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DOCUMENTO n.1
BREVE RICOSTRUZIONE DEI FATTI IN BASE AI QUALI È STATO IMBASTITO IL
PROCESSO
4 dicembre 1968 - Con la rimozione del parroco Don Enzo Mazzi, il card.
Flori tenta di troncare una esperienza comunitaria che durava da quindici
anni, alla quale partecipava attivamente la massa del popolo dell'Isolotto
oltre a numerosi ambienti cattolici fiorentini, che si presentava ricca di
fermenti evangelici e di spinte sociali, che contribuiva notevolmente
alla- unificazione del popolo come base essenziale dell'efficacia del suo
cammino di liberazione. Mons. Panerai è nominato delegato ufficiale.
11 dicembre - Dopo il decreto di rimozione di don Mazzi, il problema della
celebrazione della Messa è discusso costantemente dalle due assemblee che
vengono fatte ogni giorno nel pomeriggio e dopo cena. Finalmente viene
deciso:
1) di rinunziare alla celebrazione della Messa officiata dai tre preti
dell'Isolotto (don Mazzi, don Gomiti, don Caciolli;
2) di fare ogni domenica alle ore 11, nella chiesa, una liturgia della
Parola, senza la Eucaristia;
3) di esprimere con chiarezza che "...noi soffriamo per la mancanza della
messa perché abbiamo Fede; ma non vogliamo che la Messa consacri la
divisione fra il Vescovo ed il popolo. La Messa infatti non sarebbe un
segno di unione, ma di divisione: quasi un sacrilegio. Non abbiamo mai
preteso né pretendiamo in alcun modo di impedire a Mons. Panerai o a un
suo delegato di svolgere il proprio ministero pastorale. Questo fu detto
chiaramente allo stesso Mons. Panerai dall'assemblea del 6 dicembre alla
quale egli presenziò. Ma al tempo stesso abbiamo detto e diciamo
chiaramente che chiunque viene a dire la Messa all'Isolotto offende
l'amarezza e schiaffeggia la sofferenza di un popolo. Non vogliamo stare a
lungo senza la Messa. Perciò chiediamo ancora una volta ciò che da due
mesi non facciamo che ripetere: - il popolo abbia la possibilità di
respiro; - la gerarchia riscopra la sua funziono di servizio nei confronti
del popolo; - la comunione sia ristabilita nella giustizia e nella verità;
- tutto il popolo di Dio, la Chiesa tutta prenda posizione e dia una
risposta a questa nostra attesa". (Dal VERBALE dell'Assemblea doll'11
dicembre 1968).
22 dicembre - Mons. Panerai, dietro insistenza della curia, celebra la
Messa nella chiesa dell'Isolotto alle ore 9 indisturbato, ma rende noto
pubblicamente alla popolazione che non celebrerà la Messa alle ore 11 e
alle 12 dei giorni festivi poiché in quelle ore si svolge la"Liturgia
della Parola".
22 dicembre - Don Mazzi, dietro invito del Papa, si reca dal card. Florit
per una definitiva riconciliazione senza però che questi accetti di
incontrarsi e riconciliarsi col popolo dell'Isolotto. Dopo aver
comunicato, durante l' Assemblea delle ore 11, il risultato del colloquio
con Florit, don Mazzi lascia l'Isolotto e si stabilisce presso un amico
ne1 centro della città. Intende così compiere un chiaro gesto di
ubbidienza e, inoltre, permettere che il popolo dell'Isolotto si esprima
con piena libertà e autonomia.
29 dicembre - domenica - La Curia scavalca il "moderato" Mons Panerai (il
quale vorrebbe rimanere fedele alla sua parola di non celebrare allo ore
11 e alle 12) e invia un altro sacerdote, Mons. Alba, a celebrare le Messe
di orario all'Isolotto, senza peraltro alcuna autorizzazione ufficiale e
pubblica.
Durante la mattina avvengono fatti gravissimi che incideranno su tutto il
corso della vicenda:
Ore 7 e ore 9: un sacerdote celebra indisturbato per una ventina di
persone, molte delle quali estranee all'Isolotto.
Ore 10,30: inizia la "Liturgia della Parola" alla quale partecipano non
meno di 1500 persone fra cui don Paolo Caciolli tutt'ora legalmente
Vicario Cooperatore dell'Isolotto.
Ore 11: Mentre sta ancora svolgendosi la "Liturgia della Parola" Mons.
Alba inizia la celebrazione della terza Mossa. Il popolo dell'Isolotto
decide allora di continuare fuori della chiesa la "Liturgia della Parola".
La chiesa si svuota. Rimangono circa 50 persone fra cui molti poliziotti
ed un gruppo organizzato di fascisti con catene in mano per picchiare e
con alla testa alcuni noti dirigenti del M.S.I.
Sul sagrato il popolo dell'Isolotto 1egge il Vangelo. Finita la Messa
tutti rientrano in chiesa. Sono lo ore 11, 45 circa. Mons. Alba decide di
iniziare la celebrazione di una altra Messa per le stesse persone, gli
stessi poliziotti, gli stessi fascisti. Al termine della Messa i fascisti
provocano e colpiscono alcune persone del popolo. È un momento drammatico.
La popolazione si domina e riesce a non rispondere alla provocazione. Si
fa un grande silenzio che, meglio di ogni altra reazione esprime
l'indignazione del popolo.
Ore 18: Mons. Alba celebra la quinta Messa della giornata con le stesse
persone del mattino.
31 dicembre - Ore 9 - In una pubblica assemblea in chiesa, alla presenza
del popolo dell'Isolotto, Don Mazzi consegna le temporalità a Mons.
Panerai e ai funzionari della Curia. Al termine il popolo chiede a Mons.
Panerai che la chiesa rimanga a disposizione del Popolo di Dio sia per le
assemblee sia per le riunioni di preghiera al mattino dei giorni festivi.
Si chiede che per le poche decine di fedeli dell'Isolotto che lo vogliono
siano stabilite delle Messe alle ore 7 e alle ore 9, in modo che dalle ore
10,30 allo 12,30 la chiesa sia disponibile per riunioni di preghiera del
popolo. Almeno finché non sia ritrovata l'unità fra il Vescovo e il
popolo. Mons. Panerai, che non si sente autorizzato a dare una risposta.
assicura che trasmetterà la richiesta all'Arcivescovo.
Ore 21,30: Il popolo riunito di nuovo in assemblea decide che la "Liturgia
della Parola" si farà negli intervalli fra le Messe di Mons. Alba, durante
le quali il popolo rimarrà fuori della chiesa.
1° gennaio 1969 - Alle 10,30, più di mille persone riempiono la chiesa
dell'Isolotto, rispondendo all'invito del giorno precedente. Dopo mezzora
di letture bibliche, Mons. Alba entra e dà inizio alla celebrazione della
Messa. La chiesa si svuota; nella grande navata rostano una trentina di
fedeli, due terzi dei quali non abitano nel quartiere. Sul sagrato il
popolo continua la sua preghiera. Fa molto freddo, si procurano coperte
per i più anziani.
Alle ore 11,45 finita la Messa, i parrocchiani rientrano in chiesa; ora
sono almeno duemila. Viene chiesto a Mons. Alba di non celebrare la Messa
di Mezzogiorno e di permettere che il popolo riprenda la sua riunione di
preghiera. Mons Alba risponde: "Sono incaricato di avvertirvi che non si
può fare una funzione religiosa cattolica in una chiesa cattolica e poi un
funzione protestante nella stessa chiesa cattolica".
Il popolo risponde con un mormorio prolungato ma nessuno reagisce.
Alle ore 12, alle ore 17, alle ore 18, si ripete la scena del Mattino:
ogni volta Mons. Alba celebra davanti a non più di trenta persone.
4 gennaio - Molti fiorentini, dentro e fuori dell'Isolotto ricevono una
lettera firmata dal Gruppo Cattolico S. Giovanni da Capestrano nella quale
si dice: "...In tempi di smarrimento delle coscienze e di profondo
turbamento, che travaglia le strutture stesse della chiesa, è inderogabile
compito di ogni autentico cattolico recare la sua piccola pietra in difesa
di quella Fede e di quei Valori in cui fermamente crede. Perciò ti
invitiamo a prendere parte attiva alle SS. Messe che saranno celebrato, in
ogni caso, alle ore 11 e 12 domenica 5 gennaio 1969, nella chiesa
parrocchiale dell'Isolotto dal delegato del nostro amatissimo Vescovo,
cardinale Florit.
Contando sulla tua presenza, dei tuoi familiari e dei tuoi amici e
fratelli in Cristo, ti ringraziamo".
Ore 21,30: Assemblea particolarmente affollata. si discute di nuovo il
problema della Messa. Sono presenti anche alcuni sacerdoti solidali con il
popolo dell'Isolotto, i quali prendono la parola insieme a molti laici.
Don Mazzi è ancora assente.
La decisione alla fine è unanime: basta con le provocazioni, non, si può
continuare a uscire e rientrare in chiesa come è avvenuto il l° gennaio. È
grottesco che si celebrino 5 Messe per pochissime decine di persone,
mentre si impedisce a un popolo di riunirsi nella propria chiesa a
pregare. D'ora in poi, decide l'assemblea, tutti rimarranno a pregare in
chiesa dalle ore 10,30 alle ore 12,30 anche se contemporaneamente venisse
celebrata la Messa. Questo l'unico modo per impedire anche il disegno
provocatorio e repressivo delle forze reazionarie.
5 gennaio - Mons. Alba celebra indisturbato alle ore 7 e alle ore 9.
Alle ore 10,30 la chiesa si riempie di circa 2000 persone.
Inizia la riunione di preghiera,. L'altare è circondato dalla folla, come
avveniva sempre da anni, durante la Messa, prima ella rimozione di don
Mazzi. Alle 11 Mons. Alba si avvicina al microfono e avverte che sta per
dare inizio alla Messa. "Non vogliamo la messa in queste condizioni!" dice
qualcuno.
Mons. Alba replica: "solo poche persone non vogliono la Messa,
la maggioranza del popolo vuole che la Messa sia celebrata". Quelli che
gli sono più vicini lo invitano a fare una verifica.
Mons.Alba dice: "Se la messa non la volete nessuno ve la impone". Viene
allora chiesto: "chi non vuole la messa alzi la mano". In silenzio duemila
persone alzano la mano. Alba raccoglie i paramenti e si allontana..
Si decide intanto che un delegazione si rechi dall'Arcivescovo e gli
esponga la situazione, chiedendo dei chiarimenti. Alle 12, mentre la
delegazione è ancora a colloquio col card. Florit, Mons. Alba si presenta
di nuovo, vestito dei paramenti sacri, ma di fronte alla volontà del
popolo di attendere il ritorno della delegazione non celebra la Messa.
6 gennaio: - Comunicato della Curia riportato dai giornali:
".....Va inoltre detto che la delegazione si era recata in Arcivescovado
dopo che nella chiesa parrocchiale dell'Isolotto l'assemblea aveva
impedito la celebrazione della Messa delle ore 11 fisicamente opponendo
resistenza al sacerdote che si accostava all'altare già vestito dei
paramenti sacri".
7 gennaio - Mons. Alba fa denunzia presso la Polizia Giudiziaria
14 gennaio - Il Procuratore della Repubblica di Firenze denuncia 11 laici
dell'Isolotto e 5 sacerdoti per i reati di:
....istigazione a delinquere...., perché, in concorso fra loro, la sera
del 4 gennaio 1969, in Firenze e precisamente nella chiesa dell'isolotto,
luogo aperto al pubblico e alla presenza di numerose persone,
pubblicamente istigavano ad impedire la celebrazione delle Messe che il
giorno successivo dovevano essere celebrate nella chiesa dell'isolotto da
parte di Mons. Ernesto Alba, delegato dell'Arcivescovo di Firenze...
.....turbamento di funzioni religioso del culto cattolico... perché in
Firenze, e precisamente nella chiesa dell'isolotto, il 5 gennaio 1969, in
concorso fra loro e con altre persone allo stato non identificate,
impedivano la celebrazione delle Messe delle ore 11 e 12 che dovevano
essere dette da Mons. Alba delegato dell'Arcivescovo di Firenze, occupando
con panche e sedie lo spazio intorno all'altare, invadendo questo con le
loro persone, facendo opera di ostruzionismo ed impedendo allo stesso
Mons. Alba di raggiungere l'altare ostruendogli il passaggio. Con
l'aggravante di cui all'art. ....per essere concorsi nel reato più di
cinque persone.
18 gennaio - Appena venuto a conoscenza della incriminazione il popolo si
riunisce in assemblea. È presente, per la prima volta dal 22 dicembre,
anche don Mazzi che da quel momento decide di non lasciare più l'Isolotto.
Viene approvata dall'Assemblea una lettera di corresponsabilità con gli
incriminati che poi è firmata da oltre 1000 persone.
Giugno 1969 - Il Procuratore della repubblica incrimina 438 persone fra
quelle che hanno firmato il documento di corresponsabilità. Non si
conosceranno mai i motivi per cui non sono stati incriminati tutti i
firmatari presenti la mattina del 5 gennaio. Incrimina inoltre: 6
analfabeti, 2 invalidi, 1 cieco e le persone che li avevano aiutati a
porre il loro nome sul documento di corresponsabilità inviato al
Procuratore della Repubblica
"....per delitto di falsità in scrittura privata, al fine di procurarsi
ingiusto vantaggio". (!!!)
16 giugno 1970 - Il Procuratore della Repubblica di Firenze trasmette gli
atti al Giudice Istruttore.
23 maggio 1969- Sei persone della Comunità dell'Isolotto sono processate
in Pretura per lo seguenti imputazioni:
1) "Promozione di manifestazioni non autorizzate" (si trattava
del corteo di circa mille bambini delle scuole, che il giorno
5 dicembre 1968 insieme ai loro genitori si recarono in Piazza Duomo,
davanti all'Arcivescovado, per esprimere la loro disapprovazione verso il
provvedimento di rimozione di Don Mazzi; e del corteo di circa tremila
membri della Comunità dell'Isolotto, analogo al precedente, svoltosi l'8
dicembre 1968 con cartelli).
2) "Vilipendio alla religione di Stato" per il contenuto di alcuni
cartelli portati in corteo. Tale imputazione è scaturita da una denunzia
del M.A.C: (Movimento Anticomunista Cattolico)
Il Pubblico Ministero stesso chiede l'assoluzione per tutti gli imputati:
riguardo alla prima imputazione "per non aver commesso il fatto; riguardo
alla seconda "perché il fatto non costituisce reato".
Il Giudice accoglie le richieste del P.M. ed assolve tutti i sei imputati,
con la ovvia motivazione che, per la legge, "oggetto della tutela è il
sentimento religioso del popolo, non il prestigio della gerarchia".
15 luglio 1970 - Il Giudice Istruttore applica l'amnistia a 80 imputati di
turbamento di funzione religiosa perché inferiori ai 18 anni o superiori
ai 70, e rinvia a giudizio gli altri 358.
11 gennaio 1971 - Il Tribunale, contrariamente alla decisione del Giudice
Istruttore e non tenendo conto di una istanza degli imputati, decide di
applicare l'amnistia per 349 incriminati di turbamento e di rinviare a
giudizio solo nove persone:
1) don Vittorino Merinas per istigazione a delinquere
2) don Vincenzo Barbieri "
"
3) don Bruno Scremin
"
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4) don Renzo Fanfani
"
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5) don Gianni Riciarelli
"
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6) Carlo Consigli
"
" e turbamento
7) Mira Furlani
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8) Daniele Protti
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9) Lino Benvenuti per turbamento
Il processo è fissato per i giorni 3 e 4 maggio 1971.
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