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Firenze, 25 settembre 1977

COMUNITÀ DELL'ISOLOTTO

A TUTTA LA COMUNITÀ




Ogni anno, dopo l'estate, ci siamo ritrovati, nella forma più partecipata possibile, per una verifica della vita della comunità e del suo ruolo nella chiesa e nella società.
Nelle riunioni del venerdì abbiamo notato che una tale verifica si prEsenta oggi ancor più necessaria.
Prima di tutto si nota il tentativo di rinserrare le fila del mondo cattolico in due modi:
-facendo finalmente "piazza pulita di tutte le esperienze ecclesiali di rinnovamento serio (sospensione di Girardi, repressione contro le parrocchie di S. Anna di Gorizia, di S. Zeno di Arezzo, di Figline Valdarno, di Coteto di Livorno, di Gioiosa Jonica, di S. Michele di Busto Arsizio, del Sacro Cuore di Palermo, di Pettorano di Sulmona, ecc.).


-mobilitando al massimo le organizzazioni cattoliche: ne è un piccolo esempio la spasmodica e ben orchestrata ricerca da parte degli organismi cattolici di imporre la loro presenza, sotto varie denominazioni e spoglie, nelle commissioni dei Consigli di quartiere.

Ci sembra, inoltre, che molte altre istituzioni, oltre alla chiesa, si pongano in questo atteggiamento di arroccamento, di rigetto di ogni linea rinnovatrice e di riflusso. Che succede, per esempio, nella scuola, nei servizi sociali, nei mezzi di informazione, per non parlare delle strutture produttive?
Ci sono reali possibilità e strumenti per reagire in modo positivo?
Come usare, per esempio, a livello di territorio, i nuovi spazi di partecipazione?
Come vivere, potenziare, aprire gli spazi propri della comunità (Messa, lavoro dei gruppi di ricerca, gruppo di riappropriazione della bibbia, riunione del venerdì, ecc.)? .
Come porsi di fronte alla comune tentazione di rinchiudersi nella vita privata o in settori di intervento chiusi, senza comunicazione e collegamento gli uni con gli altri?
Come porsi di fronte alla comune tentazione, soprattutto dei giovani, di reagire con manifestazioni drammatiche di disperazione?

Un altro aspetto è l'esplosione del problema giovanile.
I giovani chiedono spazio, a livello produttivo ma anche a livello umano e sociale.
La comunità si è impegnata molto nei confronti dei ragazzi fino a una certa età.
Innanzitutto dobbiamo domandarci se e come tutto questo serve.
E poi, nei confronti del mondo giovanile non sentiamo, nella società, un vuoto e un distacco che ci riguarda direttamente anche come comunità?

Inoltre, come recepire certi valori di cui è portatore soprattutto il mondo giovanile, quali un nuovo modo di impostare i rapporti umani, di vivere il rapporto di coppia, di impegnarsi nel sociale e nel politico?



PER DISCUTERE TUTTE QUESTE COSE
LA COMUNITÀ SI RIUNISCE
NEL POMERIGGIO DI DOMENICA
2 OTTOBRE
ALLE ORE 15 ALLE  BARACCHE



ANCHE CHI SI TRO9VASSE NELLA IMPOSSIBILITÀ, PER VARI MOTIVI, DI SEGUIRE COSTANTEMENTE IL LAVORO DELLA COMUNITÀ,
È IMPORTANTE CHE SIA PRESENTE, ALMENO IN QUESTA OCCASIONE, PER DARE UN SUO CONTRIBUTO DI ANALISI CRITICA E DI PROPOSTA.

LA RIUNIONE, INOLTRE, È APERTA A TUTTI