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L' EMARGINAZIONE E I DECRETI DELEGATI.
Linee programmatiche e spunti di discussione



La scuola viene intesa, a parole, come un servizio sociale che sviluppa un'azione educativa tesa alla maturazione critica, alla socializzazione, all'autonomia personale, per tutti i bambini qualunque siano i punti di partenza.
I fatti dimostrano il contrario: una struttura educativa che valuta e discrimina col voto, che boccia, che alimenta la competizione individuale, non può che essere una struttura emarginante. In ogni caso non cessa di essere una struttura emarginante anche quando l'arma del voto e della bocciatura sia eliminata, se rimane un "sapere" estraneo alla vita del ragazzo, se rimane un rapporto educativo gerarchico e autoritario.
Dopo queste premesse, è evidente che il problema dell'inserimento dei cosiddetti bambini handicappati è legato al problema educativo generale della scuola.
Ciò che occorre è una scuola effettivamente democratica, modificata nei metodi e nei contenuti, che stimoli la creatività e rispetti i tempi e i modi personali di "apprendimento" di ogni bambino. In altre parole, una scuola comunitaria dove si sviluppi un reciproco clima educativo fra adulti e ragazzi, fra cosiddetti "sani" e "handicappati", partendo dalla consapevolezza che in una scuola dove viene emarginato o rifiutato il bambino handicappato "fisico" oppure il bambino handicappato "sociale" (secondo i metri di valutazione usati dalla scuola attuale) esiste un cattivo clima educativo anche per gli altri bambini.
Per tendere a quanto sopra, dovrà essere sviluppata e sostenuta una azione di sensibilizzazione di massa, unificando i problemi della scuola con tutte le problematiche sociali attuali (quartiere, fabbrica, territorio). In tale prospettiva vanno inseriti anche i Decreti delegati, affinché non rischino di divenire una macchina burocratica aggiuntiva a quelle già presenti.


Delineata la prospettiva generale in cui dovranno trovare la loro applicazione i Decreti delegati, nell'ambito di uno specifico scolastico è necessario affrontare, tra gli altri, i segunti problemi:

a) NO ad ogni nuovo inserimenti in situazioni differenziate (classi differenziali o speciali);

b) SI al reinserimento in classi normali di bambini frequentanti classi o scuole speciali;

c) SI ad una scuola comunitaria, intesa come servizio sociale
che sia l'espressione delle esigenze e dei bisogni della popolazione;

d) SI all'effettiva gestione della scuola da parte delle forze ,
democratiche del quartiere e del mondo del lavoro.


COMITATO DI QUARTIERE DELL' ISOLOTTO:
GRUPPO DI LAVORO CONTRO L'EMARGINAZIONE


Firenze, 2 dicembre 1974