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A TUTTO IL POPOLO DI DIO
AI SUOI PASTORI
 


OGGI 20 LUGLIO 1969 VIENE RIPRESA LA
CELEBRAZIONE DELLA MESSA DALLA COMUNITÀ DELL'ISOLOTTO.
 

In questa settimana finiscono sei mesi che la chiesa è chiusa e nessuno sa dirci quando verrà riaperta.
Noi abbiamo sempre dichiarato che vogliamo la Messa, che soffriamo per la mancanza della Messa, che non vogliamo restare a lungo senza la Messa. Abbiamo solo chiesto, in un documento dell'11 dicembre 1968, che la Gerarchia, prima di strumentalizzare la Messa per "ristabilire l'ordine all'Isolotto", assicurasse le seguenti cose:
- il popolo abbia la possibilità di respiro;
- l'autorità riscopra la sua funzione di servizio nei riguardi del popolo;
- la comunione sia ristabilita nella giustizia e nella verità;
- il Popolo di Dio, la Chiesa tutta prenda posizione e dia una risposta a questa nostra attesa.

Invece di queste cose ci è stato mandato mons. Alba il quale il
29 dicembre è venuto a dire la Messa circondato da una trentina di persone, fra cui un gruppo organizzato di provocatori con catene in mano. Egli ha rilasciato quella deposizione a causa della quale sono state incriminate 400 persone. La chiesa è stata poi chiusa e noi per sei mesi abbiamo rinunziato a fare la Messa insieme ai nostri preti, per il timore che divenisse strumento di divisione. Il nostro è stato un gesto di buona volontà e di disponibilità, è stato come un digiuno o un deserto .accettato con amore.

Purtroppo la stessa buona volontà e disponibilità non è stata dimostrata dai preti inviati dalla Curia. Essi infatti hanno aperto al culto la cappellina in via Palazzo dei Diavoli, ignorando completamente l'esperienza comunitaria della parrocchia e iniziando una delittuosa divisione.

Noi abbiamo continuato a sperare e a cercare una possibilità di incontro che non significasse il semplice annientamento della nostra comunità. Possiamo aver sbagliato nei modi di esprimerci, ma la nostra tensione era questa. Poi ci siamo accorti che ogni speranza d'incontro era completamente illusoria. Questi sacerdoti non erano mandati per accoglierci, per "completare e correggere" secondo la solenne e pubblica dichiarazione del delegato arcivescovile Mons. Panerai fatta il 23 gennaio 1969 in occasione della riconsegna delle chiavi. Essi erano stati inviati per "restaurare l'ordine" e creare un'altra parrocchia che cancellasse tutta l'esperienza passata.

Allora abbiamo chiesto a dei sacerdoti nostri amici di venire a rendersi conto di persona. Alcuni di essi avevano già preso contatto e cercato un dialogo personale con i nuovi parroci. Per vari giorni don Fabio Masi, don Remo Collini, don Giovanni Lucherini, don Mauro Bruni sono stati messi fuori della canonica dove con la gente essi chiedevano di radunarsi per leggere il Vangelo e trovarvi la strada dell'unione.

Coma estremo tentativo questi quattro sacerdoti si sono decisi a presentarsi ai preti di Vicenza (i nuovi sacerdoti mandati all'Isolotto) per chiedere loro con chiarezza come intendessero svolgere il proprio ministero sacerdotale verso la Comunità dell'Isolotto.
Don Pietro De Marchi, parroco nominato dalla Curia, ha risposto dichiarando di assumersi tutta la responsabilità di quanto diceva e ripetendo diverse volto il seguente concetto:

"NELLA ESPERIENZA COMUNITARIA DELL'ISOLOTTO NON C'È NULLA DI CRISTIANO E NULLA DI RELIGIOSO. PER QUESTO LI ACCOGLIAMO COME
SINGOLI INDIVIDUI, MA PER NOI NON ESISTONO COME COMUNITÀ".

Di fronte a questa situazione che colpisce tutta la chiesa noi non possiamo più oltre rinunziare a fare la messa con i sacerdoti e le Comunità che ci riconoscono come porzione del Popolo di Dio e ci accolgono come comunità cristiana.
In tali sacerdoti noi riconosciamo i nostri veri pastori, alla stregua di Enzo, Paolo e Sergio.


Da domenica 20 Luglio all'ISOLOTTO in piazza sarà celebrata la Messa.

Non sarà una Messa di divisione, ci sentiremo uniti in Cristo.

Sarà una Messa di gioia in libertà e amore.

Sarà una Messa di speranza che celebreremo con tutti i fratelli cristiani.

Chi si sente oppresso ricordi che i primi dei nostri fratelli vennero costretti nelle catacombe

La Comunità dell'Isolotto


(cicl.in proprio)