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INVITO ALLA VEGLIA DI NATALE IN PIAZZA ISOLOTTO
 


   A venti anni dall'alluvione, vogliamo celebrare il Natale, vivere i suoi valori di solidarietà, condivisione, superamento delle barriere, confrontando con l'oggi la straordinaria esperienza che si sviluppò nei quartieri fiorentini invasi dall'acqua e dal fango.
   La violenza della natura, aggravata dalla colpevole inerzia istituzionale, fu vinta dalla colomba e dall'arcobaleno, come nel mito biblico del diluvio; fu vinta cioè dall'iniziativa di base, dalla solidarietà popolare, dall'integrazione feconda fra realtà sociali e fra persone di aree ideologiche e culturali diverse.
Non fu però un fatto isolato: si intrecciava con grandi trasformazioni culturali a livello mondiale e si legava ad importanti tappe della storia recente della città.
   La liberazione di Firenze, le prime Giunte comunali, la stagione politica lapiriana, le lotte operaie degli anni 50-60, l'alluvione e i Comitati di Quartiere, le Scuole popolari sulla linea di Barbiana, la mobilitazione per il Vietnam, la vicenda Isolotto... sono tante radici di una unica trama storica animata dai valori, dall'intelligenza, dalla cultura popolare della gente dei quartieri e delle fabbriche, di Case del Popolo dove si dava spazio alla gente e non solo alle esigenze di mobilitazione partitica, di Parrocchie dove il "Popolo di Dio" cominciava a contare realmente qualcosa.
   Isolare una sola di tali vicende ed esperienze è impossibile senza travisare tutto: significherebbe non comprendere nemmeno le altre. Ed è impossibile, soprattutto, comprendere l'identità di Firenze, costruirne i lineamenti attuali e progettare quelli del futuro, pretendendo oscu-rare o negare quella trama storica popolare.
 

   Si parla molto in questo periodo del degrado della città; si piange sui suoi mali quasi fossero eventi ineluttabili, prodotti di un fato avverso; si accostano quasi con intento consolatorio ai mali delle altre città. Difficilmente si vanno a cercare le cause in profondità e inoltre soltanto minoranze del mondo culturale e politico riconoscono fra i motivi di un tale degrado l'avere in vari modi "negato", l'aver voluto soffocare tutta una parte della storia recente della città, della sua vita e cultura, del suo ricco patrimonio di esperienze, idee, indicazioni politiche, rapporti umani e sociali basati sui valori di solidaietà, coerenza pratica, iniziativa di base, integrazione.
   Basta osservare il panorama delle manifestazioni culturali per l'anno europeo della cultura e per il ventennale dell'alluvione: non un accenno a quella "trama storica" di cui abbiamo parlato.
"Del legame popolo-cultura-politica, a Firenze si parla con enfasi solo se al passato remoto, nelle premesse di iniziative che non hanno al centro la sua storia recente, protagonisti ancora vivi o ancora presenti nella storia dei vivi" (Eriberto Melloni su Paese Sera, 11 novembre 1986).

   Noi, invece, sentiamo l'esigenza di non disperdere la memoria di queste cose e di continuare a interrogarci su di esse.
Che è rimasto di quella storia e di quella cultura? Sono ancora attuali quei valori?
Sono rintracciabili, nelle tensioni ideali e negli obbiettivi delle nuove generazioni, i temi della solidarietà, del protagonismo di base, del rapporto di coinvolgimento e al tempo stesso di autonomia critica rispetto alle strutture partitiche e istituzionali?
   E l'arcobaleno quali sponde può unire oggi, quali diversi colori può fondere nell'unico disegno di pace, dal momento che tutto sembrerebbe e si vorrebbe far credere già fuso nell'indistinto grigiore dello sconfinato egoismo individuale, in attesa dell'apocalisse?
   La Veglia di Natale in piazza dell' Isolotto si svilupperà sul fi1o di questi interrogativi
 

CHE SI SVOLGERÀ IN PIAZZA DELL' ISOLOTTO
LA VEGLIA AVRA' INIZIO ALLE ORE 22,30 DEL 24 DICEMBRE.
SI COMPORRA DI CANTI, LETTURE BIBLICHE, TESTIMONIANZE, CELEBRAZIONE EUCARISTICA.
 

   Un grande "ceppo" sarà collocato in mezzo alla piazza, come simbolo mitico di quella cultura popolare che si vuole valorizzare. Su di esso saranno collocati messaggi di adulti e bambini. Infine gli verrà dato fuoco per disseminare, Trasportati dal vento, i contenuti di pace e di solidarietà di tali messaggi.



   Le comunità cristiane di base fiorentine.