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Firenze, 6.2.1977

LA LEGGE SULL'ABORTO:
DOCUMENTO DELLA COMUNITÀ DELL'ISOLOTTO.



In quanto comunità cristiana di base vogliamo esprimere la sofferenza e il turbamento che vengono determinati nelle coscienze di tanti cristiani dalle pressioni e dalle manovre di settori della gerarchia e del mondo cattolico contro l'approvazione della legge sull'aborto da parte del Parlamento italiano.

La nostra, come molte altre comunità cristiane, giudica strumentale un tale intervento della gerarchia e non lo considera affatto espressione della fede di tutto il Popolo di Dio.

Molti, infatti, si domandano perché questa crociata in difesa della vita, questa improvvisa vocazione radicale della chiesa ufficiale nell'opporre la fede cristiana ad una legge che viene considerata lesiva del diritto alla vita, quando non si è ritenuto opportuno mobilitare il mondo cattolico e, tante volte, neppure alzare la voce per denunziare la inconciliabilità fra la fede e quei regimi dichiarata-mente cristiani fondati sulla sistematica violazione dei diritti umani, sulla tortura, sulla fame, sul genocidio, quali, ad esempio, i regimi del cattolicissimo Franco o dei cattolici Van Thieu e Pinochet.

Ci si domanda, ancora, come mai solo adesso si scopra questa vocazione del cristiano alla disobbedienza civile o alla obbiezione di coscienza, quando si è colpito così duramente tutti coloro che hanno sostenuto l'obbiezione di coscienza nei confronti delle leggi militariste e chiunque ha osato denunziare i crimini di potenze alleate della chiesa, come è accaduto a don Mazzolari, a don Milani, al card. Lercaro e a tante comunità cristiane.

Perché solo ora si parla tanto di protezione degli indifesi, quando la chiesa ufficiale ha sistematicamente cercato di coprire la situazione di sfruttamento e di oppressione che, in diversi Istituti cattolici, è riservata agli emarginati, agli handicappati, ai malati di mente, situazione che è venuta alla luce solo per iniziativa di magistrati coraggiosi?

E' chiaro, dunque, che lo scopo della chiesa ufficiale nel portare avanti questa crociata non è evangelico, ma essenzialmente politico: si cerca, cioè, di utilizzare un dramma così sofferto da tanta parte del popolo per rinsaldare l'unità politica e ideologica di un mondo cattolico in crisi, attraverso la divisione delle masse popolari.

Per parte nostra, di fronte al problema della difesa della vita, pensiamo che il vangelo contenga un messaggio che ci spinge a cercare soluzioni positive. In quanto cristiani, che tendono a una coerenza evangelica senza obbiettivi di potere, riteniamo che una legge, la quale cerca di eliminare ogni forma di condanna e repressione nei confronti di uno degli elementi più deboli ed emarginati della società, quale è la donna, non sia in contraddizione con la nostra fede.
Infatti, secondo il Vangelo, la linea della salvezza e della vita non viene portata avanti nella storia dai "sapienti" o dai "potenti", ma dagli "ultimi", cioè da quella realtà che il vangelo chiama "la pietra scartata" .

Per questo, secondo noi, la vera difesa della vita, anche del nascituro,' non può passare altro che attraverso la responsabilizzazione e l'autodeterminazione della donna.


LA COMUNITÀ CRISTIANA DI BASE
DELL'ISOLOTTO