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IMPORTANTE


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Il Giudice Istruttore ha notificato, a numerosi dei trecentocinquantotto membri della comunità che sono stati imputati per aver firmato la lettera di corresponsabilità, mandato di comparizione per interrogarli sui fatti del 4 e 5 gennaio.
Si tratta di non farsi prendere dall'emozione perché quanto è avvenuto in quelle occasioni, così come in ogni altra nostra manifestazione, non costituisce reato e nulla può quindi accaderci.
-Nessuno dei presenti in Chiesa la mattina del 5, sia alle ore 11 che alle 12, ha in alcun modo impedito a Mons. Alba di celebrare la Messa. Chi era intorno all'altare, anche con sedie, lo faceva perché
questa era la nostra abitudine da anni: se c'era qualcosa di nuovo quel giorno, era la chiesa talmente gremita che l'assiepamento al-
l'altare era più fitto del solito. Don Enzo, Don Sergio e Don Paolo passavano sempre fra la gente quando andavano all'altare per dire la Messa .
-Quello che abbiamo fatto tutti assieme la mattina del 5 gennaio,
di cui non ci vergogniamo e che siamo pronti a riconoscere davanti a qualsiasi giudice, è questo: quando Mons .Alba chiese chi non vole- va la Messa, tutti alzammo la mano ed eravamo quasi tremila. Quando
fu fatta la controprova, e venne chiesto chi voleva la Messa, nessuno alzò la mano.
-Come Mons Alba potè venire al microfono, così pure avrebbe potuto andare all'altare.
-Nessuno ci ha istigati a impedire in alcun modo la celebrazione
della Messa; tutti coloro che la sera del 4 gennaio hanno parlato in Assemblea (ad eccezione di Don Tozzi) hanno espresso appieno il nostro pensiero e la nostra volontà.

QUESTA È LA VERITÀ DEI FATTI E QUINDI LA
NOSTRA IMPOSTAZIONE DIFENSIVA.

 


IMPORTANTISSIMO

Il Procuratore della Repubblica ha deciso di far convocare dai Carabinieri di Legnaia coloro che hanno sottoscritto la lettera di corresponsabilità con i nostri fratelli imputati.
Le prime convocazioni sono già arrivate e invitano a presentarsi domani.

Si tratta di non farsi prendere dalla paura, perché quanto è avvenuto il 4 e il 5 gennaio e in ogni altra nostra manifestazione non costituisce reato, e nulla può quindi accadere se si dice senza contraddizioni la verità.
Infatti, come abbiamo dichiarato nella nostra lettera di solidarietà:
1. -Nessuno ci ha istigati a impedire in alcun modo la celebrazione
della Messa; tutti coloro che la sera del 4 gennaio hanno. parlato in assemblea (ad eccezione di don Tozzi) hanno espresso appieno il no= stro pensiero e la nostra volontà.

2. Nessuno dei presenti in chiesa la mattina del 5, sia alle ore 11 che a mezzogiorno, ha in alcun modo impedito a Mons.Alba di celebrare la Messa. Chi era intorno all'altare, anche con sedie. lo faceva perché questa era la nostra abitudine di anni: semmai, se c'era qualcosa di nuovo quel giorno, era la chiesa talmente gremita che l'assiepamento intorno all'altare era più fitto del solito.

3. Quello che abbiamo fatto tutti insieme la mattina del 5 gennaio, di cui non ci vergogniamo affatto e che siamo pronti a riconoscere di
fronte a qualsiasi giudice, è questo: quando Mons. Alba chiese chi non voleva la Messa, tutti alzammo la mano ed eravamo quasi tremila.

4. Se Mons. Alba ha potuto venire al microfono, come si può sostenere che gli e stata impedita la celebrazione della Messa?


QUESTA SERA, SABATO 15 GENNAIO, ALLE ORE 21,30 COLORO CHE
HANNO RICEVUTO l'AVVISO HANNO CHIESTO E DECISO DI TROVARSI INSIEME ALLE BARACCHE VERDI DI VIA DELLE ACACIE.

CHIUNQUE NEI GIORNI PROSSIMI RICEVERÀ LO STESSO AVVISO PUÒ VENIRE ALLE BARACCHE VERDI DOVE CI TROVIAMO SEMPRE DALLE ORE 18 ALLE 20.
 

 


 

   
   

ORDINE DI COMPARIZIONE
emesso dal P.M.
Art. 251 e 253. cod proc. pen. :




Noi Dott. Piero Luigi VIGNA = Sostituto Procuratore della Repubblica di FIRENZE.
(1).............................................................................................................................

Visti gli atti del procedimento a carico di .................................................................
1°) - MERINAS Vittorio, fu Nicola, n. il 17.3.1930 in Villanova (TO) ed ivi residente, via Vandalino n. 40, titolare della succursale della parrocchia "Natività di M. Vergine" V. Vandalino n. 31
2°) - BARBIERI VINCENZO fu Vittorio n. il 18.2. 1931 in Cortile S. Martino (PR) resid. Reggio Calabria, domiciliato in Milano, Corso Porta Romana, n.109, presso la sede della Cooperazione Internazionale
3°) - SCREMIN BRUNO di Antonio, n..il 10.5.1925 in Bassano del Grappa e
resid. in Vicenza, Via Pizzocaro n. 43
4°) - FANFANI RENZO
5°) - RICCIARELLI GUIDO
Vicario Cooperatore della Parrocchia di S. Giovanni Battista, EMPOLI
6°) - FURLANI MIRA
7°) - CONSONNI GIANNA
8°) - TAURINI GIAMPAOLO n.in Grizzana il 28.6.1946 e residente in F1RENZE Via degli Agrifogli n.21
9°) - PERSIANI G1USEPPINA
l0°) - PERITORE SALVATORE
11°) - CECCARELLI GIORGIO
12°) - QUERCIOLI FRANCO, n. il dì 8.3.1940 in Firenze ed ivi residente in Via degli Agrifogli n. 23;
13°) - PENTI LUCIANA
14°) - CONSIGLI (MARIO) anzi CARLO di Oreste nato a Firenze 8.5.1941 ivi res. viale dei bambini 21
15°) - CIPANI GIOVANNI, n. il 10.11.1940 a Torino e resid.FIRENZE Via Pa-
lazzo dei Diavoli n 222.
16°) - ZANI GIANCARLO


IMPUTATI COME RETRO
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(I) Procuratore della Repubblica o pretore per delega del P. M.


il i°, 2°, 3°, 4°, 5°, 6°
A) - del delitto dl istigazione a delinquere previsto dagli artt. 110, 414 n. 1 in re1azione all'art. 266 ult. cpv. n. 2- C.P., perché, inconcorso fra loro,la sera del 4 gannaio 1969, in Firenze e precisamente nella Chiesa dell'Isolotto, luogo aperto al pubblico e in presenza dl numerose persone pubblicamente istigavano ad impedire la celebrazione delle messe che il giorno successivo dovevano essere celebrate nella Chiesa dell'Isolotto da parte di Mons. Ernesto ALBA delegato dall'Arcivescovo di Firenze, fatto costituente il delitto previsto dall'art.405 C.P. - Con la aggravante di cui all'art. 112 n. 1 C.P. per essere concorse nel reato più di cinque persone ed anche per i primi cinque di cui all'art. 61 n.9 C.P. per aver commesso il fatto in violazione del doveri inerenti alla qualità di ministri del culto cattolico.


IL 2° (Barbieri) inoltre:
B) - della contravvenzione di turpiloquio prevista dall'art.726 cpv. C.P. perché nelle circostanze di tempo e luogo di cui al capo A) che precede usava un linguaggio contrario alla pubblica decenza pronunciando la frase "essi distinguono immediatamente due categorie:i cattolici e i protestanti. SPACCANO IL CULO IN DUE: UNA CHIAPPA DI QUA E UNA DI LÀ".


IL 6°, 7°, 8°, 9°, 10°, 11°, 12°, 13°, 14°, 15°, 16°:
del delitto di turbamento di funzioni religiose del culto cattolico previsto dagli artt. 110, 405 CP., perché, in Firenze, e precisamente nella Chiesa dell'Isolotto il 5 gennaio 1969 inconcorso fra loro e con altre persone allo stato non identificate, impedivano la celebrazione delle Messe delle ore 11 e 12 chedovevano esser dette da Mons. Ernesto ALBA delegato dell'Arcivescovo di Firenze, occupando con panche e sedie lo spazio intorno all'altare, invadendo questo con le loro persone, facendo opera di ostruzionismo ed impedendo allo stesso Mons. ALBA- di raggiungere l'altare ostruendogli il passaggio.
Con l'aggravante di cui all'art. 112 n. 1 C.P. per esser-concorse
nel reato più di cinque persone.
.................................................................................................................


Ordiniamo agli Ufficiali Giudiziari di citare i suddetti a comparire personalmente avanti di Noi nel Nostro Ufficio posto in Firenze piazza San Firenze 5 Via piano II° 
stanza 13 il giorno 30 gennaio I969 alle ore I8,30

per rispondere agli interrogatori che ad ess verranno fatti con diffida che non comparendo verrà contro di ess emesso ordine di accompagnamento, giusta l'art. 261 del Cod. di proc. penale.

Il presente ordine sarà notificato nel modo prescritto dall'art. 166 e seguenti del Cod. di  proc. pen. .-


Firenze. lì 15 gennaio I969


Il Procuratore della Repubblica
(P.L. Vigna sost.)



Bollo Il ...........................................

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