Home                                            Notizie    Storia    Archivio storico     Incontri Domenicali    Esperienze Educative    Libri    Progetti Condivisi     Echi di Stampa   e-Link      Contatti
RICERCA <           Y   '81 '82 '83 '84 '85 '86 '87 '88 '89 '90 '91 '92 '93 '94 '95 '96 '97 '98 '99 '00 > NOTIZIARIO       VEGLIE
               a            W  27 40 41 52          
   

PREGHIERA PER L' EUCARISTIA.

Signore,
nel più profondo di noi e della natura intera hai

posto il bisogno della solidarietà.
Ognuno ha cara la identità personale,
ma spesso trasforma il proprio io in una prigione.
Scoprendo l'universo degli altri
diversi ma solidali
riusciamo a liberarci e a liberare
dalle catene di morte
che imprigionano la vita.

Lo stesso avviene tra i popoli e le culture.
Senza solidarietà la vita avrebbe la forma
di un presagio di morte.
Le gioie, i beni, i tempi, gli spazi
sarebbero pesanti some
da portare tristemente
fino alla soglia del baratro
senz ' altra speranza che il misero ricatto: il premio nell 'al di là
o il provvisorio ricordo dei superstiti.
La solidarietà è immersione nel mare infinito
della vita
dove anche la morte ha il sapore di resurrezione.

La tua Parola, fin dal principio,
fonda il cosmo sulla solidarietà, sull'unione
fra lo Spirito e la distesa delle acque:
"Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque"
dice la Bibbia.
E l'apparizione della luce
dissipa le tenebre che impediscono di vedere l'altro

diverso da sé e solidale...

Quando, nella storia, la tenebra
negatrice della diversità e della solidarietà
la tenebra del dominio,
dell'assimilazione a sé dell'altro uomo
e della natura,
ha tentato di riprendere il sopravvento,
tu hai ascoltato il grido profetico
del sangue di ogni Abele;
tu hai trasformato il conflitto fra la tenebra e la luce
nel segno supremo di vita che è la resurrezione.
Con questa fede
Gesù, prima di essere ucciso,
mentre sedeva a tavola con i suoi apostoli,
prese del pane, lo spezzò,
lo distribuì loro dicendo:
"Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo".
Poi, preso un bicchiere, rese grazie
e lo diede loro dicendo:
"Prendete e bevetene tutti:

questo è il mio sangue che viene sparso per tutti i popoli" .
Invochiamo il tuo Spirito su noi
e su questi segni di solidarietà.
Anche oggi il sangue di Abele grida.
Anche oggi il conflitto
fra le tenebre e la luce
ci coinvolge
e ci indirizza su percorsi di liberazione e di resurrezione.

In questo Spirito ti chiamiamo Padre,
secondo l'invito di Gesù.

"Padre nostro..."