| |
|
TESTIMONIANZE DOCUMENTI RIFLESSIONI
RASSEGNA (APERTA)
DOPO GLI ATTENTATI
CONTRO GLI USA
A CURA DELLA
COMUNITÀ DELL'ISOLOTTO
FIRENZE 30 SETT. 2001
La riflessione che si è sviluppata in tutto il mondo dopo gli orrendi
attentati negli USA dell'11settembre 2001 è complessa: riflette le
molteplici sensibilità psicologiche ed etiche, le diverse identità
culturali, la varietà delle condizioni sociali e anche i diversi interessi
politici ed economici.
La Comunità ha dedicato i propri incontri di settembre in piazza Isolotto
e alle "Baracche" a socializzare i sentimenti di lutto, di smarrimento, di
paura e di angoscia e il bisogno di continuare a sperare e a operare per
un cambiamento positivo nel segno della pace universale nella giustizia.
Ci siamo lasciati aiutare dai riferimenti alla Bibbia, letta ancora una
volta con consapevolezza critica, al di fuori dell' orizzonte mitico e
dogmatico, come memoria antica di saggezza e di spiritualità, come orma
che indica il senso di un cammino che noi oggi siamo chiamati ad
attualizzare e proseguire con tutta la nostra responsabilità e
razionalità. I temi biblici su cui abbiamo riflettuto sono stati legati
alle coppie disubbidienza/ubbidienza (la prima domenica di settembre Laura
Grazzini ci dava testimonianza della "'disubbidienza creativa" dei
duecentomila manifestanti del Genoa social forum nel mese di luglio),
peccato/redenzione, resistenza/resa, morte/vita, demonio/Dio,
dannazione/felicità eterna. Una lettura semplificatrice della Bibbia
disarticola le coppie e considera legati fra loro e quasi confusi: da un
lato i concetti di disubbidienza-peccato-resistenza-morte-
demonio-dannazione e dal lato opposto
ubbidjenza-redenzione-resa-vita-Dio-fèlicità eterna.
Questa lettura semplificatrice si fa forte dell'apparente chiarezza di
alcune affermazioni che si ritrovano in tutto lo sviluppo della esperienza
biblica, a cominciare dalla vicenda di Adamo ed Eva., fino all'Apocalisse
di Giovanni che è l'ultimo libro della Bibbia.
"Tu puoi mangiare liberamente di ogni albero del giardino, ma dell'albero
della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, poiché qualora tu
ne mangerai di certo morrai ". La disubbidienza di Adamo ed Eva, indotta
dal primo disubbidiente che è il serpente/demonio, porta nel mondo la
sofferenza., la maledizione, la morte: partorirai nel dolore... maledetta
... sarà la terra tramite tuo... essa ti produrrà ... spine e
sofferenze... mangerai col sudore della tua fronte...finché alla terra
tornerai. Genesi cap. 3).
"Poi vidi un cielo nuovo e una terra nuova... e vidi la città santa, la
nuova Gerusalemme che scendeva dal cielo... e udii venire dal trono una
voce che diceva: 'Ecco la tenda di Dio con gli uomini... egli sarà Dio-con
loro, ed asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e la morte non ci sarà
più, né grido né lutto né pena... e colui che sedeva ... sul trono disse
'ecco io faccio nuove tutte le cose... a chi ha ... sete io darò
gratuitamente dal fonte dell' acqua della vita... ma per gl'ignavi, gli
increduli, i depravati, gli omicidi, i fornicatori, i venefici, gli
idolatri e per tutti i bugiardi, la loro sorte è lo stagno ardente di
fuoco e di zolfo, che è la morte seconda. (Apocalisse cap. 21).
Davvero sembra tutto semplice. Ma nelle pieghe di un discorso che appare a
prima vista lineare si scorgono le tracce di contraddizioni che ci possono
portare a conclusioni opposte a quell'intreccio, considerato ovvio,
disubbidienza-morte... possono indurci cioè a legare insieme piuttosto
ubbidienza- passività-resa-morte e al tempo stesso a vedere intrecciate
disubbidienza-resistenza-consapevolezza-creatività-vita nuova,
La disubbidienza di Adamo ed Eva potrebbe significare
in realtà l'inizio della presa di distanza dal puro istinto, la
consapevolezza di sé, della duplicità bene-male che è in ogni essere
umano, la scoperta dell'amore e della finitezza dell'esistenza che poi è
stata chiamata morte, la quale in realtà è forza vitale che si trasforma.
E il compito dell' evoluzione umana, della esistenza individuale e della
storia umana potrebbe essere quello di portare a progressivo compimento
l'amore liberandolo dai sensi di colpa,dall'angoscia della morte e
dall'illusione della onnipotenza e dell'immortalità che è alla radice
della violenza. E ognuno può rendersi conto quanto sia necessario oggi
l'avanzamento e l'attualizzazione di una tale presa di coscienza di fronte
al senso di precarietà che ci ha pervaso di fronte agli eventi drammatici
di New York .
La Bibbia non è solo codificazione storica dalla parte del potere, come lo
sono tutti gli annali, vi si trova anche l'eco della memoria dei senza
potere. Forse qui sta una certa originalità della Bibbia: nell'aver reso
visibile, anche solo nelle pieghe dei racconti e dei discorsi, non solo la
storia del dominio ma anche quella della resistenza, non solo la storia
dei vincitori ma anche quella dei vinti, e cioè, per usare espressioni
bibliche, la storia dei "piccoli resti", delle "ossa risecchite", dei
"lucignoli fumiganti", delle "pietre scartate", dei "disubbidienti agli
uomini fino all'accettazione del supplizio per ubbidire a Dio che è
Amore".
Oltre a questa serie di riflessioni bibliche ci siamo fatti aiutare da
testimonianze attuali attraverso la lettura di documenti e articoli di
giornali di carattere più esistenziale e vitale che tecnico-politico. Gli
eventi di New York hanno veramente scosso il profondo di tutti aprendo le
riflessioni a parole nuove. La speranza è che oltre le parole nuove
nascano anche azioni nuove.
Alcuni di questi testi li abbiamo qui raccolti. Sono documenti della prima
ora dopo gli attentati. È passato già del tempo, ma non sono scaduti. La
raccolta resta aperta.
(Seguono 47 pagine di testi, articoli di giornale ecc.)
|
|
|