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Comunità Isolotto
Domenica 3 febbraio 2001
Eucaristia condotta dal gruppo: Adriana, Benedetta, Enzo, Fiorella.
L'uso di Dio e delle religioni per giustificare gli ordinamenti esistenti
Lettura biblica:
"Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima,
con tutta la tua mente. Questo è il massimo e primo comandamento. Il
secondo poi è simile a questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da
questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti". (Matteo, 22,
34-40)
Pensieri:
- Sembra che sia impossibile dare senso alla propria vita, ad esempio
impossibile amare il prossimo, senza pensare a un "oltre", a un qualcosa
che è prima e dopo, prima del tempo e dello spazio, dopo il tempo e lo
spazio, prima della vita e dopo la morte. Di tale "oltre" fa parte anche
la nostra coscienza profonda che è frutto della storia ma anche
irriducibile alla storia. Questo "oltre" viene chiamato in molti modi e
non di rado è chiamato proprio Dio.
- La potenza del richiamo a tale "oltre", che comprende anche il richiamo
alla coscienza, è più forte di ogni autorità o potere. "Non abbiate paura
di loro: possono uccidere il corpo ma non l'anima" dice il Vangelo. Mentre
Dio, aggiungo io, per come viene di norma rappresentato può uccidere sia
il corpo che l'anima.
- Di qui la necessità che ha ogni autorità o potere di stabilire un legame
il più stretto possibile con tale "oltre" o insomma con Dio. Non basta
l'autorevolezza, la logica, l'interesse terreno e nemmeno il senso comune
a ottenere consenso, non basta la coercizione fisica o la paura dei mali
fisici a ottenere sottomissione. La potenza del riferimento alla propria
coscienza o se si vuole a Dio è più grande della politica e perfino del
potere d'intimidazione della bomba atomica.
Documenti:
Fin qui siamo nell'ambito di convinzioni per noi ormai consolidate, direi
quasi ovvie. Vorrei portare il contributo di una ulteriore conferma
leggendo alcuni brani da un libro che mi sono andato a rileggere in
occasione del discorso che è stato fatto sulla presunta superiorità
dell'Occidente: Erik Peterson, Il monoteismo come problema politico,
Queriniana, 1983. Il libro esce nel 1935 da un dotto teologo tedesco che
prima era stato protestante e poi si era convertito al cattolicesimo in
polemica con l'accondiscendenza ai poteri politici delle dirigenze
ecclesiastiche
protestanti. Peterson è un oppositore del nazismo e scrive il libro
proprio in funzione antiregime. Egli mostra e dimostra che il
cristianesimo all'origine non è monoteista. Il dio del Vangelo è
essenzialmente relazione e in qualche modo pluralismo: è un Dio
trinitario, è un Dio amore in quanto relazione fra persone diverse. È da
Costantino che il cristianesimo diventa fede monoteista, cioè adorazione
di un Dio unico, Padre onnipotente, creatore e signore del cielo e della
terra, in funzione di giustificazione e sostegno all'assetto imperiale
universale del potere romano. E all'inizio lo fa per contrastare l' accusa
che veniva fatta ai cristiani di essere nemici dell'impero e negatori
della divinità dell'imperatore. Sono i Padri della Chiesa che dicono in
sostanza: guardate che i veri difensori della sacralità dell' impero siamo
proprio noi. La nostra religione è superiore alle altre proprio perché
crediamo in un solo Dio in cielo dal quale deriva ogni potere anche sulla
terra. È il politeismo la causa delle guerre fra popoli e delle
ribellioni. Perché ognuno ha il proprio Dio e tutti questi dèi sono in
lotta perenne fra loro. Solo la fede in un dio unico può portare a un
unico dominio, quello dell'imperatore romano, e alla pace stabile se non
eterna fra le nazioni e i popoli.
Tale problema esisteva ancor prima di Costantino. Sembra che gli
imperatori romani precedenti avessero già tentato di incoraggiare e
diffondere il culto a un dio generico, universale, un dio supremo e
celeste in cui tutti gli altri culti e religioni e anche i cristiani
stessi potessero riconoscere qualche tratto del proprio dio: e questo dio
universale era stato individuato nel "dio sole". Sembra che Costantino
nella battaglia del ponte Milvio contro Massenzio non avesse sui labari
l'insegna di Cristo ma proprio quella del dio sole. Solo in un secondo
momento, diventato unico imperatore, avrebbe assunto la religione
cristiana come strumento di sacralizzazione della sua autorità unica e
cemento dell'unità dell'impero.
I cosiddetti "Padri della Chiesa" da Costantino in poi, seguono tutti la
stessa ideologia: uno l'impero, uno il potere, uno Dio.
- A cominciare da Eusebio, il primo storico ecclesiastico vissuto in
Palestina dal 265 al 340 circa e divenuto vescovo di Cesarea di Palestina
nel 313. Grande amico di Costantino, suo biografo e da lui ricoperto di
onori e ricchezze.
Esiste un profondo legame in Eusebio - scrive Peterson - fra la fine degli
stati nazionali, la fine del politeismo, la monarchia di Augusto e la
venuta di Cristo.
"Chi potrebbe non meravigliarsi - sono parole di Eusebio - se pensa tra sé
e riflette che non può essere opera di uomini, che soltanto a partire dai
tempi di Gesù e non prima, la maggior parte delle nazioni siano giunte
sotto l'unico dominio dei romani ... e Augusto diventò unico sovrano sulla
maggior parte delle nazioni ... che ciò non coincidesse casualmente con
l'insegnamento del nostro salvatore, chi non lo vorrebbe ammettere, se si
pensa che per i suoi discepoli non sarebbe stato facile muoversi in tutte
le direzioni se le nazioni fossero state isolate fra loro ... avendo
ciascun popolo la sua sovranità? Dio che è sopra di tutti aveva davvero
preparato loro la via e, attraverso il timore nei confronti dell'impero
aveva fatto cessare le esplosioni di ribellione da parte dei superstiziosi
del
del politeismo ... ma quando apparve il Signore e Salvatore e
contemporaneamente al suo avvento, Augusto, primo tra i romani, diventò
sovrano fra le nazioni, si dileguò il frazionamento pluralista della
sovranità nelle singole nazioni e la pace avvolse tutta la terra ... sotto
il nuovo nome di Cristo, innumerevoli popoli e nazioni hanno abbandonato i
loro dèi tradizionali e il loro vecchio superstizioso errore politeistico
richiamati a colui il quale è Dio unico ... per questo viene ora donata ad
essi la pace più profonda poiché non esiste più una sovranità pluralistica
e una regalità locale, al contrario ognuno si riposa dal suo lavoro
agricolo all'ombra di una vite o di un fico poiché niente più lo spaventa
".
Per cui, secondo Eusebio, - commenta Peterson - il monoteismo è iniziato
in linea di principio con la monarchia di Augusto e con la fine delle
nazionalità. È Augusto che inaugura il monoteismo. Ciò che però ha avuto
inizio con Augusto diventa realtà piena con Costantino. All'unico re sulla
terra corrisponde 1'unico re in cielo e l'unica religione sovrana quella
di Cristo.
- Le idee di Eusebio hanno avuto un' enorme influenza storica. Le
ritroviamo ovunque nella letteratura dei padri della Chiesa.
Prudenzio poeta spagnolo, latino cristiano, del terzo secolo scrive:
"Vuoi che ti dica, romano, qual è la causa del così grande successo dei
tuoi sforzi, il sostegno che ha permesso alla tua gloria di accrescersi al
punto da imporre al mondo il freno del tuo dominio? I popoli avevano
lingue differenti, i regni civiltà discordanti, Dio volle riunirli
sottomettendo a un solo impero tutto ciò che era civilizzato... affinché
l'amore della religione tenesse uniti i cuori degli uomini; infatti non
c'è unione degna di Cristo se uno spirito unico non associa intimamente le
nazioni - infatti che posto potrebbe esserci per Dio in un mondo violento
e nel cuore degli uomini in disaccordo e che difendono in diversi modi i
loro diritti, come fu una volta? ".
E via di questo passo...
Peterson conclude criticando il monoteismo come degenerazione pericolosa
anche per il suo tempo, il tempo della dittatura nazista, e rivendicando
invece il ruolo teologico e politico del dogma cristiano della Trinità di
Dio in opposizione al dogma del Dio unico o monoteismo.
È una conclusione per noi un po' misera. Non è stata la Trinità a impedire
l'uso politico della religione da parte del nazionalismo fascista e
nazista e non sarà la Trinità a impedire tale uso da parte dell'attuale
dominio mondiale. Ma questo è un altro discorso.
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