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SUL PROCESSO DI BURGOS
DOCUMENTO APPROVATO DALL'ASSEMBLEA LITURGICA
DELLA COMUNITÀ DELL'ISOLOTTO



Ancora una volta la celebrazione della Eucaristia chiede a noi, proprio in guanto comunità cristiana, di denunziare apertamente la ingiustizia e di solidarizzare con coloro che lottano per sradicarla.

In questi giorni 11 regime di Franco sta colmando la misura della ingiustizia e della oppressione verso il Popolo Basco e tutto il Popolo Spagnolo processando, senza minime garanzie di difesa, sedici militanti dell'E.T.A., inscenando una accusa basata su confessioni estorte con la tortura, chiedendo ben sei pene di morte e più di 700 anni di carcere, reprimendo brutalmente la protesta che si eleva spontaneamente dal popolo e infine proclamando lo stato di emergenza.

Con la forza che ci deriva dalla fede, denunziamo questi gravissimi fatti e l'iniquità di un regime cui, fra l'altro, è permesso strumentalizzare così sfacciatamente il nome di Cristo; denunziamo anche il silenzio colpevole della gerarchia ecclesiastica che, per bocca dei vescovi spagnoli, è giunta ad offendere ulteriormente gli imputati chiedendo per ossi "clemenza" e non giustizia; denunziamo la gravità dal gesto di Paolo VI che ha rifiutato di parlare con le madri di alcuni degli imputati, venute a Roma, con grandi rischi personali, proprio per essere ricevute dal Papa; denunziamo l'atteggiamento del nostro governo che si rifiuta di prendere posizione dicendo che "è indispensabile attendere la conclusione del processo per un ovvio rispetto della magistratura", quando tutti sanno che il processo non rispetta le più elementari garanzie della difesa e che la sua conclusione potrebbe essere anche l'immediata fucilazione degli eventuali condannati a morte; denunziamo infine il silenzio di tutte le comunità cristiane che oggi celebrano tranquillamente l'Eucaristia in comunione col "cattolicissimo" Franco, rendendosi, con tale silenzio, complici dei suoi crimini, separandosi dalla parte viva della Chiesa che si trova nelle carceri di Burgos e nella coscienza di quanti non possono celebrare silenziosamente l'Eucaristia in comunione con l'oppressore, rendendosi così responsabili di una violenta opera di separazione e di divisione del Popolo di Dio.
Da parte nostra rinnoviamo la piena solidarietà con gli imputati, con tutti i prigionieri politici baschi e spagnoli, con i torturati, con le madri degli imputati che si sono incontrate con una nostra delegazione quando sono venute a Roma, con tutto il Popolo Basco e Spagnolo che lotta per la propria liberazione o
A loro e a noi stessi auguriamo, infine, che questo processo sia l'occasione per compiere tutti un notevole e decisivo passo verso la libertà e la giustizia.

La Comunità dell' Isolotto

Firenze, 6 dicembre 1970


(cicl. in proprio -via Aceri 1)


Copia di questo documento è stata inviata al Papa. ai vescovi e alle autorità civili spagnole, al governo e ai gruppi parlamentari italiani, alla stampa.