Home                                            Notizie    Storia    Archivio storico     Incontri Domenicali    Esperienze Educative    Libri    Progetti Condivisi     Echi di Stampa   e-Link      Contatti
RICERCA <           Y   '81 '82 '83 '84 '85 '86 '87 '88 '89 '90 '91 '92 '93 '94 '95 '96 '97 '98 '99 '00 > NOTIZIARIO       VEGLIE
               a             W  09 10 12 15 17 32 40 42 43 52          
   

 

Signore, di fronte a questo evento,
ci interroghiamo smarriti, senza trovare risposte facili e consolatorie.
Da un lato ci rendiamo conto che la morte,
è un fatto naturale, legato al ciclo della vita, anzi la morte è vita in divenire,
Nulla di ciò che siamo, nulla di quanto seminiamo
e realizziamo, può andare perduto.
In questo momento, però,
di fronte alla morte di un fratello
cui siamo legati da affetto e amicizia,
tendono a prevalere sentimenti di sofferenza,
di vuoto e di smarrimento.
Anche la nostra fede viene messa in discussione Gesù stesso, sulla croce, morendo grida:
"Dio mio, perché mi hai abbandonato?"
Questo nostro fratello Renato
ha vissuto in mezzo a noi e con noi
un'esistenza serena e costruttiva,
piena di solidarietà, disponibilità verso tutti, mitezza, attenzione, ascolto,
spirito di servizio disinteressato.
Che significato può mai avere la morte
di fronte a tutti questi aspetti positivi?
Di fronte a questi valori di vita?


Nella Bibbia non troviamo
risposte già pronte e rassicuranti.
Vi abbondano però i segni della speranza
e della vita che non muore.
Questi segni ci indicano la strada di una ricerca positiva. Come quando Gesù disse:
"Quanto alla resurrezione dei morti,
non avete letto ciò che Dio vi ha detto:
lo sono il Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe ? Non è il Dio dei morti, ma dei viventi!"
Questo annuncio di resurrezione
risuona nella esperienza e nella memoria umana.
Con le parole del Vangelo
e con le espressioni di tanti testimoni
della vita che non muore,
Renato continua a parlarci
come faceva con fedeltà esemplare
negli incontri comunitari
e nella comunicazione personale,
quando si cresceva insieme
sui temi dell'esistenza,
del significato della morte e della vita:
"Io non sono mai morto.
Non di me vi dovete preoccupare,
ma di voi stessi, che non siate mai dei morti
che si muovono sulla terra,

che non vendiate mai la vita per sopravvivere,
che non vi capiti di essere morti
prima di morire!
Vivi oltre di me con tanta forza pura,
non voglio che vacillino
il tuo riso né i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia;
non bussare al mio petto, sono assente,
vivi nella mia assenza come in una casa.
È una casa sì grande l'assenza:
è una casa sì trasparente l'assenza,
che senza vita io ti vedrò vivere".

Signore, che Renato,
così come lo abbiamo conosciuto, ci aiuti,
continui ad aiutarci in questa ricerca di vita, resti vivo in mezzo a noi,
ci accompagni nella nostra preghiera:

Padre nostro...