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N O T I F I C A Z I O N E
della Curia Arcivescovile di Firenze
In merito alla pubblicazione "Incontro a Cristo" edita dalla Libreria
Editrice Fiorentina e nota sotto il nome di "Catechismo dell'Isolotto",
questa Curia Arcivescovile di Firenze intende precisare quanto segue:
È compito del catechista annunziare il Mistero della Salvezza, ma sarebbe
tradire il Messaggio cristiano interpretare questa salvezza soltanto in
senso sociologico,come riscatto dall'oppressione e dallo sfruttamento.
Gesù Cristo inviò i suoi apostoli ad annunziare che il Figlio di Dio, con
la sua Morte e Resurrezione, ci ha liberati dal potere di Satana e dalla
morte, trasferendoci nel Regno del Padre.
Il nucleo essenziale del Cristianesimo è quindi nella Resurrezione di
Cristo e nel problema dell'immortalità e della salvezza dal peccato.
Se nel Cristianesimo ci fosse tutto il resto,se ci fosse l'animazione più
generosa di una convivenza sociale secondo giustizia, ma fosse assente
questa realtà fondamentale del Cristo che, attraverso la sua Resurrezione,
salva l'uomo dalla morte e dal peccato, noi, come afferma la Bibbia,
saremmo i più disgraziati di tutti gli uomini.
Ora nel catechismo dell'Isolotto non è che manchi questo o quell'aspetto
della Rivelazione, ma è stato dimenticato il nucleo fondamentale del
Cristianesimo. È comprensibile che un testo, destinato ai bambini, sia
limitato nei suoi contenuti,ma deve possedere la dottrina essenziale.
Il fatto è tanto più doloroso perché questa comunità parrocchiale ebbe nel
passato il merito di aver tentato un'esperienza catechistica sotto qualche
aspetto promettente.
Confrontando il testo precedente, ciclostilato, con il nuovo dato alla
stampa - inutile ricordare che non è stato sottoposto all'esame della
competente Autorità -,non si può non rilevare la profonda trasformazione
che ha subito.
Nel ciclostilato infatti si affrontava l'argomento centrale "Gesù, tuo
amico, è il Figlio di Dio"; si parlava del peccato originale, della
vittoria di Cristo sulla morte, della Chiesa come famiglia, dei rinati e
dei confermati, nella quale i sacerdoti sono incaricati "di ascoltare la
confessione dei peccati e di perdonare in nome di Dio e di tutta la
Chiesa" con sufficiente ampiezza.
Nel nuovo testo tutto questo è scomparso,per cedere il posto alla
presentazione del Cristo inteso solo come agitatore sociale.La
trasformazione è così profonda che non può essere considerata casuale
Il catechista deve sì preoccuparsi di rendere la fede consapevole ed
esplicita e di innestarla nella vita, aiutando il bambino a prendere
coscienza del posto che egli ha nella Chiesa e nel mondo; ma non potrà mai
ignorare la vocazione escatologica del cristiano, e, tanto meno,
dimenticare che il Cristianesimo non si riduce ad un problema di
conoscenza e di sensibilità umana e sociale.
È Dio che si rivela e si fa sensibile al cuore dell'uomo, ed è compito del
catechismo disporlo spiritualmente ad accogliere questo dono,ad acquistare
una mentalità di fede che lo porti a pensare, a giudicare, e a decidere
cristianamente.
È ancora una volta doloroso rilevare che nel nuovo testo non esiste più la
preghiera e soprattutto non si fa parola del dono di Dio che è grazia. Vi
sono in compenso venti tavole fotografiche che, in un bambino ancora
incapace per la sua età, di approfondimenti concettuali, hanno solo il
potere, data la loro caratterizzazione indubbiamente unilaterale, di
provocare una tensione sociale troppo incompleta e parziale.
Pertanto, tenuti presenti i contenuti del Catechismo dell'Isolotto, non
corrispondenti alle istanza di una catechesi ortodossa, per quanto con
sofferenza e rammarico, il cardinale Arcivescovo ne vieta l'adozione in
tutta quanta l'Arcidiocesi.
Firenze, 28 novembre 1968
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