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Domenica 10 marzo 2002
Assemblea Eucaristica Comunità dell'Isolotto
VANGELO DI MATTEO
Insegnamenti di Gesù ai suoi discepoli.
5,2 - Allora egli aprì la sua bocca per ammaestrarli e disse: Beati i
poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli! Beati gli afflitti
perché saranno consolati! Beati i miti perché erediteranno la terra! Beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati! Beati
i misericordiosi, perché otterranno misericordia! Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio! Beati i pacificatori, perché saranno chiamati tigli
di Dio! Beati quelli che sono
perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei
cieli...
Oggi, questo brano, non lo sentiamo più con un senso di rassegnazione
passiva per tutte le
avversità che la vita ci riserva, anzi lo leggiamo e lo interpretiamo come
un invito alla lotta per una vita degna di essere vissuta su questa terra.
Julie M. Hopkins, nel suo libro "Verso una cristologia femminista" ci
dice: "... Gesù interpretò i segni del regno veniente in modo olistico; la
salvezza avrebbe incluso l'integrità fisica, la giustizia sociale e
l'equilibrio ecologico, oltre che l rinnovamento della religione e della
morale ". E ancora "È il senso escatologico di vivere sull'orlo di una
rivoluzione divina che dà l Nuovo Testamento il suo particolare dinamismo
e la sua forza di persuasione".
7, 12 -Tutto quanto adunque desiderate che gli uomini facciano a voi,
fatelo voi pure a
loro...
E' uno dei brani del Vangelo che mi ha sempre colpito maggiormente, nel
senso di una forte crescita interiore. Una parol/a che può sintetizzare
questo mio sentire è la tenerezza. Non aver timore di fare un complimento,
una carezza, un sorriso, una parola di incoraggiamento, quando vedi che è
il/ caso, non aver mai timore di essere rifiutata. Non ti scagliare contro
chi, in un determinato momento è obiettivamente dalla parte del torto, sii
compassionevole. Chissà quale senso di sollievo e di gioia puoi dare e
nello stesso tempo ricevere un piccolo gesto!
7, 28-29 - Or, avendo Gesù terminati questi discorsi, le turbe restarono
stupite della sua dottrina, perché Egli le ammaestrava come uno che ha
l'autorità e non come i loro scribi...
Gesù uomo di potere e non colui che ama il potere. Mi spiego meglio: ha,
con la sua Sapienza (Sofia), autorevolezza che è l'esatto contrario di
autoritario (despota). Questa mattina ci sono con noi degli esperti che ci
parleranno dei gruppi di auto-mutuo-aiuto: ci aiuteranno a capire meglio
quali sono le caratteristiche, le funzioni e gli obbiettivi del loro
lavoro. Nel leggere quanto relazionato ad un loro convegno, sono rimasta
colpita dal/la grande sensibilità che questi esperti, come operatori si
pongono nei confronti di questi gruppi di auto-aiuto. Massimo Cecchi,
psicologo, uno dei relatori dice: "Nei gruppi di auto-aiuto ci sono
persone che condividono un disagio. Io credo che anche oggi, qui, siamo
dei pari, siamo venuti a questo corso perché abbiamo un disagio comune
legato al nostro lavoro... ".
10,7-8 - Durante il viaggio predicate dicendo: il regno dei cieli è
vicino. Guarite i malati, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi,
scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. ..
Anche questo è un grande insegnamento che Gesù di Nazareth ci dà: la
gratuità di un gesto, di una azione. Sembra dire non fate pagare agli
altri un alto prezzo per quello che fortuitamente possedete. Non vi fate
prendete dalle tentazioni, dalle manie di onnipotenza.
10, 27 - Quel che vi dico nelle tenebre, ditelo alla luce del sole e
quello che vi è detto all'orecchio, predicatelo sui tetti...
Non tenetevelo gelosamente per voi. Non sia mai che quello che sapete, o
siete in grado di fare, lo usiate solo per fare accrescere un qualche
potere personale. Insomma siate generosi, sembra dire Gesù, non vi
risparmiate, condividete con altri il vostro sapere, siate trasparenti!
Che cos'è l'auto aiuto
Ci sono situazioni in cui chi non ha vissuto direttamente I' esperienza
che ci preoccupa tende a darci consigli che spesso cominciano con la
formula paradossale "io al posto tuo..., mentre avremmo bisogno non di uno
che con la fantasia si trovi al nostro posto ma che ci sia veramente
stato". Simonetta Gori Savellini, 1994
"I gruppi self help sono piccole strutture gruppali volontarie, per il
mutuo aiuto e per la realizzazione di obbiettivi particolari. Essi sono di
solito formati da pari, che si sono uniti insieme per una mutua assistenza
al fine di soddisfare un bisogno comune, vincendo un comune handicap o
comuni problemi inabilitanti, e portando ad un cambiamento personale e/o
sociale desiderato. Gli iniziatori e i membri di tali groppi percepiscono
che i loro bisogni non possono essere riconosciuti e risolti attraverso le
istituzioni sociali esistenti. I gruppi self help accentuano le relazioni
faccia a faccia e promuovono l'assunzione delle responsabilità da parte
dei membri.
Essi spesso offrono sia assistenza materiale sia supporto emotivo; sono
frequentemente orientati sulla "causa" e promulgano una ideologia o dei
valori, attraverso cui i membri possano conseguire un aumentato senso
d'identità". Katz e Bender (1976 )
CANTO
Quando credi di essere solo
su un atollo in mezzo al mare,
quando soffia la tempesta
e hai paura di annegare,
chiama, chiama piano
sai che non sarò lontano,
chiama tu, chiama piano
ed arriverò io in un attimo,
quell'attimo anche mio.
Quando crolla il tuo universo
tra le righe di un giornale,
quando tutto intorno è perso
e hai finito di sperare,
chiama, chiama piano...
Quando il fuoco sembra spento
e non pensi di aspettare,
quando il giorno resta fermo
e decidi di volare
quando certo di aver vinto
sulla nube di veleno,
nel tuo cielo già dipinto
di un crescente arcobaleno,
chiama, chiama piano... (2 volte)
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