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VOGLIAMO CELEBRARE LA VITA CHE NASCE:
Vogliamo celebrare la vita che nasce:
la gemma, il fiore,
il nido che si popola di gracili esistenze,
la speranza che non muore,
cieli nuovi e terra nuova
a chiunque è negato il cielo e la terra,
questo fuoco che sgorga
dal profondo di ogni persona,
fiamma che emana dalla memoria storica
di tutti i popoli,
calore, luce, forza che viene dalle parole tramandate,
dalle pagine dei libri sacri,
da ogni cellula
del grande organismo della storia umana.
Vogliamo celebrare la vita che nasce:
il popolo che camminava al buio
ha visto una gran luce,
perché un bambino ci è nato,
ci è stato dato un figlio.
La Comunità Isolotto ai bambini che accoglie
IL GIOVANE GAMBERO CHE CAMMINÒ IN AVANTI
Un giovane gambero pensò: Perché nella mia famiglia tutti camminano
all'indietro? Voglio imparare a camminate in avanti, come le rane, e mi
caschi la coda se non ci riesco. Cominciò ad esercitarsi di nascosto, tra
i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l'impresa gli costava
moltissima fatica. Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si
schiacciava una zampa con l'altra. Ma un po' alla volta le cose andarono
meglio, perché tutto si può imparare, se si vuole. Quando fu ben sicuro di
sé, si presentò alla sua famiglia e disse:
State a vedere.
E fece una magnifica corsetta in avanti.
Figlio mio, scoppiò a piangere la madre, ti ha dato di volta il cervello?
Torna in te, cammina come tuo padre e tua madre ti hanno insegnato,
cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene.
I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare. Il padre lo stette a
guardare severamente per un pezzo, poi disse:
- Basta così. Se vuoi restare con noi, cammina come gli altri gamberi. Se
vuoi fare di testa tua, il ruscello è grande, vattene e non tornare più
indietro.
Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo si curo di essere
nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i
fratelli e si avviò per il mondo.
Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane che da
brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una
foglia di ninfea.
- Il mondo va a rovescio, disse una rana, guardate quel gambero e datemi
torto, se potete.
- Non c'è più rispetto, disse un'altra rana. - Ohibò, ohibò, disse una
terza.
Ma il gamberetto proseguì diritto, è proprio il caso dir lo, per la sua
strada.
A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone
dall'espressione malinconica che se ne stava tutto solo accanto a un
sasso.
- Buongiorno, disse il giovane gambero.
Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse. Cosa credi di fare? Anch'io,
quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti.
Ed ecco che cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo e la gente si
mozzerebbe la lingua piuttosto che rivolgermi la parola. Finché sei in
tempo da' retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi
ringrazierai del consiglio.
Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di
sé pensava: "Ho ragione io".
E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino.
Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo
mondo? Noi non lo sappiamo, perché sta ancora marciando con il coraggio e
la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore:
Buon Viaggio.
G. Rodari, Favole al telefono
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri,
perché l'amore è da Dio.
Chi ama è generato da Dio e conosce Dio.
Chi non ama non ha conosciuto Dio,
perché Dio è amore.
Carissimi, se Dio ci ha amato,
anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.
Nessuno ha mai visto Dio,
se ci amiamo reciprocamente,
Dio rimane in noi
e l'amore di Dio in noi è perfetto.
Se uno dicesse: "Io amo Dio",
e odiasse il suo fratello,
è un mentitore.
Chi infatti non ama il fratello che vede
non può amare Dio che non vede.
(dalla prima lettera di Giovanni)
SIMBOLI E SIGNIFICATI
In circostanze come quella di oggi, in cui accogliamo in mezzo a noi
due bambine che si affacciano alla vita, desideriamo comunicare profondi
pensieri e sentimenti e per fare ciò ci serviamo di parole, ma anche di
gesti e simboli.
L'acqua - la luce - il sale - i fiori - il pane e il vino
sono segni carichi di affettività e di contenuti.
La storia del simbolo attesta che ogni oggetto se collegato a vissuti ed
esperienze significative può rivestire un valore simbolico, sia esso
naturale o astratto.
Il simbolo, perché non diventi vuoto segno rituale, deve testimoniare
coerenza, impegno e dinamismo.
La percezione del simbolo esclude dunque un atteggiamento da semplice
spettatore ed esige una partecipazione da attore.
Il simbolo annuncia un piano di conoscenza diverso dall'evidenza
razionale, è un mezzo per dire ciò che non può essere comunicato
altrimenti, non è mai spiegato una volta per tutte ma deve essere
continuamente decifrato, come una partitura musicale che richiede
esecuzioni sempre nuove.
L'immaginazione non è più irrisa come la pazza del villaggio, è stata
riabilitata come la sorella gemella della ragione, l'ispiratrice delle
scoperte e del progresso.
I simboli sono il centro, il cuore di questa vita immaginativa, rivelano i
segreti dell'inconscio, ci conducono alle origini più nascoste che
motivano le azioni, aprono lo spirito all'ignoto e all'infinito.
I BAMBINI S'INCONTRANO
SULLA SPIAGGIA DI MONDI SENZA FINE
I bambini" s'incontrano
sulla spiaggia di mondi senza fine
Su di loro l'infinito cielo
è immoto e l'acqua s'increspa.
Con grida e danze
s'incontrano i bambini sulla spiaggia di mondi senza fine.
Fanno castelli di sabbia
e giocano con vuote conchiglie.
Con foglie secche intessono barchette e sorridendo
le fanno galleggiare sull'immensa distesa del mare.
I bambini giocano sulla riva dei mondi.
Non sanno nuotare,
non sanno gettare le reti.
I pescatori si tuffano a pescare le perle dal fondo del mare,
nelle navi viaggiano i mercanti , mentre raccolgono i bambini
sassolini che poi gettano via. Non cercano tesori nascosti,
non sanno gettare le reti.
Il mare s'increspa di risa
e pallido splende il sorriso della spiaggia.
Le onde che portano la morte
cantano ai bambini ballate senza senso, proprio come una madre
quando culla il suo bambino. Il mare gioca coi bambini
e pallido splende il sorriso della spiaggia.
S'incontrano i bambini
sulla riva di mondi senza fine. Vaga la tempesta
per il cielo senza sentieri, naufragano navi
nell'acqua senza sentieri,
la morte è in giro e giocano i bambini.
C'è un grande convegno di bambini
sulla spiaggia di mondi senza fine.
Tagore - poeta indiano
IL CANTO DELLA PARTENZA
(Questo è il canto che Mowgli udì alle sue spalle nella giungla finchè
arrivò di nuovo alla porta di Messua )
Baloo
Per amore di colui che mostrò
ad un ranocchio saggio la strada della giungla,
osserva la Legge del Branco degli Uomini,
per amore del tuo vecchio e cieco Baloo!
Innocente o corrotta, nuova od antica
seguila come se fosse la pista,
durante il giorno e durante la notte,
non guardando a destra o a sinistra.
Per amore di colui che ama te più di ogni altra creatura,
quando il tuo branco ti facesse soffrire,
ripeti: "Tabaqui canta di nuovo".
Quando il tuo branco ti facesse ammalare,
ripeti: "Shere Khan deve essere ancora uccisa".
Quando il coltello è snudato per uccidere,
osserva la Legge e segui la tua strada.
(Radici e miele, palme e datteri,
conservate un cucciolo sano e salvo!).
Boschi ed acque, venti ed alberi, il favore della giungla ti accompagni!"
Kaa
L'ira è l'uovo della paura.
Solo gli occhi senza palpebra sono limpidi.
Nessuno può curare dal veleno della cobra,
E nessuno può curare dai suoi discorsi.
Un discorso aperto ti darà la forza la cui compagna è la cortesia.
Non cercare di colpire troppo lontano,
Non affidare il tuo peso ad uno ramo fradicio.
Misura l'apertura della tua bocca sulla capra ed il daino
Perchè il tuo occhio non faccia strozzare la tua gola.
E dopo mangiato vorresti dormire?
Guarda che la tua tana sia nascosta e profonda
Perché un torto, da te dimenticato,
Non guidi sul posto il tuo uccisore. Est ed ovest, nord e sud,
Lava la tua pelle e tieni chiusa la bocca.
( burroni e crepacci o pozze azzurrine, Giungla di mezzo seguilo).
Boschi ed acque, venti ed alberi,
Il favore della giungla a ti accompagna.
Bagheera
La mia vita è cominciata nella gabbia;
Conosco bene il valore dell'uomo.
Per la serratura rotta che mi ha liberato,
Cucciolo d'uomo bada agli uomini.
Nel profondo della rugiada o alla pallida luce delle stelle
Non seguire la pista intricata del gatto selvatico.
Branco o consiglio, caccia o tana
Non dichiarare mai tregua agli uomini- sciacallo.
Resta in silenzio quando essi ti diranno:
" segui con noi è una strada facile".
Resta in silenzio quando chiederanno
Il tuo aiuto per colpire il debole.
Non far vanto, come il Bandar-log, della tua abilità,
Ma conserva la tua calma davanti alla preda.
Non lasciare che richiamo o canto o segnale
Ti distolgano dalla sentiero di caccia.
( foschie del mattino o crepuscolo luminoso
Servitelo, voi guardiani del cervo).
Boschi ed acque, venti ed alberi,
Il favore della giungla a ti accompagna.
I tre insieme
Sulla traccia che devi seguire fin là dove ha inizio il nostro timore,
dove sboccia il fiore rosso;
durante le notti in cui giacerai prigioniero
lontano dalla volta del cielo,
udendo noi, che tu ami, passare vicini,
nelle albe, quando ti sveglierai
per quel vincolo che non puoi spezzare,
col cuore ammalato per il desiderio della giungla:
boschi e acque, venti ed alberi, saggezza, forza e cortesia,
il favore della giungla ti accompagna.
da " Il libro della giungla " di Rudyard Kipling
I DONI CHE NON COSTANO NIENTE
Sulla via principale della città c'era un negozio originale
Un'insegna luminosa diceva: Doni di Dio
Un bambino entrò e vide un angelo dietro al banco
Sugli scaffali c'erano grandi contenitori di tutti i colori.
Cosa si vende? Chiese incuriosito
Ogni ben di Dio! Vedi, il contenitore giallo è pieno di sincerità
Quello verde è pieno di speranza, in quello rosso c'è l'amore, in quello
azzurro la fede, l'arancione contiene il perdono, il bianco la pace,
il violetto il sacrificio, l'indaco la salvezza.
E quanto costa questa merce?
Sono doni di Dio e i doni di Dio non costano niente!
Che bello ! allora dammi dieci quintali di fede,
una tonnellata di amore,
un quintale di speranze,
un barattolo di perdono e tutto il negozio di pace…
L'angelo si mise a servire il bambino.
In un attimo confezionò un pacchetto
piccolo piccolo come il suo cuore,
Ecco servito, disse l'angelo porgendo il pacchettino.
Ma come? Così poco?
Certo, nella bottega dei doni di Dio non si vendono i frutti maturi,
ma i piccoli semi da coltivare.
Vai nel mondo e fai germogliare i doni che Dio ti ha dato
(benvenuto della mamma al proprio bimbo nato down)
BENVENUTA SU QUESTA TERRA
Leggiamo un brano da: L'Enigma Solitario di Jostein Gaarder:
"All'improvviso mi venne in mente una contadina del paese. Era molto
giovane, aveva circa diciannove anni, e un giorno l'avevo vista entrare
nella panetteria con una bambina che doveva avere due o tre settimane. Non
mi ero mai interessato un granché di bambini piccoli, ma quando avevo
guardato nella culla mi era sembrato di scorgere nello sguardo della
neonata un'infinita meraviglia. Quell'episodio mi era quasi passato di
mente, eppure, in quell'alba, seduto su un ceppo del bosco ad ascoltare il
canto di un usignolo mentre la luce del sole si stendeva sui prati… allora
compresi che, se quella neonata avesse saputo parlare, avrebbe detto che
il mondo in cui aveva visto la luce era assolutamente straordinario. Non
mi ero dimenticato di fare i complimenti alla madre, ma in verità era con
la piccola che avrei dovuto congratularmi. Bisognerebbe chinarsi su ogni
nuovo abitante di questo mondo e dirgli: "Benvenuto su questa terra,
piccolo amico! Sei davvero molto fortunato a essere qui!"
Standomene lì seduto, pensai quanto fosse triste che, per noi uomini, una
cosa così indescrivibile come il mistero della vita potesse diventare
un'abitudine. Diamo per scontato il fatto di esistere, e non ci pensiamo
più fino al momento in cui dobbiamo lasciare questo mondo."
Questo brano di Jostein Gaarder, che abbiamo deciso di leggere oggi per
dare il benvenuto alla nostra piccola, mi ha fatto ripensare alla mia
prima notte in ospedale dopo la nascita di Nicole, perché quella notte il
mistero della vita è tornato a sorprendermi in modo così prorompente da
togliermi il sonno. Quella notte l' ho impressa in un piccolo racconto per
essere certa di non dimenticarla mai, ed ora vorrei condividerla con voi.
Nicole era venuta al mondo da qualche ora, l'avevo già stretta al mio
seno, guardata, ammirata, avevo già salutato gli amici, parlato con la mia
Alice al telefono, subito medicamenti, spremiture, iniezioni e tutto
quello che una puerpera deve subire. Fuori era buio da un pezzo e anche
nel corridoio cominciavano a spegnersi le luci, la mia compagna di stanza
dormiva già profondamente, il silenzio era interrotto solo dal
chiacchierio delle infermiere, da sciacquoni di bagni, da vagiti
improvvisi di neonati. Dalla sala travaglio adiacente alla mia camera,
amplificato dalla macchina per il monitoraggio, il cuore di un bambino
galoppava veloce, ormai ansioso di nascere.
Fino a poche ore prima era il cuore di Nicole che, con
il suo ritmo incalzante, mi dava il coraggio per quell'enorme impresa che
stavo per compiere, e adesso ero lì, il mio ventre vuoto di lei e lei, la
bambina in carne ed ossa che per nove lunghi mesi mi aveva abitato,
riposava nel nido dell'ospedale. Dovevo dormire, lo sapevo, con tutto il
dolore che avevo provato e l'energia che avevo impiegato e lo sforzo e
l'emozione ero stanca come mai lo ero stata in vita mia.
Eppure stavo lì, con gli occhi spalancati sulla
penombra della mia stanza, ubriaca di felicità, colma di tenerezza e di
emozione a ripensare con incredulità e stupore ai momenti che avevo
vissuto. Avevo già sperimentato tutto questo con Alice e mi ero spesso
chiesta, quasi con timore, se questa seconda nascita mi avrebbe sorpreso
con la sua meraviglia allo stesso modo. Sì, ero di nuovo piena di incanto
al pensiero di quel piccolo essere che era sgorgato da me, venuto da
nient'altro che dal mio incontro con Ondrej e dal nostro amore. Il sonno
non arrivava e ormai sapevo che non sarebbe arrivato, ma non mi importava,
la vita che sentivo dentro volevo gustarmela fino in fondo, avevo paura
che, addormentandomi, quel senso di meraviglia assoluta per la forza e
l'energia con cui la vita mi aveva reso partecipe del suo ciclo, potesse
svanire via.
Ecco, questo stato di ebbrezza è stato il primo dono che mi ha fatto
Nicole in quella notte insonne, il mistero della vita comincia da qui e
continua con ogni tappa della sua crescita. So, me lo ha insegnato sua
sorella Alice, che vivendo accanto a lei il mondo sarà di nuovo tutto da
scoprire e la vita tutta da rivivere. Ogni bambino che nasce ci dà una
grande possibilità, quella di rinnovare noi stessi arricchendoci di ciò
che con la sua piccola vita ci insegna, di ridefinire i confini del nostro
essere confrontandoci con i suoi bisogni, ma anche con le emozioni che
ogni giorno ci fa rivivere guardando il mondo con i suoi occhi vergini, e
sta a noi non perdere l'occasione. Benvenuta Nicole.
Laura e Ondrej
PREGHIERA DEL BATTESIMO E DELLA EUCARISTIA
Giulia e Nicole
che oggi sono in mezzo a noi
sono motivo di speranza e di gioia,
sono dono dell'Amore
destinato ad arricchirci
con in valori umani in esse racchiusi,
sono apertura alla vita che viene
e sempre si rinnova,
sono come un invito ad oltrepassare ancora una volta
i consueti confini di relazioni
e a creare legami nuovi di solidarietà.
Anche la ricerca nell'orizzonte della fede
è spinta da questa vita nascente a ritrovare sentieri di creatività,
di memoria e novità.
Questa comunità accoglie
Giulia e Nicole per contribuire ad educarle alla libertà,
alla capacità critica,
alla possibilità di esprimere
i bisogni vitali
senza condizionarle nelle scelte.
Il battesimo che facciamo
esprime la coscienza
del nostro collegamento con le tradizioni e le culture di vita
di tutti i popoli, con la Bibbia
e la Tradizione della Chiesa.
In questo spirito,
Giulia e Nicole
noi vi battezziamo
nel nome del Padre, del Figlio,
dello Spirito Santo.
Il battesimo di queste bambine
è battesimo della comunità
è attualizzazione
del battesimo di Gesù.
Questi, la sera prima di essere ucciso,
mentre sedeva a tavola con i suoi,
prese del pane, lo spezzò
e lo distribuì loro dicendo:
prendete e mangiatene tutti,
questo è il mio corpo.
Poi, preso un bicchiere,
rese grazie
e lo diede loro dicendo:
questo è il mio sangue
che viene sparso per tutti i popoli.
Siano resi efficaci dallo Spirito questi segni:
l'acqua, la luce, la parola, il pane
e il vino condivisi;
sia condotta alla pienezza
questa vita che nasce;
sia vivificata la comunità
da questa nuova relazione.
NASCERANNO DA NOI UOMINI MIGLIORI.
La generazione
che dovrà venire sarà migliore
di chi è nato dalla terra,
dal ferro e dal fuoco.
Senza paura
e senza troppo riflettere
i nostri nipoti si daranno la mano
e rimirando le stelle del cielo
diranno:
"Com'è bella la vita!"
Intoneranno una canzone nuovissima,
profonda come gli occhi dell'uomo,
fresca come un grappolo d'uva,
una canzone libera e gioiosa.
Nessun albero ha mai dato
frutti più belli.
E nemmeno
la più bella
delle notti di primavera
ha mai conosciuto questi suoni, questi colori.
Nasceranno da noi uomini migliori.
La generazione che dovrà venire
sarà migliore
di chi è nato dalla terra,
dal ferro e dal fuoco.
Nazim Hikmet - poeta turco
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DEL BAMBINO/A
New York 20 novembre 1959
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite proclama la presente
dichiarazione dei diritti del bambino/a affinché abbia un'infanzia felice
e possa godere dei diritti e della libertà che vi sono enunciati.
Questi diritti devono essere riconosciuti a tutti i bambini/e senza
...distinzione o discriminazione fondata sulla razza, il colore, il sesso,
la lingua, la religione, le opinioni politiche o di altro genere.
Il bambino\a deve...essere (messo) in grado di crescere in modo sano e
normale sul piano fisico, morale, spirituale e sociale, in condizione di
libertà e di dignità.
Il bambino\a ha diritto fin dalla nascita a un nome e a una nazionalità.
Il bambino\a deve poter crescere e svilupparsi in modo sano. ..ha diritto
ad una alimentazione, a un alloggio, a svaghi e a cure mediche adeguate.
Il bambino\a che si trova in una situazione di minoranza fisica, mentale o
sociale ha diritto a ricevere il trattamento, l'educazione, le cure
speciali di cui abbisogna...
Il bambino\a, per lo sviluppo armonioso della sua personalità, ha bisogno
di amore e di comprensione...Egli deve...crescere in una atmosfera di
affetto e di sicurezza materiale e morale...
Il bambino\a ha diritto a un'educazione che almeno a livello elementare
deve essere gratuita e obbligatoria. Ha diritto a godere di una educazione
che contribuisca alla sua cultura generale egli consenta...di sviluppare
le sue facoltà, il suo giudizio personale...
Il bambino\a deve essere protetto\a contro ogni forma di negligenza, di
crudeltà o di sfruttamento...Non deve essere inserito in alcuna attività
produttiva prima di aver raggiunto un'età minima adatta...in nessun caso
deve essere costretto\a ad assumere una occupazione e un impiego che
nuocciano alla sua salute o che ostacolino il suo sviluppo fisico, mentale
o morale.
Il bambino\a deve essere protetto\a contro le pratiche che possono portare
alla discriminazione razziare, religiosa e a ogni altra forma di
discriminazione. Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di
tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale,
e nella consapevolezza che deve consacrare le sue energie e la sua
intelligenza al servizio dei propri simili.
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