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L'ANNUNCIO DELLA PAROLA DI DIO DA PARTE DELLA CHIESA
(in una pastorale missionaria)
Il discorso sull'annuncio della Parola di Dio è abbastanza nuovo nella
Chiosa: però sta diventando sempre più vasto, in conseguenza di un
ripensamento, dovuto soprattutto al fenomeno della scristianizzazione (I)
Questo fenomeno ha portato non solo ad un ripensamento della Parola di
Dio, ma anche di tutti i valori che Cristo ha depositato nella Chiesa
Tale ripensamento ha seguito le varie tappe, ormai conosciute, del
rinnovamento liturgico, biblico, pastorale, catechistico. e del nuovo
dialogo con gli acattolici e col mondo; ha ricevuto, come si sa, una
enorme spinta dal pontificato di Giovanni ed è stato ormai consacrato dal
Concilio.
E' chiaro allora che tale ripensamento, essendo occasionato proprio da
questo nuovo ritrovarsi della Chiesa di fronte ad un mondo non cristiano,
è causato da una tensione missionaria prodotta da Dio. La Chiesa non
rinnega quindi la esperienza passata, ma, mossa da lo Spirito, continua
una nuova esperienza, perché essa è Cristo per gli uomini di oggi, ed è
sempre più spinta a convertire un atteggiamento di difesa in un
atteggiamento di missione aperta.
Il cristiano si trova allora di fronte a due pericoli da evitare. Ambedue
derivano dal non tener conto che tale spinta missionaria è dono dello
Spirito e ambedue mettono in evidenza una mancanza di fiducIa. Infatti
mancando di fiducia ci si preoccupa troppo dei risultati immediati ed
evidenti, cosicché si finisce per attuare una missione a carattere
attivistico o a carattere distruttivo e per perdere il senso divino dalla
storia nella quale Dio è presente e agisce continuando il Mistero Pasquala
proprio attraverso la Chiesa.
Il genuino senso missionario sembra essere invece quello definito da
Giovanni XXIII, che invitava la Chiesa, consapevole di essere la sposa di
Cristo a rinnovare il suo volto. Ciò significa rinnovare la propria fede,
cioè la propria fiducia e fedeltà allo Sposo in modo da essere come Lui
segno efficace di speranza e di amore per l'umanità.
Ci sono infatti intere masse di uomini poveri, diseredati, oppressi; ci
sono interi popoli sottosviluppati e affamati che, stranamente, in questi
ultimi tempi, hanno mostrato di non la significazione dell'amore di Dio
fatto dalla Chiesa. Eppure il messaggio evangelico sembra essere
indirizzato particolarmente a loro a l'Amore di Dio sembra ravvolgerli di
una predilezione speciale.
Questo scandalo dell'incomprensione e dell'abbandono della Chiesa da parte
dei poveri può trovare molte opportune giustificazioni alle quali sarebbe
falso e ingiusto fermarsi.
La Chiesa non può non soffrire, insieme allo Sposo, di questa dolorosa
incomprensione dei suoi figli più cari.
Essa non può non impegnarsi totalmente in un rinnovamento del suo volto in
modo che questo sia una più pura o più chiara significazione dell'Amore di
Dio e in modo che il mondo sia di nuovo invitato a riconoscere tale amore.
Quindi tutto il processo di rinnovamento della Chiesa è un processo che
deve condurre a una pastorale missionaria, anzi deve coronarsi e
riassumersi in essa.
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[(I) Per scristianizzazione non si intende un fatto limitato agli aspetti
dell'abbandono della pratica religiosa, della diserzione dalla Chiesa e
quindi dell'allontanamento da Dio da parte dei Cristiani, ma a che della
nuova scoperta del mondo ne1 quale la Chiesa prende coscienza di trovarsi
in esigua minoranza. E por tensione missionaria si intende soprattutto un
cambiamento di mentalità, o meglio un trapasso da uno spirito di chiusura
e di difesa a un nuovo spirito di apertura. ]
La Pastorale missionaria si differenzia da quella che può essere una
pastorale di conservazione, di difesa. o "pastorale d'ovile" in quanto
pone l'accento sugli aspetti più specificamente missionari, quali:
l) un ritorno alla genuinità del "messaggio di salvezza" al di là di ogni
elaborato umano e alla visione dinamica della creazione e della Grazia;
2) una coscienza particolarmente viva da parte della Chiesa di essere non
solo la ripetitrice dell'opera di Cristo, ma la Sua continuazione in senso
ontologico, e quindi una coscienza di essere insieme a Cristo la
mediatrice della Salvezza;
3) una immersione della Chiesa nella realtà umana, in modo da poter
offrire il "messaggio della salvezza" ne1 modo più pieno di amore e quindi
più comprensibile per l'uomo da evangelizzare; 4) una scelta di fronte ai
mezzi, nello spirito della Rivelazione. Questa ha sempre offerto la
potenza salvatrice dello Spirito attraverso la scelta positiva di ciò che
è debole, la efficacia risolutiva dello Spirito attraverso ciò che è
umanamente infecondo, la forza vivificatrice dello Spirito attraverso la
scelta positiva della morte;
5) una scelta dei metodi più rispettosi dell'uomo, della sua personalità,
della sua ricerca, affinché di fronte alla Salvezza di Dio, proposta dalla
Chiesa, l'uomo sia reso capace di scegliere il più liberamente possibile
In una pastorale così concepita, la catechesi non è più un momento
parziale, quasi staccato dalla pastorale stessa; anzi questa potrebbe
essere definita, specialmente nella nostra situazione, come una vasta
catechesi.
In questo ordine d'idee la liturgia la messa, l'amministrazione dei
Sacramenti, l'iniziazione alla preghiera, la formazione cristiana, il
contatto col popolo e ogni azione caritativa hanno tutti questo aspetto
catechistico in senso missionario.
In questo senso profondo e non superficiale si può parlare di unità tra
Bibbia, Liturgia, Catechismo, Preghiera, Vita cristiana, ecc...
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L'ANNUNCIO DELLA PAROLA DI DIO NELLA COMUNITA' PARROCCHIALE
(per un catechismo missionario)
Parlando ora in particolare dell'annunzio della Parola di Dio nella
Comunità parrocchiale (così come storicamente si presenta oggi) è chiaro
che anche questo annunzio, in clima di pastorale missionaria, è fortemente
caratterizzato dall'aspetto catechistico.
In pratica, oggi, da noi, si potrebbe dire che ogni annunzio della Parola
di Dio è sempre catechismo e catechismo missionario.
In alcuni casi sembrerebbe che questo non avesse valore per il non
realizzarsi di quella situazione storica di cui parlavo all'inizio e che
si è definita col termine "scristianizzazione"; ma l'annunzio della Parola
di Dio è sempre un fatto universale, specialmente oggi.
Pur dovendo rispettare le caratteristiche particolari, bisogna sempre
avere uno sguardo d'insieme per non fare opera antistorica e venir meno
alla missione stessa.
Ora, per ricercare le caratteristiche di un catechismo missionario (e
quindi di un annunzio della Parola di Dio al giorno d'oggi) ci si deve
riferire a quanto dicevamo a riguardo della pastorale missionaria e
anzitutto c'è da tener presente che il catechismo missionario deve in modo
particolare (al di là di ogni elaborazione umana passata) testimoniare e,
a suo modo, rendere effettivamente presente l'Amore di Dio.
La catechesi ha insomma il compito essenziale di offrire tutta la storia
passata, presente e futura della verità e della efficacia dell'Amore di
Dio, cioè la Sua fedeltà, la totale disponibilità presente e la promessa
di fedeltà eterna.
Questa testimonianza e questa efficacia della presenza dell'Amore di Dio,
contenuto nella catechesi, sono fatte dalla Chiesa.
La Chiesa catechizzante offre questa presenza consenziente di Dio non solo
come Suo portavoce, ma soprattutto come Corpo vivo di Cristo Dio.
Quindi nella testimonianza resa dalla Chiesa, dalla Comunità cristiana,
c'è coinvolta.tutta la vita dei suoi membri.
Ora la Chiesa, la Comunità cristiana e quindi i membri di essa non possono
annunziare l'offerta dell'Amore di Dio, la disponibilità di Lui, la di Lui
promessa soltanto annunziando la Parola, senza operare una scelta positiva
di fedeltà, di disponibilità, di promessa.
Prima che con la parola,.la Comunità cristiano offre l'Amore di Dio
attraverso il proprio amore; la disponibilità presente di Dio attraverso
la propria disponibilità, la promessa di disponibilità attraverso la
propria promessa.
La presenza consenziente di Dio e la presenza consenziente della. Chiesa
costituiscono l'unico "SI" che mette il catechizzato di fronte alla
necessità della decisione.
Insieme a questo ritorno all'essenziale e alla genuinità messaggio,
insieme a questa significazione efficace della storia della salvezza,
proposta dalla Chiesa, si impone anche un ritorno a quello che è l'uomo,
alle sue aspirazioni, ad un linguaggio che può essere inteso da lui.
Non si tratta ovviamente solo di vocabolario.
Si tratta piuttosto di un linguaggio che è vita, che è attenzione,
anticipazione e assunzione delle realtà nelle quali l'uomo vive.
Infine occorre che la catechesi rifugga da tutto ciò che può soffocare,
distruggere invece di proteggere la libertà.
Da ciò la necessità di escludere quei mezzi che abbiano aspetto
coercitivo, adescatore, propagandistico.
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