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OGGI 1 FEBBRAIO 1970, ALL'ISOLOTTO LA CURIA FIORENTINA
HA DECISO DCOMPIERE UN ATTO BUROCRATICO,
CIOÈ L'INVESTITURA O PRESA DI POSSESSO DELL'UFFICIO DI
PARROCO E DEI BENI PARROCHIALI DA PARTE DI UN SACERDOTE DI VICENZA.
Tale atto burocratico, normalmente si svolge in forma privata perché omai
da tutti riconosciuto una pura formalità priva di ogni significato.
All'Isolotto si e voluto invece pubblicizzarlo dandone notizia a tutta la
stampa e facendone occasione di grandi festeggiamenti.
Questa è dunque la risposta all'appello che noi abbiamo rivolto, in
occasione del Natale, "a tutta la Chiesa e specialmente ai fratelli
cristiani che ci hanno rifiutato": "Occorre che ci poniamo tutti in stato
di conversione, che ci mettiamo tutti insieme nelle condizioni di deserto
in cui si trova la grande maggioranza degli uomini, che ci rendiamo tutti
insieme solidali con i diseredati, gli oppressi, i rifiutati ai quali è
annunziata oggi nel deserto la nascita di Cristo. Seguendo loro, uniti ad
essi ritroveremo meglio la strada che conduce a Cristo, cioè la strada
dell'unità e della pace".
Questa è la risposta della Curia agli operai in lotta per il contratto di
lavoro e contro la repressione, ai baraccati romani, ai terremotati
siciliani, ai pastori sardi, ai preti spag11o1i, agli studenti greci, agli
invalidi, ai negri e a tutti coloro che insomma parteciparono alla Veglia
di Natale in Piazza dell'Isolotto in comunione con noi.
Questa è la risposta al preciso invito fatto dalla nostra Comunità al
sacerdote nominato oggi ufficialmente parroco: "facciamo insieme il
catechismo, celebriamo insieme la Messa per servire l'unità del
quartiere".
Questa è la risposta alla lettera dei 108 preti fiorentini e alle
dimissioni dei laici del consiglio pastorale.
Questa e la risposta agli appelli, come quello di Camaldoli, pervenuti da
ogni parte del mondo.
Oggi, mentre il popolo dell'Isolotto, per la sua partecipazione alla sorte
degli ultimi, si trova a dover vivere la propria vita di Comunità in
condizioni di rifiuto da parte dalla Curia fiorentina, vediamo che
un'altra parte della Gerarchia, perfino italiana, sta mostrando minore
incomprensione, insensibilità e maggior rispetto nei confronti del popolo
di Dio.
Il Card. Dell'Acqua, Vicario del Papa per la diocesi di Roma, dopo aver
preso atto della volontà dei baraccati di Pratorotondo e di don Gerardo
Lutte, ha consentito che il sacerdote rimanesse con il suo popolo
ritirando un provvedimento già definitivo.
A Chieti, Mons. Capovilla, già segretario di Papa Giovanni, nel proporre
un sacerdote come parroco, ha chiesto il consenso del popolo della
parrocchia.
Invece la Curia fiorentina esaspera ancora una volta la repressione
compiendo e strumentalizzando un atto burocratico per stroncare nel
nascere l'iniziativa di alcuni sacerdoti della diocesi, tesa a ricercare
per l'Isolotto una soluzione diversa da quella imposta, soluzione che
desse un minimo di respiro al popolo dell'Isolotto.
Si manifesta in tutto questo l'intenzione della Curia di archiviare una
volta per tutte il "doloroso caso Isolotto" e la volontà di rendere
impossibile a chiunque altro la riapertura della "pratica".
Noi però ci sentiamo sempre più sostenuti e stimolati dalla unità che si
va progressivamente realizzando fra tutti gli oppressi e i rifiutati, sia
nella società civile che nella Chiesa, unità in cui noi riconosciamo la
presenza dello Spirito di Cristo, unità alla quale dovranno convertirsi
tutti gli uomini di buona volontà che non vogliono essere gli strumenti di
questa divisione in classi la quale porta il mondo verso la propria
distruzione.
Tale unità ci viene offerta e significata in particolare da tutti quei
sacerdoti che ogni domenica celebrano la Messa in piazza riconoscendoci
pubblicamente come Chiesa, da tutto quelle comunità parrocchiali e gruppi
che da ogni parte d'Italia e del mondo continuano a manifestare il loro
consenso e la loro partecipazione alla nostra lotta.
Con questa forza noi riaffermiamo.la nostra ferma volontà di continuare a
credere, sperare e lottare per una Chiesa che si libera
dall'autoritarismo, dal potere, dalla ricchezza, dalla alleanza con gli
oppressori e che cerca il suo fondamento, sempre nuovo, nel Cristo
presente negli oppressi.
Supplemento al Notiziario della Comunità
dell'Isolotto - N.8 Gennaio 1970.
Aut.Trib.FI N.2016
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