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La Quaresima
La Quaresima oggi, nel tempo della secolarizzazione, non ha più nessun
significato per la vita di ogni giorno. I giovani non immaginano nemmeno
quello che ha significato per noi più anziani. Era un tempo di pesante
penitenza e di digiuni giornalieri. In realtà questo significato di
penitenza è stato aggiunto nel tempo come strumento di colpevolizzazione.
La Quaresima nasce piuttosto all'interno dell'esperienza delle comunità da
cui sono scaturiti i Vangeli come tempo dedicato all'attesa costruttiva
del ritorno di Cristo e dell'instaurazione del "Regno". E questo concetto
della quaresima non lo traggono dal nulla. Lo assumono da un archetipo che
si ritrova in molte antiche tradizioni.
Il significato principale del numero quaranta (quaresima vuol dire
quaranta giorni) sembra che sia dall'antichità più remota proprio quello
dell'attesa. Attesa di che cosa? Attesa del compimento di un ciclo
storico, attesa del passaggio da una condizione di vita ad un'altra,
attesa non di una ripetizione di ciò che è già stato ma di un cambiamento
radicale.
Quaranta sono i giorni del diluvio…i giorni della permanenza del popolo
ebreo nel deserto… i giorni trascorsi da Mosè sul Sinai…i giorni che
passano dalla nascita di Gesù alla presentazione di lui al Tempio…i giorni
di permanenza di Gesù nel deserto…quaranta le ore dalla sepoltura alla
resurrezione…quaranta i giorni dalla resurrezione all'ascensione. Tutti
avvenimenti biblici che segnano una trasformazione radicale. Quaranta
dunque non è solo un numero, è un archetipo, un modello di una condizione
perenne della esistenza umana: l'attesa e la trasformazione.
Questo significato del numero quaranta si ritrova in molta parte della
religiosità antica. Ha avuto ad esempio un ruolo particolare nei riti
funebri di molti popoli. Il passaggio dalla vita alla morte secondo la
ritualità funebre antica non avviene subito dopo la morte ma dopo quaranta
giorni. Quaranta è infatti il numero di giorni necessario perché l'essere
umano si spogli definitivamente del proprio corpo. Un morto, secondo le
credenze, non è totalmente morto che alla fine di quel periodo e la
cerimonia di quel giorno, la quarantena, toglie le ultime proibizioni del
lutto. In alcuni popoli in quel giorno la vedova può pronunciare la
formula di rito "Ora io ti lascio", che la rende libera di passare a
seconde nozze. L'usanza della quarantena proviene sembra da questa
credenza, secondo cui il numero quaranta rappresenta un ciclo che
introduce in una vita nuova.
I Vangeli scrivono che Gesù visse quaranta giorni nel deserto prima di
iniziare la sua missione e quaranta ore nella tomba. In realtà le comunità
che produssero i Vangeli descrivevano la loro condizione e i loro ideali:
erano loro che vivevano in una specie di deserto morale e sociale, in una
specie di quarantena, fuori dalle strutture del Tempio, fuori dal vecchio
mondo che stava morendo, in attesa costruttiva (l'eucaristia, la
condivisione…) di un "nuovo mondo possibile" (per tradurre il significato
della loro attesa in linguaggio attuale) che loro chiamavano "regno di
Dio", "cieli nuovi e terra nuova".
La Quaresima in questo senso nuovo e antico di attesa costruttiva di un
mondo nuovo possibile forse ci appartiene. Quanti danni produce la
ossificazione e ritualizzazione sacrale delle tradizioni che impedisce
l'abbraccio fecondo fra tradizioni e vita!
Buona quaresima!
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