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Preghiera eucaristica

Facciamo memoria della Pasqua
come passaggio da un'identità parziale e limitata
ad una pluralità che abita tutti noi,
tutto 1'universo.
Oggi la nostra vita si anima sempre più
di voci e di identità diverse.
La molteplicità dei cammini ci fa incontrare
donne e uomini, bambine e bambini,
diversi come noi,
che chiedono la parola, esigono riconoscimento,
occupano spazi,
innovano linguaggi, pensieri, comportamenti,
tradizioni.
La presenza delle differenze, che esiste da sempre,
si è oggi arricchita di nuovi volti e di saperi "altri".
Una società plurale e democratica
ci impegna ad andare oltre l' esistente,
a superare il conformismo e l'omologazione,
a de-costruire e ri-costruire le storie e le memorie,
i tempi e gli spazi, gli incontri e gli scambi.
Una società interculturale
non è l'evoluzione spontanea e naturale
del presente;
ma è il risultato di un impegno
intenzionale e condiviso
che va pensato, progettato, organizzato.


Questo ci sembra oggi il messaggio
che scaturisce dalla narrazione
la morte e resurrezione di Gesù,
che ci è stata comunicata
dalle prime comunità cristiane:
...perché cercate tra i morti colui che è vivo ?
non è qui, è risorto....

In questo spirito facciamo la memoria
dell'ultima cena
consumata da Gesù con i suoi apostoli.
Prese del pane, lo spezzò, lo distribuì loro
dicendo:
"questo è il mio corpo,
prendete e mangiatene tutti ".
Poi, preso un bicchiere,
rese grazie e lo diede loro dicendo:
"questo è il mio sangue
sparso per tutti i popoli".

Lo Spirito trasformi la memoria
che fonda la nostra ricerca di fede
in una testimonianza efficace
della gioiosa partecipazione
al passaggio da una identità parziale e limitata
a pluralità che anima ogni forma di vita
e tutto l'universo.