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COMUNICATO STAMPA



La Comunità dell'Isolotto, che per una precisa scelta evangelica ha ricercato e costruito stretti legami con il movimento popolare della Valle del Belice, sente necessario prendere posizione contro l'arresto di Lorenzo Barbera, trasformato poi in libertà provvisoria con l'obbligo di risiedere a Trapani, accusato di vilipendio alle forze armate per aver denunziato in una assemblea popolare le manovre poliziesche in atto per costringere i sinistrati al pagamento delle tasse da cui invece sono esentati.

Si tratta dell'ultimo anello di una lunga catena di repressione che ha sempre tentato di stroncare ogni forma di lotta e di organizzazione popolare, attraverso l'eliminazione fisica o la incarcerazione dei suoi animatori.

I centomila baraccati, le altre decine di migliaia di terremotati che si trovano in sistemazioni di fortuna o emigrati, tutti gli abitanti della Valle del Belice (una delle zone più povere d'Italia) attendono da anni la attuazione di leggi, strappate faticosamente con le lotte, per la ricostruzione e lo sviluppo della valle.


La risposta del governo è a due livelli:

I) a livello d'insabbiamento burocratico o di attuazione clientelare delle leggi, in modo da permettere la rapina colossale attuata dagli agrari, dagli speculatori, dai politici del governo regionale, i quali sono decisi a succhiare fino in fondo anche i miliardi destinati alla ricostruzione, come ogni altra risorsa del Meridione;

II) a livello di difesa poliziesca e giuridica dei rapinatori, utilizzando il codice fascista e i suoi fedeli interpreti per reprimere ogni tentativo popolare di denunziare tale rapina e di organizzarsi democraticamente per contrastarla (una particolare connotazione fascista assume l'uso dell'abitazione coatta contro il presunto vilipendio alle forze armate).

I provvedimenti polizieschi e giudiziari contro Lorenzo Barbera s'inquadrano in tale realtà. Essi colpiscono anche tutti coloro che, come Lorenzo, credono e operano per una giustizia e una liberazione che siano il frutto di una progressiva presa di coscienza delle masse popolari e di una loro capacità culturale e politica, di gestire in prima persona le lotte.

Nel manifestare la nostra piena riprovazione e condanna verso tali provvedimenti, ne esigiamo la revoca immediata.

LA COMUNITA' DELL' ISOLOTTO

Firenze 10 settembre 1972



Firenze 17.9.1972


AL GIUDICE ISTRUTTORE DEL TRIBUNALE DI MARSALA
AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
ALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
ALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO DELLA REPUBBLICA



I sottoscritti protestano indignati contro l'inaudito provvedimento di soggiorno obbligato preso dall'autorità giudiziaria nei confronti di Lorenzo Barbera.

Questo provvedimento viene considerato un gravissimo atto provocatorio non soltanto contro la persona e l'opera del compagno Barbera, ma fondamentalmente contro tutto il popolo del Belice, e contro i diritti e le conquiste della popolazione realizzati in anni di lotte.

Il provvedimento di confino per ragioni politiche è senza precedenti, è un provvedimento di carattere fascista, in uso soltanto nel periodo del regime che calpestava le più elementari libertà, e pertanto NON PUÒ ESSERE TOLLERATO.

I sottoscritti chiedono l'immediata revoca di questo gravissimo provvedimento che costituisce un precedente che attenta a ogni libertà e a ogni diritto democratico di tutti i cittadini, e innanzitutto dei lavoratori e di chi li guida e li organizza nelle lotte per la difesa e la conquista dei propri diritti.