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Si tratta di un ciclostilato preparato sia per il processo che per il Notiziario. Si ritrova infatti nel Notiziario di Aprile 1971, n°21 alle pagg. 8-13 dove è stato aggiunto anche il manifestino delle squadre d'Azione Fiorentine del 4-5-gennaio 1969.

   
   

 DOCUMENTO n.1

BREVE RICOSTRUZIONE DEI FATTI IN BASE AI QUALI È STATO IMBASTITO IL PROCESSO


4 dicembre 1968 - Con la rimozione del parroco Don Enzo Mazzi, il card. Flori tenta di troncare una esperienza comunitaria che durava da quindici anni, alla quale partecipava attivamente la massa del popolo dell'Isolotto oltre a numerosi ambienti cattolici fiorentini, che si presentava ricca di fermenti evangelici e di spinte sociali, che contribuiva notevolmente alla- unificazione del popolo come base essenziale dell'efficacia del suo cammino di liberazione. Mons. Panerai è nominato delegato ufficiale.

11 dicembre - Dopo il decreto di rimozione di don Mazzi, il problema della celebrazione della Messa è discusso costantemente dalle due assemblee che vengono fatte ogni giorno nel pomeriggio e dopo cena. Finalmente viene deciso:
1) di rinunziare alla celebrazione della Messa officiata dai tre preti dell'Isolotto (don Mazzi, don Gomiti, don Caciolli;
2) di fare ogni domenica alle ore 11, nella chiesa, una liturgia della Parola, senza la Eucaristia;
3) di esprimere con chiarezza che "...noi soffriamo per la mancanza della messa perché abbiamo Fede; ma non vogliamo che la Messa consacri la divisione fra il Vescovo ed il popolo. La Messa infatti non sarebbe un segno di unione, ma di divisione: quasi un sacrilegio. Non abbiamo mai preteso né pretendiamo in alcun modo di impedire a Mons. Panerai o a un suo delegato di svolgere il proprio ministero pastorale. Questo fu detto chiaramente allo stesso Mons. Panerai dall'assemblea del 6 dicembre alla quale egli presenziò. Ma al tempo stesso abbiamo detto e diciamo chiaramente che chiunque viene a dire la Messa all'Isolotto offende l'amarezza e schiaffeggia la sofferenza di un popolo. Non vogliamo stare a lungo senza la Messa. Perciò chiediamo ancora una volta ciò che da due mesi non facciamo che ripetere: - il popolo abbia la possibilità di respiro; - la gerarchia riscopra la sua funziono di servizio nei confronti del popolo; - la comunione sia ristabilita nella giustizia e nella verità; - tutto il popolo di Dio, la Chiesa tutta prenda posizione e dia una risposta a questa nostra attesa". (Dal VERBALE dell'Assemblea doll'11 dicembre 1968).

22 dicembre - Mons. Panerai, dietro insistenza della curia, celebra la Messa nella chiesa dell'Isolotto alle ore 9 indisturbato, ma rende noto pubblicamente alla popolazione che non celebrerà la Messa alle ore 11 e alle 12 dei giorni festivi poiché in quelle ore si svolge la"Liturgia della Parola".

22 dicembre - Don Mazzi, dietro invito del Papa, si reca dal card. Florit per una definitiva riconciliazione senza però che questi accetti di incontrarsi e riconciliarsi col popolo dell'Isolotto. Dopo aver comunicato, durante l' Assemblea delle ore 11, il risultato del colloquio con Florit, don Mazzi lascia l'Isolotto e si stabilisce presso un amico ne1 centro della città. Intende così compiere un chiaro gesto di ubbidienza e, inoltre, permettere che il popolo dell'Isolotto si esprima con piena libertà e autonomia.

29 dicembre - domenica - La Curia scavalca il "moderato" Mons Panerai (il quale vorrebbe rimanere fedele alla sua parola di non celebrare allo ore 11 e alle 12) e invia un altro sacerdote, Mons. Alba, a celebrare le Messe di orario all'Isolotto, senza peraltro alcuna autorizzazione ufficiale e pubblica.
Durante la mattina avvengono fatti gravissimi che incideranno su tutto il corso della vicenda:

Ore 7 e ore 9: un sacerdote celebra indisturbato per una ventina di persone, molte delle quali estranee all'Isolotto.

Ore 10,30: inizia la "Liturgia della Parola" alla quale partecipano non meno di 1500 persone fra cui don Paolo Caciolli tutt'ora legalmente Vicario Cooperatore dell'Isolotto.

Ore 11: Mentre sta ancora svolgendosi la "Liturgia della Parola" Mons. Alba inizia la celebrazione della terza Mossa. Il popolo dell'Isolotto decide allora di continuare fuori della chiesa la "Liturgia della Parola". La chiesa si svuota. Rimangono circa 50 persone fra cui molti poliziotti ed un gruppo organizzato di fascisti con catene in mano per picchiare e con alla testa alcuni noti dirigenti del M.S.I.
Sul sagrato il popolo dell'Isolotto 1egge il Vangelo. Finita la Messa tutti rientrano in chiesa. Sono lo ore 11, 45 circa. Mons. Alba decide di iniziare la celebrazione di una altra Messa per le stesse persone, gli stessi poliziotti, gli stessi fascisti. Al termine della Messa i fascisti provocano e colpiscono alcune persone del popolo. È un momento drammatico. La popolazione si domina e riesce a non rispondere alla provocazione. Si fa un grande silenzio che, meglio di ogni altra reazione esprime l'indignazione del popolo.

Ore 18: Mons. Alba celebra la quinta Messa della giornata con le stesse persone del mattino.

31 dicembre - Ore 9 - In una pubblica assemblea in chiesa, alla presenza del popolo dell'Isolotto, Don Mazzi consegna le temporalità a Mons. Panerai e ai funzionari della Curia. Al termine il popolo chiede a Mons. Panerai che la chiesa rimanga a disposizione del Popolo di Dio sia per le assemblee sia per le riunioni di preghiera al mattino dei giorni festivi.
Si chiede che per le poche decine di fedeli dell'Isolotto che lo vogliono siano stabilite delle Messe alle ore 7 e alle ore 9, in modo che dalle ore 10,30 allo 12,30 la chiesa sia disponibile per riunioni di preghiera del popolo. Almeno finché non sia ritrovata l'unità fra il Vescovo e il popolo. Mons. Panerai, che non si sente autorizzato a dare una risposta. assicura che trasmetterà la richiesta all'Arcivescovo.
Ore 21,30: Il popolo riunito di nuovo in assemblea decide che la "Liturgia della Parola" si farà negli intervalli fra le Messe di Mons. Alba, durante le quali il popolo rimarrà fuori della chiesa.

1° gennaio 1969 - Alle 10,30, più di mille persone riempiono la chiesa dell'Isolotto, rispondendo all'invito del giorno precedente. Dopo mezzora di letture bibliche, Mons. Alba entra e dà inizio alla celebrazione della Messa. La chiesa si svuota; nella grande navata rostano una trentina di fedeli, due terzi dei quali non abitano nel quartiere. Sul sagrato il popolo continua la sua preghiera. Fa molto freddo, si procurano coperte per i più anziani.
Alle ore 11,45 finita la Messa, i parrocchiani rientrano in chiesa; ora sono almeno duemila. Viene chiesto a Mons. Alba di non celebrare la Messa di Mezzogiorno e di permettere che il popolo riprenda la sua riunione di preghiera. Mons Alba risponde: "Sono incaricato di avvertirvi che non si può fare una funzione religiosa cattolica in una chiesa cattolica e poi un funzione protestante nella stessa chiesa cattolica".
Il popolo risponde con un mormorio prolungato ma nessuno reagisce.
Alle ore 12, alle ore 17, alle ore 18, si ripete la scena del Mattino: ogni volta Mons. Alba celebra davanti a non più di trenta persone.

4 gennaio - Molti fiorentini, dentro e fuori dell'Isolotto ricevono una lettera firmata dal Gruppo Cattolico S. Giovanni da Capestrano nella quale si dice: "...In tempi di smarrimento delle coscienze e di profondo turbamento, che travaglia le strutture stesse della chiesa, è inderogabile compito di ogni autentico cattolico recare la sua piccola pietra in difesa di quella Fede e di quei Valori in cui fermamente crede. Perciò ti invitiamo a prendere parte attiva alle SS. Messe che saranno celebrato, in ogni caso, alle ore 11 e 12 domenica 5 gennaio 1969, nella chiesa parrocchiale dell'Isolotto dal delegato del nostro amatissimo Vescovo, cardinale Florit.
Contando sulla tua presenza, dei tuoi familiari e dei tuoi amici e fratelli in Cristo, ti ringraziamo".

Ore 21,30: Assemblea particolarmente affollata. si discute di nuovo il problema della Messa. Sono presenti anche alcuni sacerdoti solidali con il popolo dell'Isolotto, i quali prendono la parola insieme a molti laici. Don Mazzi è ancora assente.
La decisione alla fine è unanime: basta con le provocazioni, non, si può continuare a uscire e rientrare in chiesa come è avvenuto il l° gennaio. È grottesco che si celebrino 5 Messe per pochissime decine di persone, mentre si impedisce a un popolo di riunirsi nella propria chiesa a pregare. D'ora in poi, decide l'assemblea, tutti rimarranno a pregare in chiesa dalle ore 10,30 alle ore 12,30 anche se contemporaneamente venisse celebrata la Messa. Questo l'unico modo per impedire anche il disegno provocatorio e repressivo delle forze reazionarie.

5 gennaio - Mons. Alba celebra indisturbato alle ore 7 e alle ore 9.
Alle ore 10,30 la chiesa si riempie di circa 2000 persone.
Inizia la riunione di preghiera,. L'altare è circondato dalla folla, come avveniva sempre da anni, durante la Messa, prima ella rimozione di don Mazzi. Alle 11 Mons. Alba si avvicina al microfono e avverte che sta per dare inizio alla Messa. "Non vogliamo la messa in queste condizioni!" dice qualcuno.
Mons. Alba replica: "solo poche persone non vogliono la Messa,
la maggioranza del popolo vuole che la Messa sia celebrata". Quelli che gli sono più vicini lo invitano a fare una verifica.
Mons.Alba dice: "Se la messa non la volete nessuno ve la impone". Viene allora chiesto: "chi non vuole la messa alzi la mano". In silenzio duemila persone alzano la mano. Alba raccoglie i paramenti e si allontana..
Si decide intanto che un delegazione si rechi dall'Arcivescovo e gli esponga la situazione, chiedendo dei chiarimenti. Alle 12, mentre la delegazione è ancora a colloquio col card. Florit, Mons. Alba si presenta di nuovo, vestito dei paramenti sacri, ma di fronte alla volontà del popolo di attendere il ritorno della delegazione non celebra la Messa.

6 gennaio: - Comunicato della Curia riportato dai giornali:
".....Va inoltre detto che la delegazione si era recata in Arcivescovado dopo che nella chiesa parrocchiale dell'Isolotto l'assemblea aveva impedito la celebrazione della Messa delle ore 11 fisicamente opponendo resistenza al sacerdote che si accostava all'altare già vestito dei paramenti sacri".

7 gennaio - Mons. Alba fa denunzia presso la Polizia Giudiziaria

14 gennaio - Il Procuratore della Repubblica di Firenze denuncia 11 laici dell'Isolotto e 5 sacerdoti per i reati di:
....istigazione a delinquere...., perché, in concorso fra loro, la sera del 4 gennaio 1969, in Firenze e precisamente nella chiesa dell'isolotto, luogo aperto al pubblico e alla presenza di numerose persone, pubblicamente istigavano ad impedire la celebrazione delle Messe che il giorno successivo dovevano essere celebrate nella chiesa dell'isolotto da parte di Mons. Ernesto Alba, delegato dell'Arcivescovo di Firenze...
.....turbamento di funzioni religioso del culto cattolico... perché in Firenze, e precisamente nella chiesa dell'isolotto, il 5 gennaio 1969, in concorso fra loro e con altre persone allo stato non identificate, impedivano la celebrazione delle Messe delle ore 11 e 12 che dovevano essere dette da Mons. Alba delegato dell'Arcivescovo di Firenze, occupando con panche e sedie lo spazio intorno all'altare, invadendo questo con le loro persone, facendo opera di ostruzionismo ed impedendo allo stesso Mons. Alba di raggiungere l'altare ostruendogli il passaggio. Con l'aggravante di cui all'art. ....per essere concorsi nel reato più di cinque persone.

18 gennaio - Appena venuto a conoscenza della incriminazione il popolo si riunisce in assemblea. È presente, per la prima volta dal 22 dicembre, anche don Mazzi che da quel momento decide di non lasciare più l'Isolotto. Viene approvata dall'Assemblea una lettera di corresponsabilità con gli incriminati che poi è firmata da oltre 1000 persone.

Giugno 1969 - Il Procuratore della repubblica incrimina 438 persone fra quelle che hanno firmato il documento di corresponsabilità. Non si conosceranno mai i motivi per cui non sono stati incriminati tutti i firmatari presenti la mattina del 5 gennaio. Incrimina inoltre: 6 analfabeti, 2 invalidi, 1 cieco e le persone che li avevano aiutati a porre il loro nome sul documento di corresponsabilità inviato al Procuratore della Repubblica

"....per delitto di falsità in scrittura privata, al fine di procurarsi ingiusto vantaggio". (!!!)

16 giugno 1970 - Il Procuratore della Repubblica di Firenze trasmette gli atti al Giudice Istruttore.

23 maggio 1969- Sei persone della Comunità dell'Isolotto sono processate in Pretura per lo seguenti imputazioni:
1) "Promozione di manifestazioni non autorizzate" (si trattava
del corteo di circa mille bambini delle scuole, che il giorno
5 dicembre 1968 insieme ai loro genitori si recarono in Piazza Duomo, davanti all'Arcivescovado, per esprimere la loro disapprovazione verso il provvedimento di rimozione di Don Mazzi; e del corteo di circa tremila membri della Comunità dell'Isolotto, analogo al precedente, svoltosi l'8 dicembre 1968 con cartelli).
2) "Vilipendio alla religione di Stato" per il contenuto di alcuni cartelli portati in corteo. Tale imputazione è scaturita da una denunzia del M.A.C: (Movimento Anticomunista Cattolico)

Il Pubblico Ministero stesso chiede l'assoluzione per tutti gli imputati: riguardo alla prima imputazione "per non aver commesso il fatto; riguardo alla seconda "perché il fatto non costituisce reato".

Il Giudice accoglie le richieste del P.M. ed assolve tutti i sei imputati, con la ovvia motivazione che, per la legge, "oggetto della tutela è il sentimento religioso del popolo, non il prestigio della gerarchia".

15 luglio 1970 - Il Giudice Istruttore applica l'amnistia a 80 imputati di turbamento di funzione religiosa perché inferiori ai 18 anni o superiori ai 70, e rinvia a giudizio gli altri 358.

11 gennaio 1971 - Il Tribunale, contrariamente alla decisione del Giudice Istruttore e non tenendo conto di una istanza degli imputati, decide di applicare l'amnistia per 349 incriminati di turbamento e di rinviare a giudizio solo nove persone:
1) don Vittorino Merinas per istigazione a delinquere
2) don Vincenzo Barbieri         "                      "        
3) don Bruno Scremin              "                      "        
4) don Renzo Fanfani               "                      "        
5) don Gianni Riciarelli              "                      "        
6) Carlo Consigli                        "                      "          e turbamento
7) Mira Furlani                           "                      "                   "

8) Daniele Protti                        "                      "                   "
9) Lino Benvenuti     per turbamento


Il processo è fissato per i giorni 3 e 4 maggio 1971.