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Firenze 9 settembre 1977



Di fronte allo sgombero, da parte della polizia, dello stabile di lungarno Cellini, già disabitato da oltre dieci anni e da circa un anno occupato da parte di una decina di famiglie senza casa :

1) Esprimiamo una ferma condanna verso un provvedimento a nostro avviso non necessario, inopportuno e verosimilmente manovrato in quanto messo in atto proprio mentre l'Amministrazione comunale, in collegamento con tutte le forze sociali interessate, stava cercando soluzioni adeguate, tendenti a realizzare gli impegni già assunti.

2) Chiediamo che vengano immediatamente sospesi tutti gli altri analoghi provvedimenti già minacciati.

3) Crediamo necessario individuare in questi fatti di occupazione
solo un momento di un problema, quale quello della casa, che diventa sempre più esplosivo e che occorre affrontare in modo complessivo, legandolo alla realizzazione di un diverso modello di sviluppo della società.

4) Riconosciamo, in quanto parte del movimento democratico, un ritardo, che è urgente colmare, nella realizzazione di quella vasta mobilitazione indispensabile per ottenere la sollecita attuazione della legge per l'equo canone, per respingere le modifiche portate in commissione parlamentare al testo governativo, per obbligare il governo ad assumere precise scadenze in relazione al piano decennale di edilizia economica e popolare in cui inserire il recupero del patrimonio esistente, per raggiungere una quota di edilizia pubblica che renda la casa un bene sociale, per ottenere che gli Enti locali siano dotati di adeguati strumenti legali che permettano loro di operare una seria mediazione nei conflitti fra il diritto di proprietà e il diritto alla casa.

5) Sollecitiamo l' Amministrazione comunale perché si impegni in maniera più incisiva ad attuare gli interventi programmati e già iniziati in tema di urbanistica e di assetto del territorio e perché, sostenuta dal più largo consenso di massa, esamini più approfonditamente la possibilità di usare, come ultima ratio, lo strumento legale della requisizione nei confronti di immobili inutilizzati da molti anni o usati secondo una logica speculativa lesiva di fondamentali diritti umani, come quella che regola la ristrutturazione selvaggia dei centri storici.

6) Invitiamo i Consigli di Quartiere quattro e cinque a discutere con urgenza il problema per giungere ad una efficace azione per il diritto alla casa.


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