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Firenze, 22 ottobre 1984



Le donne della Comunità di base dell'Isolotto, e con loro la Comunità intera, hanno riflettuto pubblicamente, con amarezza e rabbia, sulla vicenda parlamentare che ha portato all'approvazione di una legge sulla violenza sessuale dimezzata e stravolta rispetto ai contenuti elaborati e sostenuti dal movimento delle donne.


Tutte ci riteniamo offese e beffate da una legge che lascia la donna sola ad affrontare i pregiudizi di chi la legge dovrà applicare.


Tanti, troppi processi per stupro stanno a dimostrare che il costituirsi parte civile dei movimenti femminili non attenta  affatto alla maturità e dignità della donna -come vorrebbe far credere l'on. Casini - ma anzi sostiene questioni di fondo di fronte ad un apparato giudiziario che annienta la dignità e i diritti della donna in quanto la trasforma da vittima a provocatrice.


Tutte ci riteniamo colpite da una legge che lascia ancora la donna sola alle prese con la violenza coniugale e che penalizza la sessualità degli adolescenti dimostrando quanto la maggioranza parlamentare sia sorda e cieca ai mutamenti che avvengono nel costume e nella società.


Particolarmente grave ci sembra questo ultimo punto, che rappresenta un arretramento persino rispetto al codice Rocco e apre la strada a comportamenti repressivi che attraverseranno la famiglia e la scuola (genitori, tutori e insegnanti, a fronte di manifestazioni di sessualità di minori a loro affidati, potranno essere denunciati per mancata sorveglianza o per omissione di atti di ufficio): questo quando la società, la scuola, la famiglia avrebbero bisogno e diritto di ben altri presidi, operativi e culturali, per aiutare gli adolescenti a vivere una sessualità serena, libera e responsabile.

 

Le donne non hanno mai smesso di lottare e non smetteranno ora, dopo questa ennesima vio1enza che ci viene fatta dalla cultura del potere. È però assai amaro constatare che tra gli ostacoli più insidiosi da cui dobbiamo difenderci c'è il gioco delle parti politiche: e non ci riferiamo ovviamente a quelle che la nostra lotta hanno e sostenuto con coerenza.

Ma una volta di più abbiamo verificato sulla nostra pelle che la nostra emancipazione e liberazione sono problemi che non possiamo delegare a nessuno.

Tanto meno allo Stato.

LA COMUNITA' DELL'ISOLOTTO