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L'Archivio storico della Comunità dell'Isolotto ha
pubblicato gli Atti dell'Incontro del 6 novembre 2004 per l'inaugurazione
dell'Archivio stesso con riferimenti anche al seminario che lo SDIAF
(Sistema Documentario Integrato dell'Area Fiorentina) ha promosso il
giorno precedente.
La pubblicazione contiene le relazioni integrali di Sergio Gomiti,
Simonetta Soldani, Silvano card. Piovanelli e le sintesi di tutti gli
interventi.
Gli Atti saranno presentati venerdì 25 novembre 2005
alle ore 17 presso le "Baracche", via
degli Aceri 1 Firenze
L'Incontro, oltre alla presentazione degli Atti, sarà dedicato a
socializzare il tema della
condivisione della memoria.
Sarà aperto da un saluto del Presidente del Q4, Giuseppe D'Eugenio.
Animeranno la socializzazione con brevi relazioni:
Luca Brogioni responsabile SDIAF, moderatore dell'Incontro:
La Condivisione delle memorie, anima dello SDIAF
Paola Ricciardi e Sergio Gomiti della Comunità dell'Isolotto
La condivisione nell'esperienza della Comunità dell'Isolotto e del suo
Archivio
Anna Scattigno, Università di Firenze:
La costruzione della storia e le contraddizioni della condivisione della
memoria
Alessandro Santoro, prete alle Piagge:
La memoria tra esclusivismo e condivisione nell'esperienza cristiana
L'incontro del 25 novembre nasce dal bisogno di approfondire un tema che
anima e al tempo stesso inquieta il valore delle orme e le pratiche di
salvaguardia e codificazione archivistica della memoria.
Le considerazioni seguenti sono espresse in forma assertiva come
provocazioni della socializzazione ma in realtà non sono che interrogativi
aperti.
- L'archivio ha tanto più significato e valore per la salvaguardia vitale
della memoria quanto più è aperto alla condivisione.
- Condividere è proprio il contrario di appropriarsi e di sottrarre.
- L'archivio non è in sé garanzia assoluta di salvaguardia della memoria.
Può anche significare sottrazione, appropriazione, imbalsamazione.
- Ci sono archivi chiusi, collezione esclusive, fondi inaccessibili. E' il
versante necrofilo della conservazione della memoria. E' uccisione della
memoria.
- Condividere la memoria vuol dire relativizzare e non assolutizzare il
proprio particolare. Re-lativizzare nel senso di mettere in re-lazione.
Aprire costantemente la propria memoria alla memoria dell'altro.
- Condividere è aprirsi anche alla memoria dell'altro che è in noi stessi.
Ce lo insegna la psicanalisi: gran parte della nostra memoria è custodita
in un archivio segreto, ermeticamente chiuso, il nostro inconscio. E anche
l'archivio interiore in quanto è chiuso, rimosso si dice, ha una valenza
distruttiva. Aprire il nostro archivio è condizione del benessere
psichico.
- La condivisione della memoria è la condizione per una pacificazione
della convivenza.
- Ma la condivisione della memoria è la pacificazione del cimitero in cui
tutte le tombe sono collocate indifferentemente una accanto all'altra? E'
possibile la condivisione fra la memoria dell'oppresso e quella
dell'oppressore? E' possibile condividere la memoria finché dura
l'ingiustizia? E' possibile che la memoria sia resa più vitale se affidata
al vento piuttosto che alle pietre, come sostiene qualcuno ?
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