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PARROCCHIA "Madre delle Grazie"
ISOLOTTO
FIRENZE
A Sua Eminenza
Cardinale Ermenegildo FLORIT
Arcivescovo di
Firenze
La Vigilia di Natale alle ore nove, senza alcun preavviso, sono entrati in
parrocchia, accompagnati da Mons. Panerai, un funzionario della Curia e
uno della Prefettura, allo scopo di prendere in consegna i beni della
parrocchia stessa.
Per i motivi che Le dirò, si è trattato di un gesto che, pur con dolore,
non posso fare a meno di denunziare come gesto quanto meno irriguardoso.
Esso non aiuta la riconciliazione, ma anzi conferma ed aggrava il rifiuto
da cui il popolo si sente ingiustamente colpito.
1. - In data 23 dicembre 1968 l'Ufficio Amministrativo della Curia ha
spedito una raccomandata-espresso, indirizzata a don M, servendosi per il
recapito di una agenzia privata.
La raccomandata che invitava don Mazzi a presentarsi in parrocchia alle
ore 8,30 del 24 dicembre 1968, è stata recapitata soltanto alle ore 13,30
del 24 dicembre stesso.
A parte il disguido, non sarebbe stata elementaRE NORMA DI RISPETTO
ATTENDERE CHE IO RISPONDESSI E CONCORDARE CON ME UN APPUNTAMENTO? Non le
sembra che tutta questa fretta abbia il sapore di un meditato proposito
tanto più che Lei stesso domenica scorsa, mi aveva invitato a prendermi un
periodo di riposo?
2. - La cosa risulta molto più grave per il fatto che la chiesa e
l'edificio parrocchiale erano praticamente circondati dalla polizia. La
casa stessa dove io ero ospitato, fuori dalla parrocchia, era controllata
giorno e notte dalla polizia.
3. - Inoltre a Mons. Panerai avevo più volte ripetuto e praticamente
dimostrato che le stanze per le attività pastorali erano a sua
disposizione, in accordo con i laici e nonostante che noi sacerdoti
dovessimo ancora servircene come alloggio, in attesa di averne trovato uno
fuori dalla parrocchia.
Come dunque definire il gesto del Suo funzionario che in mia assenza
avrebbe preteso chiudere o sigillare tutto senza minimamente domandarsi se
noi sacerdoti avevamo trovato un altro alloggio?
Non le sembra di aver dato l'impressione di volerci scacciare senza
complimenti? Anche questo è stato fatto forse per difendere la verità, la
dottrina e il diritto?
4. - Va infine notato che il gesto, così come è stato compiuto, ha avuto
tutto il sapore di uno sfratto rude e ingiusto verso il popolo. Gli si è
brutalmente posta innanzi una triste realtà: la parrocchia è della Curia,
non è al servizio del Popolo di Dio, questi non h alcun diritto sui beni
della parrocchia e può perfino essere messo fuori dall'edificio della
chiesa.
Il vostro gesto non tiene assolutamente conto che la gente non riesce più
a sopportare pazientemente un ordinamento giuridico così ingiusto
Non avete affatto compresa l'esperienza comunitaria fatta in tutti questi
anni durante il quali il popolo ha maturato la convinzione di essere
corresponsabile e comproprietario dei beni della parrocchia.
Non avete tenuto in nessun conto che tale esperienza ha determinato delle
situazioni di fatto le quali, in alcuni casi, s'inquadrano anche in
strutture giuridico-amministrative come in foglio a parte tengo sin da ora
a precisare.
Poiché capisco che la legge attuale impone delle formalità in contrasto
con una genuina vita di Chiesa, io sono pronto a subire e adempiere tali
formalità e domando soltanto che siano soddisfatte queste condizioni:
a) Il popolo dell'Isolotto possa continuare a considerarsi comproprietario
dell'edificio e dei beni della propria chiesa, possa continuare a disporne
liberamente come cose a suo servizio in modo che sino rispettate al
massimo sia la dignità dei laici, sia le giuste esigenze e l'esperienza di
vita evangelica del Popolo di Dio.
b) Che si ricerchi sinceramente, insieme, un adeguamento della legge alle
esigenze vitali ed evangeliche della Chiesa poiché "il sabato è fatto per
l'uomo e non l'uomo per il sabato".
In attesa di una Sua gentile e precisa risposta che mi consenta di
compiere coscientemente questo atto formale, ossequio devotamente.
Firenze, 29 dicembre 1968 Sac. Enzo Mazzi
All./1
PARROCCHIA "Madre delle Grazie"
ISOLOTTO
FIRENZE allegato/1
La vita comunitaria svolta nei 14 anni di ministero pastorale ha dato
luogo ad una serie di iniziative ed a delle situazioni di fatto le quali,
in alcuni casi, s'inquadrano anche in strutture giuridico-organizzative
che desidero precisare nel modo seguente:
1. - I laici sono pienamente corresponsabili dell'amministrazione della
parrocchia, attraverso un gruppo di persone che esprime ed attua tale
corresponsabilità. Non si tratta di semplici collaboratori delegati più o
meno dal parroco. Infatti ci siamo sempre rifiutati di considerare la
chiesa come una azienda con dei "padroni" o "superiori" che si servono di
"subalterni" o "collaboratori". Abbiamo cercato insomma di prendere sul
serio il Vangelo e il Concilio secondo cui l'autorità è servizio e non
padronanza, dominio o superiorità.
2. - Le iniziative a carattere sociale sorte nella parrocchia, pur essendo
segni evangelici del mistero dell'Amore del Padre, hanno sempre mantenuto
il carattere genuinamente laico che loro compete ("laico" nel senso
ecclesiale).
Cioè i laici che le hanno promosse ne hanno la piena ed autonoma
responsabilità, in collaborazione liberamente scelta, con i sacerdoti e
con tutta la parrocchia. Abbiamo sempre rifiutato di considerare la Chiesa
come un centro di potere che accaparra, dirige e condiziona
autoritariamente ogni attività dei laici.
Siccome la legge è al servizio dell'uomo, si è cercato, (quando e come è
stato possibile), di far servire la legge al rispetto di tale piena e
autonoma responsabilità dei laici.
a) È nata nella parrocchia una associazione di invalidi che si chiama
"Gruppo Iniziative Sociali fra Invalidi".
Tale associazione è libera e autonoma. Ha un proprio statuto e svolge
attività altamente sociali fra cui l'organizzazione di laboratori per
invalidi gravi.
Il parroco, nei limiti consentiti dalla legge, ha concesso in affitto per
nove anni, a tale Associazione, un appezzamento di terreno di proprietà
della parrocchia, perché vi potessero nascere le opere sociali dalla
stessa Associazione promosse.
b) Ad incominciare dal 1959 sono nate nella parrocchia tre famiglie di
adozione per ragazzi abbandonati. Ogni famiglia è retta da una persona che
ne ha la piena ed autonoma responsabilità. Tale autonomia era in questo
caso ancor più necessaria, per assicurare ai ragazzi una educazione
dignitosa e rispettosa della loro responsabilità e libertà; perché insomma
questi ragazzi si sentissero il meno possibile "abbandonati e beneficati"
e avessero la massima sicurezza.
A queste famiglie la parrocchia ha assicurato, oltre al mantenimento,
anche l'alloggio, concedendo ad ognuna di loro in affitto per sette anni,
un appartamento di proprietà della parrocchia.
c) Da due anni è stata istituita nella parrocchia una scuola popolare per
lavoratori. Anche in questo caso il parroco ha concesso i locali
necessari, subaffittanto a titolo gratuito, ai responsabili, due baracche
di legno ottenute in affitto dal Comune.
d) L'attuale alloggio dei sacerdoti è sempre stato aperto a chi ne aveva
bisogno. I preti stessi vi si consideravano ospiti. Da due anni vi trovano
alloggio due persone senza famiglia (sig.Arpino Domenico e sig. Benvenuti
Lino) alle quali è stata concessa in comodato una stanza a ciascuno con
uso di cucina e servizi per la durata di cinque anni ad incominciare dal
1967.
e) Dal 1959 funziona in parrocchia un Asilo gestito dal C.I.F, anch'esso
con piena autonomia e responsabilità, con locali affidati allo scopo, ma
con la riserva di poterli usare anche per le altre attività al di fuori
dell'orario dell'asilo.
f) Da circa 10 anni esiste nella parrocchia il Gruppo dell'A.S.C.I. FI 2°,
il quale ha compiuto un serio lavoro educativo.
Tale gruppo nella persona del responsabile Sig. Adriano Palagi, ha in
affidamento i sotterranei della chiesa e una stanza che si trova davanti
alla chiesa stessa.
Sac. Enzo Mazzi
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GRAVE PROVOCAZIONE
E OFFESA VERSO IL POPOLO DELL'ISOLOTTO
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Oggi, domenica 29 Dicembre 1968, si sono verificati, nella Chiesa
dell'Isolotto, alcuni episodi dolorosi e drammatici.
Mentre la comunità (circa 1.000 persone fra cui il vice-parroco don
Caciolli) si trovava in Chiesa raccolta in preghiera, alle ore 11 un
sacerdote accompagnato da Mons. Panerai ha iniziato la Messa per una
cinquantina di persone, molte delle q-uali non erano della parrocchia.
Per evitare disordini la comunità ha continuato la preghiera sul sagrato
della chiesa.
Ha destato amarezza e indignazione, presso tutto il popolo
dell'Isolotto,il constatare che all'altare erano serrati intorno a Mons.
Panerai un gruppo di attivisti del M.S.I. capeggiati da
un noto esponente del M.S.I. dott. Alfonso Ughi e dal Presidente del
Movimento Giovanile M.S.I. Cellai I. Marco.
All'uscita della Messa queste persone hanno tentato di provocare il popolo
in preghiera con gesti ed espressioni sconce; ma il popolo ha dimostrato
una profonda fede ed una matura civiltà evitando tali provocazioni e
mantenendo un silenzio ininterrotto.
IL POPOLO DI DIO E' STATO GRAVEMENTE OFFESO.
Facciamo appello alla Chiesa tutta perché prenda coscienza del dramma che
stiamo vivendo per amore della giustizia, della verità e del vangelo.
L'offesa fatta al popolo dell'Isolotto e un'offesa per tutto il popolo di
Dio.
T U T T I I N
C H I E S A S T A S E R A,
29 D I C E M B R E
A L L E O R E 17,30
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