennale abbiamo sempre guardato al cambiamento come un modo di rendere vivi e fecondi i contenuti della parola, della liturgia (l'altare rigirato - i laici che parlano in chiesa - la piazza - l'abbandono degli abiti liturgici - la condivisione presieduta da tutta la comunità…)della relazione comunitaria. In questi ultimi anni per noi sono cambiate tante cose, non siamo più in piazza ma dentro un ambiente chiuso, le nostre energie e capacità di impegno sono cambiate, la veglia di Natale in piazza non si fa più….dunque anche il nostro modo di stare insieme può essere rivisto se si ritiene opportuno. (Luciana)

- Se il problema è trovare un modo o un tempo diverso per stare insieme possiamo farlo, ma noi - io e Claudia ne abbiamo parlato - non sapremmo indicare quale e quando. Vorremmo esserci sempre, ma a volte non possiamo per impegni e difficoltà pratiche, altre volte perché facciamo scelte differenti, come capita nell'economia di un gruppo che esprime esigenze differenziate…perciò un cambio di giorno o di orario non garantirebbe la nostra presenza costante in assoluto. Ma esserci, continuare ad esserci è una ricchezza a cui non vorremmo rinunciare, per molti motivi, sia perché il mondo cattolico e delle parrocchie offre una desolazione sempre più grande…sia perché comunque intorno non troviamo nulla di stimolante e gratificante…ci sembra che qui insieme possiamo ancora scambiarci tanta profondità e ricchezza e la nostra testimonianza può anche essere utile ad altri (Maurizio)

- Noi( io e Enzo) sia quando si era in chiesa che quando siamo andati fuori abbiamo sempre considerato la liturgia come un fatto unitario anche se specificato in tre momenti :- liturgia penitenziale - liturgia della parola - memoria della cena - invocazione dello Spirito….. dunque è l'insieme dei tre momenti che si definisce eucaristia e non solo lo spezzare del pane….perciò secondo me è sbagliato separare i tre momenti…sono un tutt'uno. La socializzazione dei temi, la discussione, fa parte dell'eucarestia. Dunque se uno va via prima dello spezzare il pane ha partecipato ugualmente alla eucarestia…(Sergio)

- Non comprendo bene quello che vuoi dire, sul fatto che tutto è eucaristia siamo d'accordo, ma qui il problema è come trovare i modi per dare spazio sufficiente a relazioni serene e positive (Paola G.)

- A me sembra che poche persone vadano via prima dello spezzare il pane, solo Danilo ,Paola e Franca e pochi altri; molte rimangono fino in fondo, io rimango sempre, poi
appena terminato vado via in fretta, ma non prima (Elena)

- Io credo che noi, come tutti gli uomini, abbiamo bisogno di riferimenti e di riti. La ritualità fa parte di molti aspetti della nostra giornata…il pranzo, il lavarsi i denti, la cena, la doccia….; compiere un insieme di gesti simbolici in modo rituale non è un fatto negativo;
naturalmente devono essere gesti significanti una concreta esperienza di vita.
Riguardo a questo incontro domenicale io credo che si debba possibilmente dilatarlo un po' nei tempi e soprattutto strutturarlo in modo che ci sia un sufficiente spazio per tutti gli aspetti presi in considerazione e che ci siano dei limiti più precisi entro cui contenerli.
Più puntualità nell'iniziare, più contenute le relazioni, tempi certi da dedicare al momento dello spezzare il pane, tempi certi entro cui l'incontro termina…..( Giuseppe)

- Io e Giulia veniamo dall'esperienza della Badia fiesolana. Di questa esperienza dobbiamo prendere in considerazione due momenti: quello prima della morte di Balducci e quello successivo. Nel periodo precedente, la liturgia domenicale delle undici a cui tutti noi partecipavamo era quella di padre Balducci, il centro della liturgia era la parola ricca dei suoi approfondimenti e stimolante per tutti noi, il resto della liturgia era da lui stesso tenuto in secondo piano, le possibilità di intrecciare riflessioni di altri erano praticamente inesistenti…diceva tutto lui.
Nel periodo successivo alla sua morte la liturgia domenicale alla Badia celebrata dai monaci ha ripreso lo stile tradizionale e così è ora.
C'era poi e c'è ancora un momento di incontro della comunità durante la settimana:
lì lo spazio per discutere ed intervenire era maggiore ma tutto sommato anche quell'incontro ruotava intorno a padre Balducci e pochi altri e attualmente si sta esaurendo. Io con il mio gruppo facevamo un approfondimento su temi economici ed abbiamo tentato di animare gli incontri settimanali ma non siamo riusciti molto (Roberto)

- Io devo dire che le parole ed il messaggio di padre Balducci mi hanno dato molto, mi hanno aperto gli occhi, sono state stimolanti e illuminanti circa gli interrogativi che emergevano dentro di me, ma il nostro atteggiamento era solo di ascolto, non avrei mai osato prendere la parola, fare delle osservazioni, partecipare in modo attivo portando miei contributi, solo da quando frequentiamo voi ho capito che le riflessioni di tutti sono ricche ed importanti. Io sono ancora silenziosa ma penso che se avessi cominciato prima potevo essere più libera e capace di prendere la parola. Trovo che questo modo di incontrarsi e fare liturgia è ricco ed interessante e non vorrei cambiarlo, credo che sia possibile dilatarne il tempo magari cominciando prima la mattina e poi potremmo trovarci una volta ogni tanto, magari una domenica al mese, nel pomeriggio per avere più tempo per discutere e stare insieme (Giulia)

- Io ho frequentato la chiesa a Lastra a Signa dove abito, partecipavo, andavo anche a fare le pulizie della chiesa con altre donne, ma l'ambiente non mi piaceva, c'era chiacchiericcio e pettegolezzo, sono venuta via. Quando Gioietta ci portò una domenica a partecipare alla messa in piazza rimasi frastornata, meravigliata, non mi rendevo conto di dove eravamo capitate……però abbiamo continuato a venire e piano piano ci siamo inserite perché abbiamo capito che qui era diverso, che le cose che venivano dette corrispondevano a quello che ci interessava. Ora per me essere qui è importante, mi accorgo di essere cambiata, di avere più sicurezza e fiducia , di riuscire a prendere la parola per dire quello che penso……(Paola M.)

Alla conclusione dell'incontro di domenica 11 tutti i presenti convenivano sulla opportunità di spostare l'ora di inizio della domenica alle ore 10,30; che dovevamo orientarci a definire la conduzione delle varie parti dell'assemblea secondo i suggerimenti di Giuseppe, che potevamo decidere se e quando volevamo trovarci nel pomeriggio con maggiore larghezza di tempo e magari mangiare qualche volta insieme…tutte cose che potranno essere riprese la prossima domenica in modo da cominciare con le variazioni che apporteremo a partire magari dalla prima domenica di dicembre.