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N A T A L E


CON I GIOVANI DI OGGI CHE SMENTISCONO I PROFETI DI SVENTURA, CONFERMANO LA CONTINUITÀ DELLA ESIGENZA DI UNIRSI PER RISPONDERE INSIEME AI BISOGNI REALI, ALIMENTANO LA SPERANZA;
CON GLI IMMIGRATI STRANIERI CHE NUTRONO IL NOSTRO IMPEGNO CON LA SETE DI RISCATTO DEI POPOLI.

Signore,
VOGLIAMO CELEBRARE LA VITA CHE NASCE:
la gemma, il fiore,
il sole che torna a salire sull'orizzonte,
il nido che si popola di gracili esistenze.

VOGLIAMO CELEBRARE LA VITA CHE NASCE:
il popolo che camminava al buio
ha visto una gran luce:
hai moltiplicato la gioia,
hai accresciuto l'esultanza,
perché il giogo che pesava su di lui
e il bastone del suo aguzzino
tu li hai spezzati,
ogni veste intrisa di sangue
sarà data a bruciare;
perché ci è nato un bambino,
ci è stato dato un figlio.

VOGLIAMO CELEBRARE LA VITA CHE NASCE:
la speranza che non muore,
cieli nuovi e terra nuova
a chiunque è negato il cielo e la terra.

VOGLIAMO CELEBRARE LA VITA CHE NASCE:
il balbettio di chi comincia a parlare
dopo secoli di silenzio imposto,
l'incertezza di chi muove
i primi passi e le proprie gambe,
lo stupore di chi
apre gli occhi sulla storia
e ritrova le vie della libertà.

VOGLIAMO CELEBRARE LA VITA CHE NASCE:
questi giovani di oggi
che smentiscono i profeti di sventura,
confermano la continuità dell'esigenza di unirsi
per rispondere insieme ai bisogni reali,
alimentano la speranza;
questi popoli che nutrono il nostro impegno
con la loro sete di riscatto

VOGLIAMO CELEBRARE LA VITA CHE NASCE:
sconfiggendo i disegni di morte:
Gesù, la sera prima di essere ucciso,
mentre sedeva a tavaola con i suoi apostoli,
prese del pane, lo spezò, lo distribuì loro
dicendo: "prendete e mangiatene tutti,
questo è il mio corpo".
Poi, preso un bichiere, rese grazie,
lo diede loro e tutti ne bevvero. E disse loro:
"questo è il mio sangue che viene sparso
per tutti i popoli".

Invochiamo il tuo Spirito:
questo pane, questo vino,
questi prodotti della natura,
questa comunità che li offre e li consuma
in memoria di Cristo,
divengano segni di vita, di resurrezione,
di liberazione
per chi è oppresso, emarginato, assetato di giustizia e di pace.
In questo Spirito
noi ti chiamiamo Padre
secondo l'invito di Gesù:
 

Padre nostro...

Quale grande amore ci ha dato il Padre
da essere chiamati figli di Dio
e lo siamo realmente...
Chi non pratica la giustizia
e chi non ama il fratello
non è nato da Dio.
Poiché questo è il messaggio
che avete udito fin da principio
che ci amiamo gli uni gli altri.
Siamo passati dalla morte alla vita
perché amiamo i fratelli.
Chi non ama rimane nella morte.
Da questo abbiamo conosciuto l'amore:
egli ha dato la sua vita per noi,
quindi anche noi
dobbiamo dare la vita per i fratelli.
Non amiamo a parole né con la lingua,
ma coi fatti e nella verità.
(dalla prima lettera di Giovanni, cap. 3)