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Questo documento sintetizza il metodo di lavoro a cui, fin dall'inizio, per quattordici anni, ha cercato di ispirarsi la pastorale "missionaria" della parrocchia nella Liturgia, nella predicazione, nella catechesi, nella vita dei preti e della comunità. Rappresentava un programma da rafforzare per il futuro. Questa linea era stata concordata e apprezzata dal Cardinale Elia Dalla Costa . Alla sua morte (1962) cominciarono le prime difficoltà con la Curia fiorentina con la presa di possesso dell'Arcidiocesi dal successore Ermenegildo Florit, inviato da Roma, richiesto dalla parte più reazionaria clerico-fascista fiorentina, per "mettere ordine" nella diocesi in cui vivevano e operavano Giorgio La Pira, don Milani, padre Balducci, padre Vannucci, padre Turoldo e alcune parrocchie che venivano definite "parrocchie rosse" tra le quali quella dell'Isolotto.

   
   

 

L'ANNUNCIO DELLA PAROLA DI DIO DA PARTE DELLA CHIESA
(in una pastorale missionaria)
 


Il discorso sull'annuncio della Parola di Dio è abbastanza nuovo nella Chiosa: però sta diventando sempre più vasto, in conseguenza di un ripensamento, dovuto soprattutto al fenomeno della scristianizzazione (I)
Questo fenomeno ha portato non solo ad un ripensamento della Parola di Dio, ma anche di tutti i valori che Cristo ha depositato nella Chiesa
Tale ripensamento ha seguito le varie tappe, ormai conosciute, del rinnovamento liturgico, biblico, pastorale, catechistico. e del nuovo dialogo con gli acattolici e col mondo; ha ricevuto, come si sa, una enorme spinta dal pontificato di Giovanni ed è stato ormai consacrato dal Concilio.
E' chiaro allora che tale ripensamento, essendo occasionato proprio da questo nuovo ritrovarsi della Chiesa di fronte ad un mondo non cristiano, è causato da una tensione missionaria prodotta da Dio. La Chiesa non rinnega quindi la esperienza passata, ma, mossa da lo Spirito, continua una nuova esperienza, perché essa è Cristo per gli uomini di oggi, ed è sempre più spinta a convertire un atteggiamento di difesa in un atteggiamento di missione aperta.

Il cristiano si trova allora di fronte a due pericoli da evitare. Ambedue derivano dal non tener conto che tale spinta missionaria è dono dello Spirito e ambedue mettono in evidenza una mancanza di fiducIa. Infatti mancando di fiducia ci si preoccupa troppo dei risultati immediati ed evidenti, cosicché si finisce per attuare una missione a carattere attivistico o a carattere distruttivo e per perdere il senso divino dalla storia nella quale Dio è presente e agisce continuando il Mistero Pasquala proprio attraverso la Chiesa.

Il genuino senso missionario sembra essere invece quello definito da Giovanni XXIII, che invitava la Chiesa, consapevole di essere la sposa di Cristo a rinnovare il suo volto. Ciò significa rinnovare la propria fede, cioè la propria fiducia e fedeltà allo Sposo in modo da essere come Lui segno efficace di speranza e di amore per l'umanità.
Ci sono infatti intere masse di uomini poveri, diseredati, oppressi; ci sono interi popoli sottosviluppati e affamati che, stranamente, in questi ultimi tempi, hanno mostrato di non la significazione dell'amore di Dio fatto dalla Chiesa. Eppure il messaggio evangelico sembra essere indirizzato particolarmente a loro a l'Amore di Dio sembra ravvolgerli di una predilezione speciale.
Questo scandalo dell'incomprensione e dell'abbandono della Chiesa da parte dei poveri può trovare molte opportune giustificazioni alle quali sarebbe falso e ingiusto fermarsi.
La Chiesa non può non soffrire, insieme allo Sposo, di questa dolorosa incomprensione dei suoi figli più cari.
Essa non può non impegnarsi totalmente in un rinnovamento del suo volto in modo che questo sia una più pura o più chiara significazione dell'Amore di Dio e in modo che il mondo sia di nuovo invitato a riconoscere tale amore.
Quindi tutto il processo di rinnovamento della Chiesa è un processo che deve condurre a una pastorale missionaria, anzi deve coronarsi e riassumersi in essa.

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[(I) Per scristianizzazione non si intende un fatto limitato agli aspetti dell'abbandono della pratica religiosa, della diserzione dalla Chiesa e quindi dell'allontanamento da Dio da parte dei Cristiani, ma a che della nuova scoperta del mondo ne1 quale la Chiesa prende coscienza di trovarsi in esigua minoranza. E por tensione missionaria si intende soprattutto un cambiamento di mentalità, o meglio un trapasso da uno spirito di chiusura e di difesa a un nuovo spirito di apertura. ]

La Pastorale missionaria si differenzia da quella che può essere una pastorale di conservazione, di difesa. o "pastorale d'ovile" in quanto pone l'accento sugli aspetti più specificamente missionari, quali:

l) un ritorno alla genuinità del "messaggio di salvezza" al di là di ogni elaborato umano e alla visione dinamica della creazione e della Grazia;
2) una coscienza particolarmente viva da parte della Chiesa di essere non solo la ripetitrice dell'opera di Cristo, ma la Sua continuazione in senso ontologico, e quindi una coscienza di essere insieme a Cristo la mediatrice della Salvezza;
3) una immersione della Chiesa nella realtà umana, in modo da poter offrire il "messaggio della salvezza" ne1 modo più pieno di amore e quindi più comprensibile per l'uomo da evangelizzare; 4) una scelta di fronte ai mezzi, nello spirito della Rivelazione. Questa ha sempre offerto la potenza salvatrice dello Spirito attraverso la scelta positiva di ciò che è debole, la efficacia risolutiva dello Spirito attraverso ciò che è umanamente infecondo, la forza vivificatrice dello Spirito attraverso la scelta positiva della morte;
5) una scelta dei metodi più rispettosi dell'uomo, della sua personalità, della sua ricerca, affinché di fronte alla Salvezza di Dio, proposta dalla Chiesa, l'uomo sia reso capace di scegliere il più liberamente possibile

In una pastorale così concepita, la catechesi non è più un momento parziale, quasi staccato dalla pastorale stessa; anzi questa potrebbe essere definita, specialmente nella nostra situazione, come una vasta catechesi.
In questo ordine d'idee la liturgia la messa, l'amministrazione dei Sacramenti, l'iniziazione alla preghiera, la formazione cristiana, il contatto col popolo e ogni azione caritativa hanno tutti questo aspetto catechistico in senso missionario.
In questo senso profondo e non superficiale si può parlare di unità tra Bibbia, Liturgia, Catechismo, Preghiera, Vita cristiana, ecc...
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L'ANNUNCIO DELLA PAROLA DI DIO NELLA COMUNITA' PARROCCHIALE
(per un catechismo missionario)

Parlando ora in particolare dell'annunzio della Parola di Dio nella Comunità parrocchiale (così come storicamente si presenta oggi) è chiaro che anche questo annunzio, in clima di pastorale missionaria, è fortemente caratterizzato dall'aspetto catechistico.
In pratica, oggi, da noi, si potrebbe dire che ogni annunzio della Parola di Dio è sempre catechismo e catechismo missionario.
In alcuni casi sembrerebbe che questo non avesse valore per il non realizzarsi di quella situazione storica di cui parlavo all'inizio e che si è definita col termine "scristianizzazione"; ma l'annunzio della Parola di Dio è sempre un fatto universale, specialmente oggi.
Pur dovendo rispettare le caratteristiche particolari, bisogna sempre avere uno sguardo d'insieme per non fare opera antistorica e venir meno alla missione stessa.

Ora, per ricercare le caratteristiche di un catechismo missionario (e quindi di un annunzio della Parola di Dio al giorno d'oggi) ci si deve riferire a quanto dicevamo a riguardo della pastorale missionaria e anzitutto c'è da tener presente che il catechismo missionario deve in modo particolare (al di là di ogni elaborazione umana passata) testimoniare e, a suo modo, rendere effettivamente presente l'Amore di Dio.
La catechesi ha insomma il compito essenziale di offrire tutta la storia passata, presente e futura della verità e della efficacia dell'Amore di Dio, cioè la Sua fedeltà, la totale disponibilità presente e la promessa di fedeltà eterna.

Questa testimonianza e questa efficacia della presenza dell'Amore di Dio, contenuto nella catechesi, sono fatte dalla Chiesa.

La Chiesa catechizzante offre questa presenza consenziente di Dio non solo come Suo portavoce, ma soprattutto come Corpo vivo di Cristo Dio.
Quindi nella testimonianza resa dalla Chiesa, dalla Comunità cristiana, c'è coinvolta.tutta la vita dei suoi membri.

Ora la Chiesa, la Comunità cristiana e quindi i membri di essa non possono annunziare l'offerta dell'Amore di Dio, la disponibilità di Lui, la di Lui promessa soltanto annunziando la Parola, senza operare una scelta positiva di fedeltà, di disponibilità, di promessa.

Prima che con la parola,.la Comunità cristiano offre l'Amore di Dio attraverso il proprio amore; la disponibilità presente di Dio attraverso la propria disponibilità, la promessa di disponibilità attraverso la propria promessa.

La presenza consenziente di Dio e la presenza consenziente della. Chiesa costituiscono l'unico "SI" che mette il catechizzato di fronte alla necessità della decisione.

Insieme a questo ritorno all'essenziale e alla genuinità messaggio, insieme a questa significazione efficace della storia della salvezza, proposta dalla Chiesa, si impone anche un ritorno a quello che è l'uomo, alle sue aspirazioni, ad un linguaggio che può essere inteso da lui.
Non si tratta ovviamente solo di vocabolario.
Si tratta piuttosto di un linguaggio che è vita, che è attenzione, anticipazione e assunzione delle realtà nelle quali l'uomo vive.

Infine occorre che la catechesi rifugga da tutto ciò che può soffocare, distruggere invece di proteggere la libertà.
Da ciò la necessità di escludere quei mezzi che abbiano aspetto coercitivo, adescatore, propagandistico.