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Firenze vi accoglie con un grande abbraccio. Non è
retorica.
Ci sono radici comuni tra i movimenti impegnati nella
costruzione di un mondo fondato su valori condivisi di socialità,
solidarietà e cooperazione, e coloro che nei momenti più alti della storia
di questa città hanno alzato la testa, lanciato gesti di sfida, costruito
processi di liberazione.
Firenze, città-mondo in cui si sono incontrati e parlati lingue e dialetti
diversi, città del dialogo e ambasciatrice di pace, è con voi, è con
coloro che praticano il dissenso creativo, la disobbedienza e la lotta
contro gli esiti disastrosi del liberismo e della guerra, che costruiscono
giorno per giorno "un'altra Europa" in un mondo diverso.
Ci sono forze che vogliono immobilizzare la città, che vogliono fare di
Firenze una immensa necropoli, che chiedono recinti e allontanamenti, che
alimentano scenari di paura e ossessioni securitarie per proteggere la
gigantesca rendita parassitaria costruita sul patrimonio artistico della
città. La storia della città a cui fanno riferimento è quella delle
gerarchie, delle corti e dei palazzi del potere, dei bastioni e dei borghi
fortificati, della cancellazione dei segni e degli spazi in cui si
esprimeva la vita e la libertà delle classi popolari.
L'altra storia di Firenze è scritta, con le sue sconfitte e i suoi
successi, nel protagonismo popolare e sociale, nel suo tessuto civile di
associazionismo solidale e di volontariato, nelle nuove pratiche di
aggregazione che affiorano dal basso, nelle esperienze di partecipazione e
democrazia diretta. L 'altra storia di Firenze è scritta in tanta parte
della sua architettura e del suo patrimonio artistico, negli edifici e
nelle piazze, come nella storia delle idee e nelle conquiste della sua
cultura. L 'altra storia di Firenze ha bisogno di nuova linfa e nuova
scrittura, di capacità critica e di confronto senza pregiudizi, ha bisogno
di progetto. E voi contribuite a questo.
Grazie di essere qui.
Enzo Mazzi
Firenze, piazza Santa Croce, 6 novembre 2002
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Pace per la pace
incontro ecumenico laico-religioso
di partecipanti al Forum Sociale Europeo
domenica 10 novembre ore 11
piazza dell'Isolotto - autobus 9
Mettere in gioco la propria esistenza è uno degli aspetti fondamentali
dell'agire sociale e politico. Si può chiamare coerenza di vita o
spiritualità. Non di rado invece sono gli obiettivi, i programmi, la lotta
che prevalgono fino ad annullare la ricerca di coerenza e spiritualità.
Nemmeno l'interiorità può prevalere.
Devono tenersi sempre la mano in una specie di ecumenismo globale coerenza
e obbiettivi, viaggio e approdo, essere e fare, preghiera e lavoro, fede e
razionalità, vita e politica, vuoto e pieno, poesia e documenti, musica e
parole, creatività e regole, silenzio e grido.
Non solo noi come individui abbiamo bisogno di riconciliare questi due
emisferi della vita fra loro complementari, ma anche noi come istituzioni
sia laiche sia religiose: essere pace per realizzare pace e unità.
Nell'iintenso programma del Forum sociale europeo non mancano aspetti di
coerenza e interiorità. Dopo tre giorni ricchi di manifestazioni, analisi,
appassionata ricerca di obbiettivi, sentiamo però il bisogno di un momento
di incontro che esprima la nostra ricerca quotidiana di ecumenismo
globale.
Promuovono l'incontro alcune realtà laiche e religiose (finora: Comunità
di base Isolotto, Comunità di base Le Piagge, ARCI, Comunità rom del
Poderaccio, Chiesa Evangelica Valdese di Firenze, Noi siamo Chiesa, Beati
costruttori di pace, Casa del popolo Isolotto, membri delle Comunità
senegalese e somala; Consiglio di Quartiere 4 di Firenze; Centro
Interconfessionale per la Pace; Emergency, AGESCI) e invitano i
partecipanti al Forum sociale europeo.
L'incontro sarà un happening: dopo una veloce introduzione sulle
motivazioni dell'incontro, brevissimi pensieri spontanei, letture di
poesie, preghiere, testimonianze, con alternanza di canti e danze della
pace, e con simbologie.
Fra i simboli: cesti con pane di tante tradizioni culturali, con frutti
della natura e con semi che serbano la speranza e il futuro (anche i rom e
le rom del Poderaccio offriranno la loro picinta e la pita cotte nei forni
del campo); un grande cesto in cui i partecipanti potranno offrire e
prendere messaggi, poesie, preghiere, brani di libri sacri e della
letteratura laica, per una condivisione delle radici da cui ciascuno trae
la linfa vitale e le fonti a cui alimenta la ispirazione ideale; ciotole
di acqua in cui collocare i "lucignoli fumiganti" che accompagnano il
nostro cammino nella notte, cesti con "stracci di pace" (Emergency).
Peace for peace
Lay-religious ecumenal meeting
among participants to the European Social Forum.
Sunday, 10 November, 11 a.m.
Piazza dell'Isolotto - N° 9 bus route.
The willingness to wager on one 's very existence is one of the basic
tenets of social and political action, whether you calI it moral coherence
or spirituality. What in many cases happens, however, is that goals,
programmes and struggles gain the upper hand or even eclipse the search
for coherence and spirituality, with no chance for even inwardness to
prevail. Coherence and aims, journeying and arriving, being and doing,
prayer and work, faith and rationality, life and politics, void and
fullness, poetry and documentary, music and words, creativity and
regulation, silence and outcry must proceed hand in glove in an ambient of
global ecumenism.
Not only do we as individuals need to reconcile these two complementary
hemispheres of life, but so do we as institutions, both lay and religious:
to be peace in order to bring about peace and unity.
In the packed agenda of the European Social Forum there is no lack of
issues dealing with coherence and inwardness. After three intense days of
events, analysis and impassioned search for goals, we feel the need to
meet in order to express our daily search for global ecumenism.
The meeting is promoted by a number of bodies, both religious and lay, (to
date: the Isolotto municipal area people's community, the Piagge municipal
area people's community, A.R.C.I., the Poderaccio Roma community, the
Waldensian Evangelical Church of Florence, Noi siamo Chiesa, The Beati
Costruttori d Pace, the Isolotto Casa del Popolo, members of the
Senegalese and Somali Communities; the Municipal Area Council N° 4 of
Florence, the Inter- faith Centre for Peace, Emergency, AGESCI) and which
extend an invitation to all participants to the European Social Forum.
The meeting will be a happening: after a brief introduction to explain the
reasons behind the meeting, there will be brief impromptu thoughts, poetry
readings, prayers and testimony, interspersed with singing and dancing for
peace.
A series of objects will symbolize the ideas underlying the meeting such
as, for example, baskets containing bread from different cultural
traditions, the fruits of nature, and seeds to sow hope and the future.
The Roma from the Poderaccio camp will offer their picinta, as well as
pita bread baked in Roma ovens. There will also be a pannier for
participants to offer and take messages, poems, prayers, passages from
holy scriptures and from lay literature, an invitation to share the roots
from which we all daw life and the founts of the inspiration of our ideals;
bowls of water in which to place the burning torches that light our
nightly path, baskets with "shreds of peace" (Emergency).
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