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COMUNITÀ dell'ISOLOTTO
Assemblea eucaristica dell'8/4/2001
(preparazione di Gioietta e Mira)
 


1. Lettura del "Magnificat"
2. Presentazione del libro "Sul Magnificat" di Rosetta Stella, Ed. Marietti (a voce)
(in particolare pag.61: "IV. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata"
di Shahrzad Houshmand Zadeh (teologa islamica)
3. I "Talebani" (un po' di storia):
-il problema
4. Le Nazioni Unite cosa fanno?
5. I destini dell'umanità
6. La resistenza delle donne Afghane
7. Poesia


I TALEBANI (un po' di storia)

Nel 1996 i talebani conquistano Kabul (capitale dell' Afghanistan). La stampa internazionale li chiama studenti di teologia, ma sono invece dei rozzi ignoranti. Più che lo studio della religione li caratterizza l'appartenenza al sesso maschile e ad un gruppo etnico, i PASHTUN (sunniti), una delle tre etnie che si contendono l' Afghanistan.
Nel 1994/95 l'etnia P ASHTUN è la preferita dagli USA e perciò finanziata e armata col beneplacito dell'ONU.
"Più che il Corano i Talebani conoscono 1'uso delle armi che hanno imparato ad usare nel 1994 nelle scuole religiose rurali del Pakistan, dove furono accolti come profughi per andare alla conquista dell'Afghanistan. Sempre nel 1994/95 il Pakistan li ha organizzati, gli USA li ha finanziati.
Quando nel 1996 i Talebani sono arrivati a Kabul, per prima cosa trucidarono due personaggi del passato regime filo sovietico, poi proclamarono il loro ordine, basato sull'imposizione della tradizione islamica interpretata nella maniera più rozza. I giornali e i canali TV si coprirono di immagini dei due politici assassinati e dei loro assassini ridenti e armati, seguite da quelle di donne coperte di veli dalla testa ai piedi e accompagnate da notizie di donne bastonate, rinchiuse, impedite di recarsi al posto di lavoro e a scuola, bambine comprese.
Orribile. "E' la teologia che fa questi effetti?" si domandarono molti. Alcuni giornali pubblicarono le dichiarazioni indignate di credenti e studiosi dell'Islam: l'Islam non c'entra, dissero. I giornalisti precisarono in un secondo tempo che i cosiddetti studenti di teologia erano dei semianalfabeti.
Le violenze e le brutalità del "Talebani" nei territori da loro occupati, furono a suo tempo denunciate da Amnesty International ma restarono ignorate dal mondo. "Occhio non vede, cuore non duole", devono essersi detti al Dipartimento di Stato americano".


IL PROBLEMA
Il problema è, banalmente, che i "Talebani" da tempo non sono più sotto il controllo dei loro padrini USA.
Le condutture di petrolio che gli USA intendevano controllare attraverso di loro pare che ormai da tempo siano in mano del terrorimo islamico capeggiato dal miliardario Bin Laden, anche lui

ex alleato americano. Bin Laden è capo dell'integralismo islamico internazionale (proprio in questi giorni è stata scoperta una cellula terroristica a Gallarate ), i cui campi di addestramento militare oggi si trovano in Afghanistan .Gli USA chiedono ai "Talebani" la sua testa, ma i "Talebani" sono ormai su altre sponde.

LE NAZIONI UNITE COSA FANNO?
Il 19 gennaio scorso il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha votato una risoluzione che impone l'embargo sulle forniture d'armi ai Talibani.
I Talibani decidono di distruggere le statue dei Budda (patrimonio culturale dell'umanità intera, crocevia di diverse culture e religioni, incontro di popoli fra occidente e oriente sulla via della seta) scolpite nella roccia presso la città di Bamiyan. E' un ricatto verso l'ONU. Infatti da cinque anni aspiravano ad essere riconosciuti dall'ONU legittimi governanti dell'Afghanistan poiché controllano il 90 per cento del suo territorio.
-L '11 marzo scorso fanno correre Kofi Annan (Segretario generale dell'ONU) a Islamabad per trattare la non distruzione delle statue con il ministro degli esteri dei Talibani e il giorno dopo, 12 marzo, le distruggono. Ennesima dimostrazione di opportunismo masochistico dell'ONU?
Intanto cresce la tensione tra Tehran (Iran) e Kabul (Afghanistan) per l'appoggio militare fornito dall'Iran all'opposizione del nord. L' Alleanza del nord combatte il regime dei Talibani. Chi ne fa parte non si sa, ma si pensa l'etnia degli Hazara che i Talebani considerano una sottoumanità. A loro volta gli Hazara odiano i Talibani come non hanno odiato neppure i russi. Il Consiglio di stato dell'ONU non ha vietato la fornitura di armi all'opposizione del nord. I Talibani, proprio in questi giorni, per ritorsione hanno chiuso l'acqua che arrivava in Iran attraverso il fiume Hirmand. Il blocco delle acque ha seccato la palude di Hamoon con pesanti ripercussioni sull' agricoltura dell'Iran che sta seccando.

I DESTINI DELL'UMANITÀ
Guerre e riguerre per il controllo degli uni sugli altri. Tutto questo si ripercuote sul destino dell'umanità più debole e più povera. Politica ed economia globale variano secondo il momento, in un gioco infinito di distribuzione dei poteri. Tutto nel rispetto della "democrazia", ci dicono.
Come porre fine a tutto questo non lo so.
La libertà che Dio dona e che bisogna saper vedere non è la libertà degli uomini. La libertà che Dio dona è la libertà del Magnificat.
Ci hanno educato a vedere tutto il negativo da una parte e tutto il positivo dall'altra. Bene e male divisi. Non è così se si guarda il mondo con gli occhi del Magnificat, con gli occhi di Maria. Essa loda e ringrazia Dio per il suo concepimento giudicato male (peccaminoso) in quella società patriarcale, da harem, sempre pronta alla guerra.

Oppure l'intreccio fra bene e male è nel mondo come dentro ciascuno di noi?

LA RESISTENZA DELLE DONNE AFGHANE
Le donne Afghane ( e non solo) non possono mostrare il viso, non possono andare a lavorare, non possono andare a scuola ecc. Sono schiave dei maschi e trofei di guerra dal tempo del ratto delle Sabine allo stupro etnico che ben conosciamo.
Eppure, perfino nelle situazioni più disumane, la resistenza delle donne c'è. E' una resistenza diversa dall'uso delle armi.

In Afghanistan le donne si incontrano in case diverse. Apparentemente per cucinare ecc. Invece studiano, fanno scuola alle bambine, fanno piccoli scambi di merce per sopravvivere.
In questi casi trasgredire le leggi è necessità perché è questione di vita o di morte, la morte civile che è forse peggiore della morte corporale perché uccide l'anima di un essere umano.
La resistenza delle donne E' NUOVA CULTURA:
-perché inventa linguaggi nuovi per intendersi in segreto; mettono in pratica saperi che rompono 1'isolamento cui sono costrette e servono a mantenere viva la speranza di nuovi e diversi spazi di vita civili e religiosi.
La cultura delle donne che non usa la forza della guerra, ma passa attraverso la resistenza per cercare spazi di vita è una cultura che non è arroganza di potere, ma umile ricerca di amore per la vita.
Di conseguenza c'è una diversità femminile come sapere che parte dall'esperienza di sé come debolezza, contro i poteri forti di dominio, poteri particolari e non solo globali.
Per es. oggi non grido più contro gli USA genericamente. Gli USA sono abitati da gente diversa, e come in ogni paese c'è chi domina (col denaro come attraverso i mass-media) e c'è chi soffre tale dominio. Oggi sono contro i poteri forti che in ogni Stato o governo o economia sono al servizio di se stessi e per questo opprimono e fanno soffrire tanta gente. Come i Talebani ma, purtroppo, anche come l'ONU di adesso.


POESIA
Questa poesia viene letta pensando alle donne in Afghanistan completamente coperte dal burka (mantello che copre da capo a piedi, occhi compresi, dove la luce può penetrare solo attraverso grate di stoffa).

"OMBRE ROSE OMBRE"
di Ingeborg Bachmann

Sotto un cielo straniero
ombre rosa
ombre
su una terra straniera
tra rose e ombre
in un'acqua straniera
la mia ombra


Le notizie e i dati riportati sono stati tratti in particolare da:
"Via Dogana" N.29/l996 (Rivista di politica)
e dai seguenti quotidiani:
Il Manifesto - 11/3/200l
La Repubblica -12/3/2001
La Repubblica - l3/3/2001
La Repubblica - 2l/3/2001
La Repubblica - 23/3/2001
Il Manifesto - 29/3/200l
Il "Sole 24 Ore" - l/4/200l
Il Manifesto - l/4/2004