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Comunità dell1solotto
via degli Aceri, 150142 Firenze

 






E' un crimine sconvolgente la strage contro gli indios di Acteal nel Chiapas, avvenuta lunedì scorso.
Sono stati uccisi e feriti bambini e donne incinta riuniti in chiesa per la Messa e in una scuola. Monsignor Samuel Ruiz, vescovo di San Cristobal de las Casas, chiede un esame di coscienza del mondo sviluppato e domanda azioni concrete perché si fermino le mani assassine dei corpi paramilitari e siano ripresi i negoziati per la pace nella giustizia sociale.
La Comunità cristiana di base dell'Isolotto di Firenze, riunita nella Veglia di Natale, per fare la memoria della nascita di Gesù e intrecciarla con la realtà attuale dei bambini e bambine fra negazione e diritti, chiede al governo italiano di sospendere anche da solo l'accordo di libero scambio stipulato col Messico dall'Unione Europea l'8 dicembre scorso, accordo che include anche una clausola sociale e cioè il rispetto dei diritti umani e democratici.
La richiesta della Comunità dell'Isolotto è fatta propria da Eros Cruccolini, Presidente del Quartiere 4 del Comune di Firenze.



Firenze, la notte di Natale 1997

COMUNE DI FIRENZE
UFFICIO QUARTIERE Il Presidente
AREA METROPOLITANA N. 4. "Isolotto Legnaia"
E DECENTRAMENTO

Il Consiglio del Quartiere 4, Isolotto-Legnaia, del Comune di Firenze sente il bisogno
e il dovere di stigmatizzare con la più ferma condanna la strage contro gli indios di Acteal nel Chiapas, avvenuta lunedì 22 dicembre scorso. Sono stati uccisi e feriti bambini e donne incinta riuniti in chiesa per la Messa e in una scuola.
Monsignor Samuel Ruiz, vescovo di San Cristobal de las Casas, chiede un esame di coscienza del mondo sviluppato e domanda azioni concrete perché si faccia chiarezza al più alto livello istituzionale sui mandanti e non solo sugli esecutori materiali dell'eccidio, perché si terminino le mani assassine dei corpi paramilitari e infine perché siano ripresi i negoziati per la pace che può realizzarsi solo nel rispetto dei diritti umani e sociali degli indios e nella giustizia sociale.
Il Consiglio del Q4 di Firenze, che ha stabilito l'anno scorso un rapporto di solidarietà e di scambio privilegiato col Chiapas, individuando nel vescovo Samuel Ruiz il referente principale, sollecitato anche da organismi di base, quali ad esempio la Comunità dell'Isolotto, riunita nella Veglia di Natale, chiede al governo italiano di sospendere anche da solo l'accordo di libero scambio stipulato col Messico dall'Unione Europea l'8 dicembre scorso, accordo che include anche una clausola sociale e cioè il rispetto dei diritti umani e democratici, finché il governo messicano non abbia dato prova concreta e non solo a parole, di soddisfare le richieste della comunità india del Chiapas, vittima di una grave oppressione sociale, culturale e politica.


IL PRESIDENTE DEL C.d.Q.
(Eros Cruccolini)

 

 

 

PER LUI NON C'ERA POSTO...E FU ADAGIATO IN UNA MANGIATOIA:
IL BAMBINO FRA NEGAZIONE E VIOLENZA.

Quest'anno la Veglia in piazza Isolotto si snoda fra la memoria sempre generativa della nascita di Gesù e la realtà della nascita dei bambini nella società attuale.
Gesù, nella memoria del Vangelo, è un bambino che viene accolto da persone piene di attenzione e di cura, i genitori, i pastori, i magi. Ma viene anche respinto da una società, quella di Betlemme, che non ama molto gli stranieri, nega loro ospitalità: "non c'era posto per loro...e Gesù appena nato fu adagiato in una mangiatoia". E' infine aggredito dal potere, simboleggiato da Erode, che considera il bambino oggetto di proprietà su cui esercitare diritto di vita e di morte. Questo bambino, però, amato, accolto, respinto, ignorato e aggredito è come la gemma che annuncia e crea il futuro.
Sono passati duemila anni e molte cose sono cambiate. Ma c'è come uno schema di fondo che resta, che ci interpella e ci impone scelte vitali.
La violenza sui bambini (emergenza del momento), la negazione istituzionale dell'ospitalità ai figli d'immigrati senza visto (altra emergenza drammatica), il rifiuto opposto da una parte della città, minoritaria ma aggressiva, verso i progetti istituzionali di integrazione dei bambini rom (terza emergenza), sono la riproposizione attuale della violenza e del rifiuto verso il bambino Gesù.
Ma oggi c'è anche uno straordinario clima di accoglienza. Il bambino era fino a qualche decennio fa solo oggetto di cura e di assistenza. Oggi è egli stesso "soggetto" di diritti. Tale soggettività dei diritti nel nostro territorio è particolarmente curata, anche se c'è ancora tanta strada da fare. Il Quartiere 4 è all'avanguardia, a livello cittadino e nazionale, per la realizzazione di servizi verso l'infanzia e il mondo giovanile, perché i diritti dei bambini non restino solo una dichiarazione.
Insieme a tante altre realtà sociali, la Comunità dell'Isolotto ha avuto ed ha un ruolo non secondario nella realizzazione di questa culla territoriale assai accogliente. A cominciare dalle esperienze di famiglie affidatarie che nacquero qui all'Isolotto, nella parrocchia, negli anni cinquanta, quando ancora l'affidamento era quasi tabù, per finire con la pubblicazione fresca d'inchiostro dell'ultima esperienza di ricerca educativa insieme ai bambini e non soltanto "per" i bambini, pubblicazione intitolata "Miti, scienza, Vangelo" edita dalla Libreria Editrice Fiorentina. E' un racconto vivo per bambini. ed è un'esperienza che continua con la realizzazione per il terzo anno consecutivo di incontri alle "Baracche" fra gruppi di persone anziane con tutte le loro storie di vita e bambini e ragazzi delle scuole con la loro sete di conoscere oltre i libri.
E poi c'è il fronte dell'accoglienza verso i bambini immigrati. Esprimiamo particolare solidarietà col popolo curdo che bussa disperatamente alle nostre porte, diviso dai confini di quattro stati, unito dalla violenza subita da parte dei poteri di questi stessi stati. Unito soprattutto da un'antichissima raffinata cultura, dalla quale, secondo testimonianze storiche fondate, potrebbe derivare la stessa civiltà etrusca.
Alla Veglia inoltre anzi prima di tutto c'è lei, la neonata da accogliere, la gemma che annuncia e crea il futuro. Alla Comunità viene presentata Anna, figlia di una coppia in cui si lega la cultura curda e la cultura italiana. E' un intreccio che ha anche un grande valore simbolico. Apre all'orizzonte interculturale verso cui s'indirizza il nostro cammino. Per cui accogliere questa bimba significa per noi abbracciare il futuro.
Il Natale deriva dalla memoria evangelica. Nel suo significato più profondo, che sta a fondamento della stessa festa cristiana, è però legato anche ai miti e alle memorie di tante culture e religioni. Esso ha risonanze non solo nella sensibilità religiosa ma anche nella coscienza laica.
Durante la Veglia oltre a condividere la parola e il pane, faremo anche la condivisione di alcune principali Dichiarazioni internazionali dei diritti dell'infanzia, qui pubblicate.
Forse il Natale può esser vissuto come festa dei diritti dei bambini e bambine, attuati e non solo proclamati, perché il mondo abbia un futuro.
 

 

Comunità dell'Isolotto
Firenze



PER LUI NON C'ERA POSTO...


...E FU ADAGIATO

IN UNA HANGIATOIA:


I BAMBINI E LE BAMBINE
TRA NEGAZIONE E DIRITTI




Veglia di Natale 1997


Anna che questa notte è in mezzo a noi
è motivo di speranza e di gioia.
Noi la accogliamo
come un dono dell'amore
per essere da lei stimolati
verso una ricerca di fede
che non conosce sicurezze ideologiche
e non ha confini.
La accogliamo in questa comunità cristiana
per educarla alla libertà, alla capacità critica, alla possibilità di esprimere i bisogni vitali
senza condizionarla nelle scelte.
Facciamo il battesimo con questa fede,
con questa speranza, con questo impegno.
Il gesto di versare l'acqua
esprime la coscienza del nostro collegamento
con le tradizioni e culture di tutti i popoli,
con i grandi fatti della Bibbia
e di tutta la tradizione cristiana:
in particolare con il battesimo di Gesù nel Giordano. Come Giovanni di fronte a Gesù,
anche noi di fronte a questa bimba,
di fronte a tutti i bambini,
a quanti sono considerati "nulla"
dalla saggezza e dalla potenza,
di fronte ai discriminati e agli ultimi,
affermiamo che siamo noi a dover essere battezzati,
a dover passare attraverso l'acqua
che è segno di liberazione e resurrezione.

Con questo spirito, Anna, noi ti battezziamo
nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Vogliamo esprimere inoltre
il legame che unisce il battesimo di questa bimba
e di tutta la comunità
con la vita, l'annuncio e la testimonianza di Gesù. Egli, di fronte ad un bambino disse:
"Se non diventate come lui
non entrerete nel Regno dei cieli"
e la sera prima di essere ucciso,
mentre sedeva a tavola con i suoi amici,
prese del pane, lo spezzò, lo distribuì loro dicendo: "Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo
Poi, preso un bicchiere, rese grazie
e lo diede loro dicendo:
"Questo è il mio sangue,
che viene sparso per tutti i popoli".

Invochiamo il tuo Spirito
perché renda efficace il nostro impegno
per recuperare il significato del battesimo, riappropriarci dei suoi valori profondi,
trasformarlo in occasione di liberazione
e in strumento di vita
particolarmente per il popolo curdo
a cui questa bimba è legata.
In questo Spirito ti chiamiamo Padre,
seguendo l'invito di Gesù:


"Padre nostro..."

 

 


 

Cronaca della Veglia svolta in piazza dalla Comunità dell'Isolotto la notte di Natale 1997.

 

La Veglia che la Comunità dell'Isolotto ha svolto la notte di Natale  in piazza dell'Isolotto ha assunto come simbolo centrale l'ambiguità della "mangiatoia" del vangelo di Luca: segno di esclusione ("poiché per lui non c'era posto nella città di Betlemme...fu adagiato in una mangiatoia") e al tempo stesso di accoglimento perché qualcuno vide nel bambino emarginato e oggetto di violenza la gemma che annuncia il futuro.

Alle soglie del terzo millennio, molte cose sono cambiate, ma lo schema di fondo resta: anche oggi il bambino, la bambina, si trovano adagiati nell'ambiguità, cioè fra negazione e diritti. Questo è stato il tema che si è snodato nella Veglia attraverso varie modalità espressive: documentazioni, testimonianze, poesie, letture bibliche, preghiere, musiche e canti.

Una mostra di immagini e testimonianze documentava visivamente l'ambiguità oggi della "mangiatoia".

Rappresentanti e volontari di Amnesty International hanno documentato sulla violenza nei confronti dei bambini "rifugiati", profughi, emarginati, ridotti in schiavitù, fatti sparire. Ma hanno anche testimoniato sulla straordinaria forza di resistenza che si oppone contro tale violenza e sulle campagne di sensibilizzazione condotte a livello italiano e mondiale dalla loro organizzaizone.

Rappresentanti del Quartiere 4 hanno a loro volta documentato sul grande lavoro che si fa nel territorio per creare la "città a misura del bambino\a" e concretamente rispettosa dei suoi diritti.

E' stato letto un documento di denuncia dell'orrendo massacro di bambini e donne incinte avvenuto nel Chiapas e di pressione perché il governo italiano sospenda il trattato di libero scambio recentemente stipulato col Messico dall'UE.

Anna, la neonata di una coppia mista, lui curdo lei italiana, è stata presentata alla Comunità e ne è stato celebrato il battesimo, come segno del futuro interculturale verso cui siamo incamminati.

Alla fine, oltre alla spartizione del pane della eucaristia cristiana, è stata fatta la condivisione di un fascicolo contenente i principali testi dei diritti dei bambini e bambine sanciti dalle convenzioni internazionali, "affinché non restino solo parole", ma penetrino nelle coscienze, nel vivere comune e nella società.

La Veglia è stata partecipata da alcune centinaia di persone, di varie culture, credenti di fedi diverse e non-credenti, in una notte dal clima eccezionalmente mite.