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Dopo l'invasione russa in Cecoslovacchia che pone fine alla "Primavera di Praga" anche la parrocchia dell'Isolotto solidarizza con il popolo cecoslovacco durante le messe del 25 agosto 1968.Su la nuova situazione cecoslovacca si tiene nella chiesa dell'Isolotto un incontro con Milan Opocenski , pastore evangelico cecoslovacco, di passaggio da Firenze. Il documento che viene presentato è il depliant, ante retro, distribuito per l'invito a partecipare all'incontro.

   
   

   
        
   

   
   

 

 

 


DEMOCRAZIA CRISTIANA Firenze 14.10.1968
SEZIONE ISOLOTTO
VIA TORCICODA 167r. TELEF. 201.862-209.354
50142 FIRENZE AL SEGRETARIO PROV. DELLA D.C.
FIRENZE

OGGETTO: dialogo Sacerdoti e popolazione Isolotto



" " "

Indetta dai Sacerdoti dell'Isolotto il giorno 9 ott. ebbe luogo
presso l'Asilo della Parrocchia la riunione del popolo per ascoltare la lettura di una lettera del Cardinale E.Florit, inerente al loro comportamento sia al livello cattolico religioso e politico.

Presenti circa 200 persone di ambo i sessi e di età 15-60 anni circa. Presenti diversi amici iscritti alla D.C. Isolotto e Monticelli.
Udita la relazione di Don Mazzi leggendo le varie lettere che il Card. Florit gli aveva inviato in tre anni.Il Contenuto di dette lettere era il richiamo dei sacerdoti dopo svariate lettere di reclamo da parte della popolazione a proposito del loro comportamento in chiesa e fuori sia- cattolico e religioso sospendendogli qualsiasi attività politica verso i partiti di sinistra.
L'ultima lettera di Florit dice a Don Mazzi che se non ritratta la sua posizione politica cattolica e religiosa nei confronti della popolazione dovrà presto lasciare la Parrocchia.
Incurante di queste parole assume un atteggiamento indifferente e lascia il giudizio alla popolazione locale che risponde con fischi e urla minacciando il cardinale se si azzardasse a muovere la posizione di Don Mazzi e Don Paolo.
Il primo a prendere la parola e il ns. socio Signor Caioli
Alessandro componente dell Consiglio Direttivo,dichiara di essere stato un sincero amico di Don Mazzi ma a questo punto consiglia i sacerdoti della parrocchia a seguire la strada del missionario lasciando definitivamente l'Isolotto. Altri parlano a prò e contro anche Mastriforti dichiara che l'Isolotto è diviso e non esiste una linea buona pacifica questo perché voi sacerdoti avete fatto tanto perché il popolo critiche anche voi stessi del modo di agire in chiesa e fuori. Donne uomini hanno parlato fino alle ore 2,30 di notte concludendo dopo essere rimasti circa 80 persone della corrente dei sacerdoti che essi debbono rimanere al loro posto lotteranno con tutti i sacrifici pur di vedere Don Mazzi all'Isolotto.
Domenica a tutte le S.Messe hanno parlato come sempre a carico
della gerarchia ecclesiastica Papi e Cardinali e Signori borghesia governanti loro sono solo con Dio e dio era povero amava i poveri gli oppressi i malati i deboli perciò ci giudicheranno protestanti anarchici come gli sembra più giusto ma per loro questa è la strada migliore perché hanno una fede cattolica e religiosa.Durante la riunione del 9 ott. siamo stati a contatto telefonicamente con Mons. Bianchi informandolo di tutto, siamo venuti a sapere che la Curia aveva inviato sul posto un informatore che ha registrato tutta la riunione.Ieri domenica la S.Messa delle ore 11 è stata celebrata da un negro sacerdote. Ha parlato molto a lungo delle esigenze dei negri nella vita americana della miseria della loro schiavitù e delle ricchezze americane e che noi italiani siamo schiavi dell'America mentre i popoli guidati dai Russi sono più liberi di noi anche se esiste una dittatura ma c'e più benessere di uguaglianza.Sabato prossimo avrà luogo un'altra riunione come da unito manifestino non sò che accadrà perché il popolo è stufo se non si rimedia quanto prima a questa campagna, contro tutti fregandosi della gerarchia.Don Mazzi dice che deve essere il popolo a mandarmi via dall'Isolotto nò il Cardinale Florit,lui conta quanto noi.Le riunioni continuano alle baracche anche sabato sera c'e stato un
dialogo politico a favore di Don Mazzi non vediamo bene queste riunioni in luoghi concessi dal Comuner in affitto.

Tante persone dicono di occupare la Chiesa di rispondere ai vangeli di loro e tanti dicono do mandar via Don Mazzi dalle baracche prefabbricate dove ci ha trasformato un locale adebito a tipografia stampando ciclostilando volantini che offendono tutti.

La prego di agire nel migliore dei modi e nell'interesse del popolo tutto perché anche i comunisti e psiuppini penso giudicano Don Mazzi deleterio poco serio per le vesti che indossa non solo questo ma lo strumentalizzano come vogliono e per fini politici.

Cerchi di mettersi a contatto con Mons. Bianchi e vedere se per il momento si profila il trasferimento in altra chiesa di Don Mazzi e Paolo.

Distinti saluti.


IL SEGRETARIO
D. Bellini
 

 

   
   


A TUTTE LE PERSONE DELLA PARROCCHIA
DELL'ISOLOTTO

Il 1° Settembre scorso un gruppo di cristiani di Parma si radunò nella Cattedrale chiedendo di parlare con i sacerdoti e gli altri cristiani su alcuni problemi molto gravi.

Il loro gesto lo chiamarono "occupazione" in senso molto semplice: siccome i laici in chiesa non possono parlare, essi rivendicavano il diritto di parlare, di esprimere i loro desideri, le loro critiche, esigenze, proposte, ecc. come si fa in qualsiasi famiglia.
Questi laici si comportarono col massimo rispetto verso la Cattedrale e verso gli altri cristiani. Chiedevano solo di parlare.

Alle ore 18,30 nella cattedrale veniva celebrata la Messa ed essi vi parteciparono, pregando insieme a tutti gli altri cristiani. Dopo la Messa ripresero il loro dialogo con i presenti.
M alle ore 19,30 invitata dal clero entrò in chiesa la polizia, li picchiò e li portò fuori a forza senza che essi opponessero resistenza.

DI CHE COSA ESSI CHIEDEVANO DI POTER PARLARE?

Un loro documento ci risponde: "Abbiamo occupato la Cattedrale, perChé vOlevamo diScutere nella casa di Dio, nostro Padre, i problemi della chiesa, che è anche casa nostra.
I fatti che ci hanno convinto ad intraprendere questa azione clamorosa sono i seguenti:
1. Che la Chiesa di S.Evasio sarà costruita con i soldi della Cassa di Risparmio e sarà così la Chiesa della Cassa di Risparmio e non del popolo del quartiere.

2. Che la rimozione, le promozioni e i trasferimenti dei sacerdoti avvengono come fatti burocratici, senza alcuna partecipazione o consultazione dei fedeli.

3. Che troppe prove dimostrano la connessione strettissima della Chiesa con i poteri politici ed economici costituiti: per questo non può essere la Chiesa dei poveri."

Il gesto dei cristiani di Parma poteva essere discusso e criticato. Ma in fondo tali cristiani agivano dichiaratamente per amore dei poveri, per amore verso la Chiesa e il Vangelo. Non dovevano essere picchiati.
Poi, come se ciò non fosse bastato, in una pubblica udienza il Papa dichiarò che quei cristiani mancavano di amore, erano molesti e nocivi alla Chiesa e addirittura "nemici".

Anche il 11escovo di Parma diffuse un documento nel quale dichiarava fra l'altro che il loro metodo non era evangelico ed era lesivo della dignità e del rispetto che si devono alla persona umana : e che essi dimostravano incomprensione delle linee di fondo della Fedeltà a Cristo e alla Ch1esa.


Di fronte a persone cosi maltrattate e condannate, i sacerdoti e un gruppo di laici dell'Isolotto e della Casella sentirono in coscienza il preciso dovere di prendere pubblicamente posizione e di manifestare la loro solidarietà.

Fu compilata una lettera di solidarietà e fu messa a disposizione di chiunque avesse voluto firmarla.
La sottoscrissero centocinquanta persone fra cui quattro sacerdoti.

Dopo qualche giorno giunse a don Mazzi una lettera del Card. Florit, Arcivescovo di Firenze, nella quale si condannava tale solidarietà.
La lettera del Card. Florit era indirizzata a don Mazzi, ma in realtà riguardava direttamente tutto il popolo.

Per questo il giorno 9 Ottobre si tenne un'assemblea durante la quale fu letta e discussa la lettera del Vescovo.
In tale assemblea una grande maggioranza stabilì che la lettera riguardava tutta la popolazione della parrocchia. Per tale ragione successivamente la gente ha tenuto altre due riunioni durante le quali sono state prese le seguenti decisioni:

a) I LAICI PRENDONO SU DI SÉ L'INTERA RESPONSABILITÀ DI TUTTE LE INIZIATIVE CHE SEGUIRANNO

b) FARANNO CONOSCERE LA LETTERA DEL VESCOVO A TUTTO IL QUARTIERE.
c) UNIRANNO UN BREVE RESOCONTO DELL'ESPERIENZA DELL'ISOLOTTO CONDANNATA DALLA LETTERA DEL CARD. FLORIT.

d) INVITERANNO IL QUARTIERE A TENERE UNA ASSEMBLEA DURANTE LA QUALE DECIDERANNO UNA RISPOSTA COMUNE.

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Segue il testo della lettera
che il Card. Florit
ha inviato a don Mazzi:


IL CARDINALE
ARCIVESCOVO DI FIREZE
Firenze, 30 Settembre 1968

Rev.do
Don Enzo Mazzi
Parroco dell'Isolotto FIRENZE

Ho avuto da parrocchiani dell'Isolotto diverse copie della lettera distribuita e commentata in codesta chiesa parrocchiale domenica 22 settembre u.s.
T'invito a fare qualche rIflessione che per altro è stata fatta anche dalla gente che ha letto il ciclostilato ed ha ascoltato il commento tenuto al posto dell'omelia:
-Tu abiti in una canonica e ti servi per le tue opere (asilo) e per la diffusione delle tue idee di un immobile e di una chiesa che sono fra le più belle di quante ne siano state costruite dal Card. Dalla Costa, col contributo dello Stato e con la cooperazione di tutti, non esclusi i ricchi e le banche, che vollero dare a suo tempo il loro obolo;
-Tu, come parroco, ricevi dallo Stato una "congrua" che ti configura automaticamente nel numero di coloro che tu chiami privilegiati e compromessi col "sistema" di una Chiesa che sarebbe legata a filo doppio alle strutture di questo mondo.
-Tu,dunque,come parroco, godi di privilegi, di poteri e di beni che il tuo discorso,espresso in termini tanto radicali, di fatto rifiuta. Non posso, allora, non rivolgerti la domanda che tu, presumendo di avere tutti gli elementi per giudicare così duramente di un fatto successo a Parma, rivolgi al vescovo di quella città:
Come fai a parlare come parli e a diffondere i messaggi che diffondi senza che la tua coscienza, tanto severa, da impedirti di essere d'accordo col Papa, non t'imponga il dovere e l'esigenza di vivere diversamente? La tua posizione infatti è quella di colui che tutto contesta, ma che continua a godere di vantaggi (casa gratuita,stipendio,vitto,immunità,possibilità di diffondere le proprie idee) che il sistema così duramente condannato gli assicura.
Mi astengo dal trarre la più logica conclusione che un tal discorso impone; conclusione che appartiene prima di tutto alla tua coerenza di uomo e di prete.
Ritengo però mio indilazionabile dovere chiederti, in questa circostanza, una precisa chiarificazione: o sei disposto a ritrattare pubblicamente un atteggiamento così offensivo verso l'Autorità della Chiesa, come quello assunto con la "lettera aperta" del 22 settembre, atteggiamento tanto contrario al tuo dovere di sacerdote e di parroco, oppure, riconoscendo che è assurdo continuare a far parte di "strutture" così violentemente condannate intendi dimetterti dall'ufficio di parroco.
Rifletti con calma a tutto ciò e dammi una risposta scritta,precisa e responsabile entro il prossimo mese di ottobre.


Questa lettera pone a tutti noi interrogativi che ci chiamano collettivamente in causa:

1 LA CONDANNA DEL VESCOVO RIGUARDA SOLO DON MAZZI?
Tutto il quartiere delL'Isolotto è coinvolto in tale condanna, perché la maggioranza del popolo ha partecipato attivamente alla realizzazione di una parrocchia che fosse veramente una famiglia al servizio dei più umili.

2. LE IDEE CONDANNATE DAL VESCOVO SONO DI DON MAZZI O SONO DELLA MAGGIORANZA DI NOI?

È questo il momento di dimostrare se l'indirizzo della nostra Parrocchia e le idee espresse dai nostri preti corrispondono o no alle esigenze ed ai sentimenti del popolo (esigenza di semplicità nella Messa; gratuità del servizio da parte dei preti; i beni della Chiesa a disposizione di tutti e specialmente dei più abbandonati; il rispetto della libertà di ogni cristiano nelle sue scelte politiche e sociali; l'amore e l'attenzione verso coloro che hanno perso la fiducia nella Chiesa; la predicazione basata sulla ricerca di Cristo negli avvenimenti del mondo e sull'ascolto dei poveri, dei discriminati e degli oppressi).

3. I NOSTRI SACERDOTI HANNO CERCATO DI ESSERE POVERI PERCHÉ È
IL VANGELO CHE LO CHIEDE, PERCHÉ ESSI SI SONO TROVATI A VIVERE IN UN QUARTIERE POPOLARE E PERCHÉ IL MONDO È PIENO DI POVERI.
Questa ricerca di povertà è stata attuata per aiutare tutta la
Chiesa a far parte del mondo dei poveri. Ora il Vescovo per questo motivo chiede a don mazzi di andarsene dalla Parrocchia.

4. IL VESCOVO AFFERMA INOLTRE CHE LA NOSTRA LETTERA DI SOLIDARIETÀ È UNA OFFESA VERSO L'AUTORITÀ DELLA CHIESA

Dichiararsi apertamente in disaccordo con il Papa e con il Vescovo su certi giudizi particolari, è un'offesa verso la Gerarchia oppure è porsi in atteggiamento di leale servizio verso la Chiesa? L'ubbidienza alla Gerarchia la intendiamo come una obbedienza cieca, alla militare?oppure come un rapporto fraterno e schietto?

5. IL VESCOVO PONE DON MAZZI DAVANTI AD UN "ULTIMATUM"

Il popolo dell'Isolotto ha il diritto e il dovere di pronunziarsi e di dare al Vescovo una risposta insieme ai preti.


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ASSEMBLEA GENERALE
Per discutere questi argomenti, per avere chiarimenti, suggerire idee, concordare il da farsi, vi invitiamo a una assemblea generale che terremo nella nostra chiesa Giovedì 31 ottobre alle ore 21,15.
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Chi desidera avere immediatamente chiarimenti o suggerire proposte può venire o telefonare presso la parrocchia, Via delle Mimose, 14 - Telef. 203124, dalle 19 alle 20 di ogni sera: uno di noi laici sarà a disposizione.

firmato TUTTI I PARTECIPANTI ALL'ASSEMBLEA DEL 17/10/1968