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Di fronte a questa terribile e dolorosa
realtà della morte siamo condotti a guardare con occhi nuovi
la nostra esistenza, le nostre relazioni, il senso della vita e dell'amore,
il significato dello stesso impegno per un mondo più giusto.
Che significa che Micha è morta ?
La fede su cui si fonda il nostro vivere,
sia essa fede religiosa o fede laica,
ce la troviamo messa in discussione
da questo interrogativo disarmante.
E soprattutto avvertiamo la menzogna
di quel senso di onnipotenza e quasi di immortalità
con cui rivestiamo la nostra esistenza.
Lo sappiamo, è vero, di essere fragili, appesi a un filo sottile
che ci tiene in piedi e in vita come per caso.
Qualcuno personalizza quel filo e lo chiama Dio o Provvidenza.
Ma in ogni caso impostiamo la nostra vita come se fossimo immortali.
Un tale senso di onnipotenza e immortalità
è una delle radici più profonde della violenza e distruttività umana: sconfiggere la propria morte con la morte dell'altro.
Il Gesù dei Vangeli ha detto:
"io sono la resurrezione e la vita: chi crede in me
anche se morto vivrà".


Si può intendere il Vangelo come una delle tante affermazioni
di onnipotenza e immortalità.
Si può accogliere invece come un inno alla vita
uscito dalla bocca di una esistenza spesa senza riserve,
per amore gratuito.
In Gesù vediamo non il figlio di un Dio onnipotente
ma il figlio di un Dio incarnato nella nostra realtà vita e di morte.
Allora credere in lui
può significare credere nella resurrezione di ogni persona
che vive e ama nella maniera quotidiana,
semplice e vera, della gente comune.
Per questo vogliamo pensare e credere
che Micha resta presente e viva,
sebbene in un impenetrabile mistero,
in mezzo alle persone a cui ha voluto bene
e che le hanno voluto bene.
A questo Dio, amore senza potere,
padre e madre senza ricatto,
figlio di tutte le madri e di tutti i padri,
spirito che tutto vivifica e da tutto è vivificato,
A questo Dio-relazione trinitaria ci rivolgiamo
perché accolga Micha e la benedica,
padre- figlio-spirito santo,
insieme a tutti noi.