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Caro amico,
La presente dichiarazione, che non si è voluto pubblicizzare per non
acuire i contrasti, è già pervenuta - corredata dalle firme raccolte tra
amici - nelle mani di S. Ecc. Mons. Bianchi, che l'ha molto apprezzata.
Si desiderà però che le firme di adesione crescano a conforto dei
Superiori e a testimonianza di carità verso i fratelli erranti.
La S. V. è pregata, se - come speriamo - condivide il contenuto della
lettera, di firmarla e farla firmare (anche nel retro) e di c.onsegnarla o
spedirla in busta chiusa direttamente a S. Ecc. Mons. G. Bianchi, Curia
Arcivescovile di Firenze. Ciò per non perdere tempo nella raccolta .
Grazie,
Un gruppo di cattolici fiorentini
(timbro rotondo)
G.O.S.E.S
Gruppo di orientamento sociale
"Ecclesiam suam"
Lettera allegata:
Noi sottoscritti, fedeli della città di Firenze, nel presente
disorientamento e smarrimento, cui ha dato luogo la presa di posizione di
alcuni Sacerdoti e gruppi di cattolici, particolarmente della zona
dell'Isolotto, premesso che:
il motivo proprio dell'ubbidienza non è l'infallibile esercizio
dell'autorità, ma il possesso legittimo della medesima
riteniamo nostro dovere:
a) riaffermare l'indefettibile sentimento di rispetto e di sottomissione
alla Autorità Ecclesiastica, nella persona dell'Arcivescovo.
b) riaffermare il principio dell'Autorità, quale fondamento dell'unità e
della efficienza santificatrice ed apostolica della Chiesa, regno di Dio
sulla terra, memori della parola ammonitrice di Cristo che "ogni regno in
sé diviso è destinato alla desolazione e alla rovina",
c) richiamare gli erranti, in spirito di umiltà e fraterna comprensione, a
riconsiderare con serenità e calma, quanto sia maggiore il male che
involontariamente stanno arrecando alla Chiesa, con la loro ribellione,
dei difetti che intendono combattere con le loro denunce e le loro
critiche,
d) invitare gli stessi a riflettere al cammino percorso in questi ultimi
anni, che li ha portati da posizioni di testimonianze evangeliche per
molti lati encomiabili, a posizioni addirittura erronee, e ad
atteggiamenti pratici di facile strumentalizzazione da parte dei nemici
della Chiesa; conseguenza inevitabile della poca docilità verso le
Autorità legittime, da Dio stesso volute e poste a guida dei fedeli e dei
Sacerdoti,
e) esprimere a questi fratelli non sentimenti di condanna, memori
ciascuno, come è doveroso esserlo, dei propri difetti e delle proprie
colpe, ma sentimenti di stima per le buone intenzioni da cui sono mossi e
di fiducia che sapranno, con l'aiuto di Dio, ritrovare la via della
perfetta carità e della unità con la Gerarchia e con tutto il popolo di
Dio, unità che fu e rimarrà sempre il supremo anelito del Cuore di Cristo.
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