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 Firenze 2 aprile 1978

Ai carissimi Angelo Bianchi, Leo Cardinale, Damiano D'Ambrosio, Angelo Scandiffio, Antonio Tricase, Damiano Zito e loro popolazioni.

Da quasi dieci anni seguiamo con partecipazione e speranza la vostra esperienza umana, sociale e ecclesiale.

Un reciproco bisogno di costante verifica, di confronto, di collegamento ha permesso che ci incontrassimo nell'ambito di un incontro più ampio fra quanti operano per un sincero e profondo cambiamento della chiesa, inserito nel rinnovamento generale della società.


Si è stabilita fra noi e con molte altre comunità parrocchiali, con strutture di base dell'associazionismo cattolico, con laici e preti in ricerca, una comunione autentica e piena che ha risposto al nostro bisogno di vivere la dimensione comunitaria della fede e ha impedito il nostro isolamento al quale tendeva chi ha emarginato la nostra e le altre comunità di base dalla unità formale della chiesa ufficiale.

Ora, una tale comunione ha ricevuto una ulteriore conferma.
Il documento con cui comunicate la vostra scelta di autonomia rispetto alle strutture ufficiale della istituzione ecclesiastica, lo abbiamo sentito particolarmente vicino.


Comune, in particolare, è la ricerca di riscoprire la fede cristiana nella partecipazione alla lotta del popolo per la giustizia, la liberazione, la riappropriazione di una cultura autonoma.


In Italia, oggi, tale lotta si esprime e si sviluppa come impegno per evitare l'involuzione e la rassegnazione, difendere ed espandere la democrazia, avvicinare il più possibile le istituzioni democratiche alla base popolare, eliminare le istituzioni violente ed emarginanti, superare la crisi sviluppando la occupazione specialmente nel Mezzogiorno, valorizzare le tendenze verso nuovi modelli di sviluppo e una nuova qualità della vita. Sappiamo bene che per raggiungere tali obbiettivi è necessaria l'unità cosciente e responsabile delle masse popolari. Ciò richiede delle masse coscienti che si liberano e liberano sia dalle strutture dello sfruttamento sia dai condizionamenti ideologici. Quanta gente, ancora oggi, potrebbe dare il proprio contributo di idee, di cultura, di fede autentica e di lotta, e invece è bloccata, resa passiva e rassegnata da condizionamenti di vario tipo fra cui quelli di carattere religioso-alienante!

Voi in questo momento state affrontando una prova che forse vi procurerà sofferenze e difficoltà. Ne abbiamo esperienza, come ben sapete, e quindi siamo in grado di comprendervi completamente. Ma la gioia di aprire gli occhi e di sostenere tanta gente che li vuole aprire, la soddisfazione di poter fare scelte libere e liberanti è, alla fine, più grande di ogni prova.
Perché dovete essere consapevoli che tutto il vostro impegno  passato e le vostre scelte attuali sono salutate come segno di speranza e di fiducia, come iniezione di coraggio, da tanta gente dentro e fuori la struttura ecclesiastica.
Particolarmente apprezzato e significativo è il fatto che scelte così coraggiose si collocano in quel meridione che si tenta di emarginare, reprimere e disgregare, ma dal quale vengono notevoli e autentiche spinte al cambiamento e al rinnovamento per tutta la società italiana.

E poi, sappiate che non potranno isolarvi. Ormai il movimento di crescita, di autonomia e di unificazione delle masse popolari al di là dei confessionalismi e delle contrapposizioni ideologiche, è troppo ampio e profondo perché possa essere bloccato o recuperato da una istituzione ecclesiastica che da tempo ha perso il contatto con la dimensione della storia e si riduce sempre più a sfruttare le contingenze del momento, come crisi, paura, involuzioni varie, per mantenere il popolo sotto il proprio potere.


Vi salutiamo con affetto
LA COMUNITA' DELL'ISOLOTTO