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COMUNITÀ ISOLOTTO -Firenze

DACCI OGGI
IL NOSTRO PANE
QUOTIDIANO:
 

Pane accaparrato, negato,
fonte di maledizione;
pane condiviso, moltiplicato,
fonte di benedizione
per tutti

NATALE 1996
VEGLIA
 

PREGHIERA EUCARISTICA

"Dacci oggi il nostro pane quotidiano":
per noi più che una preghiera è un grido.
È il grido del mondo della fame:
quasi un miliardo di esseri umani
in continua crescita in ogni parte della società.
Come il grido del sangue di Abele,
così il grido della fame parte dalla terra insanguinata, e giunge a te che sei l' "origine",
qualsiasi nome si dia alla fonte della realtà e della vita,
dio o natura o coscienza o altro.
Dall' "origine" il grido torna alla terra come maledizione.
Ma che ci fa il grido del sangue di Abele in bocca a Caino? "Dacci oggi il nostro pane quotidiano",
è ormai trasformato in preghiera rituale.
Recitato da milioni di bocche sazie oltre misura
eppure sempre avide,
suona come una provocazione rivoltante:
dacci oggi il "nostro" pane,
il pane che ci spetta come proprietà esclusiva.
Ma il pane accaparrato e negato è fonte di maledizione.
E così mentre una parte di umanità, sempre più piccola,
muore di eccessi,
un'altra parte, sempre più ampia, muore di fame.
Questa è la maledizione.
Che ci fa il grido del sangue di Abele in bocca a Caino?
I potenti della terra gridano contro la fame nel mondo.
Ma spesso coprono politiche economiche generatrici di fame. "Dacci oggi il nostro pane quotidiano"
ha un significato diverso in bocca a Gesù,
povero fra i poveri,
nato in una stalla, vissuto senza fissa dimora,
finito sul patibolo insieme a poveri ladri, solo,
senza avere alle spalle o sotto i piedi
la potenza di una organizzazione ecclesiastica o civile.

"Dacci oggi il nostro pane quotidiano"
esprime la fecondità della terra da condividere,
da spartire e da moltiplicare
perché basti per tutti.
Il pane condiviso è pane moltiplicato,
fonte di benedizione universale.

Sono tante, sebbene spesso prive di visibilità,
le esperienze di con divisione reale.
In cui spezzare il pane è dare se stessi,
dare il proprio corpo, la propria vita,
non dall'alto ma in condizione di parità.
Sono tante le esperienze che si avvicinano a quella di Gesù:

la sera prima di essere ucciso,
mentre era a tavola con i suoi,
spezzò il pane, lo benedì, lo diede loro e disse
'prendete e mangiatene questo è il mio corpo'.
Poi prese un bicchiere di vino e disse:
'prendete e bevetene tutti, questo è il mio sangue'.

Sono tante le esperienze che attualizzano
questa memoria di Gesù,
oltre le fedi e le appartenenze di ogni tipo.
Spesso si trovano nelle pieghe della società
ma aprono a un orizzonte nuovo di vita, di cultura e di organizzazione sociale.
Che il tuo Spirito moltiplichi queste esperienze,
trasformi questo pane,
lo renda pane condiviso, pane moltiplicato,
pane sufficiente per tutti,
fonte di benedizione universale.

Padre nostro...


LA MANNA

La manna come miracolo forse non è mai esistita. La manna potrebbe essere un frutto del deserto. Ma per la Bibbia è un simbolo per tutte le generazioni: il pane è sempre un bene donato dal Signore, nel senso che nessuno può dire che il pane è proprietà esclusiva, nessuno ha il diritto c accaparrare il pane e di negarlo. Il pane accaparrato imputridisce, il pane condiviso non manca a nessuno. La condivisione è la legge fondamentale della condizione umana.

Il Signore disse a Mosè nel deserto:
'Ecco io vi farò piovere pane dal cielo;
e il popolo andrà a raccoglierlo quanto gliene bisogna giorno per giorno
e così lo metterò alla prova, se cammina secondo la mia legge. La mattina quando la rugiada fu evaporata,
ecco sulla superficie del deserto qualcosa di minuto
e granuloso, di sapore come di schiacciata fatta col miele.
E Mosè disse loro: Questo è il pane che il Signore vi dà per mangiare. Raccoglietene quanto serve per il proprio alimento, nessuno ne serbi per domattina'.
E i figli d'Israele fecero così
e s'avvidero che chi ne aveva raccolto molto non gliene mancava e chi ne aveva raccolto poco non gli mancava,
e lo chiamarono manna.
Ma alcuni non obbedirono a Mosè e serbarono la manna;
ma ci entrarono i vermi e imputridì.
E Mosè disse:
'Il Signore vuole che si custodisca una misura di manna
per le future generazioni, affinché vedano il pane
con cui vi ho cibati nel deserto, quando vi trassi dall'Egitto'.
ESODO, 16