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Al segretario nazionale della CGIL
Al segretario regionale della CGIL
AI segretario del comprensorio fiorentino della CGIL

Le sottoscritte associazioni fiorentine, profondamente radicate nei valori della pace e della solidarietà tra i popoli, di fronte alla gravissima situazione determinata dall'efferato atto terroristico dell'11settembre e dalla dilagante ingiustizia che lo ha generato, esprimono profonda inquietudine per un possibile aggravamento della barbarie che le irresponsabili culture belliche potrebbero determinare.
Manifestano la necessità di un innalzamento della risposta popolare che si fondi sui valori essenziali della tradizione pacifista.
In tal senso appare centrale ed insostituibile il ruolo delle organizzazioni del lavoro ed in particolare della CGIL, da sempre caposaldo del tessuto civile ed espressione diretta di quei valori.
Con questo appello chiedono una chiara e decisa presa di posizione contro il terrorismo, contro la guerra e contro le minacce atomiche ed una forte iniziativa che sia di riferimento per tutti i lavoratori e l'intera comunità democratica in questo frangente storico.

Il Filo Rosso (Luciano Ariani 055410493) a nome e per conto di
ARCI Firenze
ARS
Il giardino dei ciliegi
Gruppo economico "Emesto Balducci" - Fondazione Balducci
Comunità della Badia Fiesolana "E.Balducci"
Comunità dell'Isolotto
Le donne in nero
Comunità di base delle Piagge
Il Comitato per la democrazia in Afghanistan - Circolo ARCI Isolotto


Firenze, 25 settembre 2001

   
   

 

   
   


TESTIMONIANZE  DOCUMENTI  RIFLESSIONI

RASSEGNA (APERTA)
DOPO GLI ATTENTATI
CONTRO GLI USA

A CURA DELLA
COMUNITÀ DELL'ISOLOTTO

FIRENZE 30 SETT. 2001

La riflessione che si è sviluppata in tutto il mondo dopo gli orrendi attentati negli USA dell'11settembre 2001 è complessa: riflette le molteplici sensibilità psicologiche ed etiche, le diverse identità culturali, la varietà delle condizioni sociali e anche i diversi interessi politici ed economici.


La Comunità ha dedicato i propri incontri di settembre in piazza Isolotto e alle "Baracche" a socializzare i sentimenti di lutto, di smarrimento, di paura e di angoscia e il bisogno di continuare a sperare e a operare per un cambiamento positivo nel segno della pace universale nella giustizia.


Ci siamo lasciati aiutare dai riferimenti alla Bibbia, letta ancora una volta con consapevolezza critica, al di fuori dell' orizzonte mitico e dogmatico, come memoria antica di saggezza e di spiritualità, come orma che indica il senso di un cammino che noi oggi siamo chiamati ad attualizzare e proseguire con tutta la nostra responsabilità e razionalità. I temi biblici su cui abbiamo riflettuto sono stati legati alle coppie disubbidienza/ubbidienza (la prima domenica di settembre Laura Grazzini ci dava testimonianza della "'disubbidienza creativa" dei duecentomila manifestanti del Genoa social forum nel mese di luglio), peccato/redenzione, resistenza/resa, morte/vita, demonio/Dio, dannazione/felicità eterna. Una lettura semplificatrice della Bibbia disarticola le coppie e considera legati fra loro e quasi confusi: da un lato i concetti di disubbidienza-peccato-resistenza-morte- demonio-dannazione e dal lato opposto ubbidjenza-redenzione-resa-vita-Dio-fèlicità eterna.


Questa lettura semplificatrice si fa forte dell'apparente chiarezza di alcune affermazioni che si ritrovano in tutto lo sviluppo della esperienza biblica, a cominciare dalla vicenda di Adamo ed Eva., fino all'Apocalisse di Giovanni che è l'ultimo libro della Bibbia.

"Tu puoi mangiare liberamente di ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, poiché qualora tu ne mangerai di certo morrai ". La disubbidienza di Adamo ed Eva, indotta dal primo disubbidiente che è il serpente/demonio, porta nel mondo la sofferenza., la maledizione, la morte: partorirai nel dolore... maledetta ... sarà la terra tramite tuo... essa ti produrrà ... spine e sofferenze... mangerai col sudore della tua fronte...finché alla terra tornerai. Genesi cap. 3).

"Poi vidi un cielo nuovo e una terra nuova... e vidi la città santa, la nuova Gerusalemme che scendeva dal cielo... e udii venire dal trono una voce che diceva: 'Ecco la tenda di Dio con gli uomini... egli sarà Dio-con loro, ed asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e la morte non ci sarà più, né grido né lutto né pena... e colui che sedeva ... sul trono disse 'ecco io faccio nuove tutte le cose... a chi ha ... sete io darò gratuitamente dal fonte dell' acqua della vita... ma per gl'ignavi, gli increduli, i depravati, gli omicidi, i fornicatori, i venefici, gli idolatri e per tutti i bugiardi, la loro sorte è lo stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda. (Apocalisse cap. 21).

Davvero sembra tutto semplice. Ma nelle pieghe di un discorso che appare a prima vista lineare si scorgono le tracce di contraddizioni che ci possono portare a conclusioni opposte a quell'intreccio, considerato ovvio, disubbidienza-morte... possono indurci cioè a legare insieme piuttosto ubbidienza- passività-resa-morte e al tempo stesso a vedere intrecciate disubbidienza-resistenza-consapevolezza-creatività-vita nuova,

 

La disubbidienza di Adamo ed Eva potrebbe significare in realtà l'inizio della presa di distanza dal puro istinto, la consapevolezza di sé, della duplicità bene-male che è in ogni essere umano, la scoperta dell'amore e della finitezza dell'esistenza che poi è stata chiamata morte, la quale in realtà è forza vitale che si trasforma. E il compito dell' evoluzione umana, della esistenza individuale e della storia umana potrebbe essere quello di portare a progressivo compimento l'amore liberandolo dai sensi di colpa,dall'angoscia della morte e dall'illusione della onnipotenza e dell'immortalità che è alla radice della violenza. E ognuno può rendersi conto quanto sia necessario oggi l'avanzamento e l'attualizzazione di una tale presa di coscienza di fronte al senso di precarietà che ci ha pervaso di fronte agli eventi drammatici di New York .


La Bibbia non è solo codificazione storica dalla parte del potere, come lo sono tutti gli annali, vi si trova anche l'eco della memoria dei senza potere. Forse qui sta una certa originalità della Bibbia: nell'aver reso visibile, anche solo nelle pieghe dei racconti e dei discorsi, non solo la storia del dominio ma anche quella della resistenza, non solo la storia dei vincitori ma anche quella dei vinti, e cioè, per usare espressioni bibliche, la storia dei "piccoli resti", delle "ossa risecchite", dei "lucignoli fumiganti", delle "pietre scartate", dei "disubbidienti agli uomini fino all'accettazione del supplizio per ubbidire a Dio che è Amore".

Oltre a questa serie di riflessioni bibliche ci siamo fatti aiutare da testimonianze attuali attraverso la lettura di documenti e articoli di giornali di carattere più esistenziale e vitale che tecnico-politico. Gli eventi di New York hanno veramente scosso il profondo di tutti aprendo le riflessioni a parole nuove. La speranza è che oltre le parole nuove nascano anche azioni nuove.
Alcuni di questi testi li abbiamo qui raccolti. Sono documenti della prima ora dopo gli attentati. È passato già del tempo, ma non sono scaduti. La raccolta resta aperta.

(Seguono 47 pagine di testi, articoli di giornale ecc.)