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Comunità Isolotto
Incontro comunitario 31 ottobre 2004
"Memoria storica ed eucarestia"
Lettura del Vangelo di Luca cap. 22,17-20
Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: "Ho
desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia
passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia
nel regno di Dio".
E preso un calice, rese grazie e disse: "Prendetelo e distribuitelo tra
voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della
vite, finché non venga il regno di Dio".
Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo:
"Questo è il mio corpo che è dato per voi
fate questo in memoria di me".
Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice
è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi".
Giuseppe: riflessioni su "memoria e Bibbia" ….
Adriana:
Il tema della memoria ha molto a che fare con il significato di questi
nostri incontri.
Noi ci troviamo insieme per condividere alcuni segni di vita: pane e vino,
ma anche altri prodotti della natura, e condividiamo il segno della
parola, della poesia e qualche volta anche della musica e del canto.
Sono segni con cui vogliamo esprimere il desiderio di condividere la
nostra vita con gli altri. Condividere oltre ogni confine: oltre il
confine della porta di casa, oltre il confine delle relazioni di sangue,
oltre il confine della proprietà, della nazionalità, della cultura e della
religione. E crediamo che sia proprio questo condividere che genera sempre
la comunità.
Il nostro è poco più di un desiderio, la nostra eucaristia è poco più di
un segno del desiderio di condividere e forse la nostra stessa comunità è
poco più che un desiderio di comunità. Siamo molto limitati e pieni di
contraddizioni. Ma forse è proprio questo "poco più" del puro desiderio,
queste nostre piccole pratiche di condivisione, sono loro che danno un
minimo di autenticità alla nostra eucaristia.
Fra il segno, il rito, le parole e la pratica concreta c'è sempre una
distanza. Siamo in bilico fra coerenza e incoerenza. La distanza cerchiamo
di colmarla con le piccole cose che riusciamo a fare concretamente sia
come singoli sia come comunità sia nelle rete di relazioni sociali.
Il senso dei nostri incontri comunitari però è legato alla memoria e in
particolare alla memoria di Gesù: "fate questo in memoria di me".
Ma non solo di Gesù. La nostra è una pratica che resta legata al Vangelo e
alla tradizione cristiana, non la rinnega, non se ne separa, la nostra
pratica non vuol restare isolata. Ma vuole anche indicare e vivere una
memoria più ampia. Creare un varco e seguire un sentiero di apertura.
Rendere l'eucaristia una memoria di condivisione che include tanti altri
aspetti della storia umana, della sapienza umana, con pari dignità.
Eucaristia è una parola greca che vuol dire ringraziamento. Per noi è una
pratica di gratitudine a tutti e a tutte coloro che hanno aperto sentieri
di solidarietà e condivisione, oltre tutti i confini. L'eucaristia che
facciamo è una pratica di gratitudine a quanti e a quante nella storia
vicina e lontana hanno spezzato il pane dicendo "questo è corpo e sangue
mio, è la mia vita".
Dunque eucaristia e memoria sono una cosa sola.
Per questo, forse, possiamo considerare un momento eucaristico anche la
raccolta delle orme, la cura dedicata ai documenti, cioè l'Archivio
storico e la mostra fotografica e documentaria la quale è parte anch'essa
dell'Archivio.
Sabato prossimo 6 novembre ci sarà l'inaugurazione per così dire
ufficiale, alle baracche. In quella occasione sarà anche distribuito il
Notiziario della Comunità che riproduce, più in piccolo, i testi e le foto
della mostra.
Ne abbiamo portate qui alcune copie per mostrarvele ed esprimere insieme
pensieri ed emozioni.
Ci sembrerebbe opportuno non distribuirle ora ma aspettare il sei novembre
per la distribuzione a tutti.
Fiorella, Benedetta, Paola , Emanuele, Sergio
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